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novembre 11, 2011 / Climacter

Friedrich Schiller, Don Carlos

 

Scena decima

 

 

 

Il re, il marchese di Posa. Il marchese non appena vede il sovrano gli si inginocchia davanti, poi si rialza e rimane in piedi senza manifestare il minimo imbarazzo

.

RE (osservandolo con un certo stupore)

 

Mi avete già parlato in passato?

 

MARCHESE

 

No.

 

RE

 

Voi vi siete reso benemerito della corona. Perché sfuggite la mia riconoscenza? Migliaia di esseri si confondono e sovrappongono nella mia memoria, ma l’onniscienza spetta soltanto a Uno. Voi dovevate cercare l’occhio del vostro re, come mai non l’avete fatto?

 

MARCHESE

 

Sire, sono tornato qui, nel vostro regno, da appena due giorni.

 

RE

 

Non voglio rimanere debitore nei vostri confronti. Chiedetemi un favore!

 

MARCHESE

 

Io profitto delle leggi.

 

RE

 

Un diritto di cui profitta anche l’assassino.

 

MARCHESE

 

E a maggior ragione il cittadino onesto! Sire, io mi ritengo soddisfatto.

 

RE (tra sé)

 

Grande audacia, e grande presunzione di se stesso, per Dio! Ma c’era da aspettarselo, e personalmente amo che lo spagnolo sia orgoglioso, a costo che il vaso trabocchi… (Ad alta voce) Mi dicono che vi siete ritirato dal mio servizio.

 

MARCHESE

 

Mi sono ritirato per lasciare il posto a qualcuno che lo merita più di me.

 

RE

 

Mi rattrista, per il mio Stato è una perdita notevole quando certi cervelli preferiscono oziare… Forse avevate il timore di non trovare un posto alla vostra altezza?

 

MARCHESE

 

Oh no! Non ho dubbi che l’esperto conoscitore, che sa come valutare lo spirito umano, avrà decifrato con un solo sguardo in cosa io possa o meno essergli utile. Umile e grato valuto l’immenso favore di cui Vostra Maestà, con l’opinione che ha espresso, vuole colmarmi, eppure… (S’interrompe)

 

RE

 

Avete dei dubbi?

 

MARCHESE

 

Devo confessarvi, Sire, di non essere pronto a tramutare nelle parole di un suddito i pensieri che ho espresso come cittadino del mondo. Vedete, Maestà, quando mi sono allontanato per sempre dalla corona, ho creduto di essere sollevato dalla responsabilità di illustrare i motivi di questa mia decisione.

 

RE

 

Sono così vaghi allora questi motivi? Rivelandoli avete paura di rischiare qualcosa?

 

MARCHESE

 

Rischierò al massimo la vita, Sire, se mi verrà concesso il tempo di enumerarli uno ad uno! Ma se voi mi negate questo favore, allora metterò a dura prova la verità. Posso scegliere tra il vostro favore e il vostro disprezzo e, se devo assolutamente compiere una scelta, vorrei passare ai vostri occhi per un ladro volgare piuttosto che per uno sciocco.

 

RE (con viva attesa)

 

Allora?

 

MARCHESE

 

Non posso essere il servo di un principe. (Il re lo guarda stupito) Sire, io non voglio ingannare l’acquirente. Se volete affidarmi un incarico, è evidente che pensate a qualcosa che è già stato preordinato. Volete sul campo la mia audacia e il mio braccio, e il mio cervello nel Consiglio. Il fine cui tenderebbero le mie azioni non sarebbe mai l’azione in sé, ma l’applauso rivolto loro dal trono. Per me, invece, la virtù ha un valore inalienabile in sé e per sé. Quella felicità che per mano mia il sovrano seminerebbe, la creerei da solo e in tal modo ciò che dovrebbe risultare un dovere sarebbe un atto di gioia e di libera scelta. È questo ciò che volete? Potete tollerare nella vostra creazione dei creatori diversi da voi? Ed io dovrei limitarmi ad essere lo scalpello quando potrei essere lo scultore? Io amo gli uomini, e nelle monarchie non devo amare nessuno tranne me stesso.

 

RE

 

Questa passione è degna di lode. Voi vorreste fare del bene, e il modo in cui lo fate ha poca importanza sia per il saggio che per il cittadino. Cercate nel mio regno un posto che vi consenta di realizzare questa nobile aspirazione.

 

MARCHESE

 

Non ne trovo nessuno.

 

RE

 

Come?

 

MARCHESE

 

Quella che Vostra Maestà riuscirebbe a spargere per mano mia può definirsi nei termini di felicità umana? E si tratta della stessa felicità che il mio puro amore per gli uomini cerca con tanta determinazione? Di fronte a una felicità simile, il trono comincerebbe a vacillare. No, la corona ha creato un’altra felicità, una felicità diversa che è in grado di soddisfare, e che crea nel cuore umano degli impulsi che si appagano di questa felicità. Essa fa coniare sulle sue monete questa verità, poiché è la sola verità che può permettere, e rigetta impietosa tutti gli stampi diversi da questa immagine. Ma ciò che può essere utile alla corona… è in grado di soddisfare me? Il mio amore fraterno può abbassarsi e tradire fino al punto di defraudare il fratello? Posso credere che sia felice prima che gli venga consentito di pensare? Sire, non scegliete me per propagare la stessa felicità che troviamo coniata sulle vostre monete: io non posso che rifiutarmi di metterle in circolazione… io non posso essere il servo dei principi.

 

RE (con foga inattesa)

 

Voi siete un protestante.

 

MARCHESE (dopo un attimo di riflessione)

 

La vostra fede, Sire, è la mia stessa fede. (Dopo una pausa) Sono frainteso, ed era proprio ciò che temevo. Voi mi state vedendo mentre strappo il velo che nascondeva i segreti del trono: quindi chi vi assicura che ciò che non è più in grado di farmi paura sia ancora oggetto di venerazione ai miei occhi? Io rappresento un pericolo, perché ho riflettuto su me stesso… Ma io non sono pericoloso, Maestà. I miei desideri si arrestano qui. (Si mette una mano sul petto) L’assurdo impeto dei riformatori che incrementano il peso delle catene da cui non riescono a liberarsi, non mi riscalderà mai il sangue. Il secolo non è maturo per il mio ideale. Io sono il contemporaneo dei miei posteri. Una simile immagine può sconvolgere la vostra quiete? Basta un vostro respiro a disperderla.

 

RE

 

Sono il primo cui vi rivelate sotto questo aspetto?

 

MARCHESE

 

Sotto questo… sì!

 

RE (si alza, fa qualche passo e si ferma davanti al marchese. Tra sé)

 

Il tono, perlomeno, è inedito! (Ad alta voce) L’adulazione si divora da sé, l’imitazione degrada chi la professa. Fare una volta la prova del contrario… Perché no? La fortuna arride a tutto ciò che è insolito. Se queste sono le vostre opinioni, voglio sperimentare un modo diverso di servire la corona. Il forte spirito…

 

MARCHESE

 

Io comprendo, Sire, quale infimo concetto, basso e vile voi avete della dignità umana dal momento che, nelle parole di un uomo libero, voi non scorgete altro che il linguaggio dell’adulatore, e ritengo di sapere come tutto ciò sia potuto accadere: è stata colpa degli uomini che vi ci hanno obbligato, che hanno rinunciato liberamente alla propria dignità, che volontariamente si sono collocati sull’ultimo gradino, che terrorizzati fuggono davanti allo spettro della loro intima grandezza, che privilegiano la loro miseria, che ornano di una incommensurabile viltà le proprie catene e chiamano virtù il fatto stesso di portarle! Così vi è stato presentato il mondo! Così era stato lasciato in eredità al vostro grande padre. Come avete potuto avere stima degli uomini così spaventosamente mutilati?

 

RE

 

In queste parole c’è qualcosa di vero.

 

MARCHESE

 

Che peccato! Quando avete preso l’uomo dalle mani del Creatore, e lo avete tramutato in qualcosa del tutto personale e poi a questa creatura di foggia completamente nuova avete offerto voi stesso come Dio, in un punto vi siete sbagliato: perché siete rimasto un uomo, un uomo creato da Dio, e avete continuato a desiderare e a soffrire come un semplice mortale. Voi sentite la necessità di rendere qualcuno partecipe dei vostri sentimenti, mentre di fronte a un Dio si può solo tremare e pregare, offrirgli dei sacrifici! O infelice scambio di ruoli! Orribile sovvertimento della natura! Se avete degradato a tal punto i princìpi ordinatori della natura umana, chi potrà accanto a voi delibarne la squisita armonia?

 

RE (tra sé)

 

Per Dio, egli mi legge fino in fondo all’anima!

 

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2 commenti

Lascia un commento
  1. mrkaa / Nov 12 2011 6:10 pm

    hai cambiato nome?

  2. Climacter / Nov 13 2011 5:49 pm

    solo per un paio di giorni, guapa.

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