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febbraio 21, 2011 / Climacter

Wii Pmc in sacchi neri Pvc

Negli ultimi mesi, cara Marina, non faccio altro che entrare e uscire di farmacia, perciò

vorrei scrivere il racconto di un uomo recatosi in farmacia con l’intenzione di comprare una Wii PMC. Tra lui e la commessa, che si scusa di non potergli cedere la Wii PMC senza prescrizione medica, nasce un diverbio perché, a sentire l’uomo – subito smentito dalla sua antagonista – i falli vibranti o non vibranti destinati ad alleviare la sofferenza psichica di donne incapaci temporaneamente o meno di condurre una vita sessuale in ultima analisi appagante per loro e per il partner occasionale o stabile, non necessiterebbero di ricetta alcuna. Pare inoltre che le parafarmacie, aggiunge l’uomo sapendo di mentire, pullulino di PMC.

– Se è vero quel che dice – ribatte la coraggiosa commessa con sarcasmo, – perché è venuto da noi? Non sarebbe stato più comodo rivolgersi a un negozio di giocattoli?-

 

 

 

 

 

 

 

Wii PMC ( Presidio Medico-Chirurgico) è un manichino di sesso femminile, dotato di speciali sensori capaci di imitare l’attività degli esterocettori in corrispondenza delle zone erogene segnate sulla mappa della Donna Ideale (pressoché ovunque, sebbene in minore o maggiore quantità: il clitoride in gomma piuma, per esempio, è tutto un sensore, il velopendulo in gomma pane invece ne è quasi privo), il cui funzionamento è simile a quello di una normale Wii, il manichino essendo stato progettato per integrare alle funzioni di quella che potremmo volgarmente chiamare Bambola gonfiabile (sebbene non-insufflabile e molto più sofisticata, sulla falsariga delle real doll nipponiche), un pregnante programma di educazione o rieducazione all’erotismo, attuabile interfacciandosi ad un televisore. Una Wii-PMC, come evidenziato nel celebre spot che fece rizzare i capelli ai benpensanti, certo non potrà menarti una sega, ma coi suoi utili consigli e con la sua paziente guida rimedierà alle tue incertezze, porrà freno alle tue fisime e ubbie, ti insegnerà a vivere senza vergogna il miracolo dell’erezione, a gestire oculatamente la contabilità eiaculatoria, strappandoti alle secche dell’insicurezza e incrementando, ciò che è fondamentale, la tua autostima. Nello spot, il refrain ad effetto “L’autostima passa dalla lingua” – coronamento della serie di messaggi dello stesso tenore “la forza passa dalle mani” e “l’eloquenza passa dalle labbra” – pareva recitato con voce suadente,  il capo vòlto alla cinepresa, dalla stessa PMC, la quale, si intuiva senza troppo lambiccare, stazionava in posizione ginecologica, mentre sul teleschermo – in secondo piano – cinque stelle si coloravano d’oro.

Appena iniziata la commercializzazione del rivoluzionario prodotto, ammette la commessa della farmacia, l’acquisto della PMC risultava essere interamente a carico del consumatore finale, ma col profilarsi netto della questione etica e giuridica sorta dal succedersi di rinvenimenti, da parte delle forze dell’ordine interpellate da cittadini tanto onesti quanto esasperati, in luoghi appartati, discariche, fabbriche dismesse e perfino nei vicoli di città e paesi – gettate a testa in giù in cassonetti irti di lunghe gambe inastate – di PMC con evidentissimi segni di maltrattamenti, sevizie, percosse – per tacere poi dei casi di mutilazioni -, il Ministero, attraverso le aziende sanitarie locali e quindi del personale medico, ha imposto un controllo severo, attuabile non da ultimo con lo spostamento della Wii dalla fascia C alla fascia B dei farmaci e con l’emanazione di una circolare in cui è indicata tramite rigorosa elencazione dei sintomi, quale tipologia di pazienti possa usufruirne.

 

 

 

 

 

 

 

 

Il racconto, nelle mie intenzioni, prendendo abbrivio da un furto, continuerebbe fino a trasformarsi in una storia d’amore alla Blade Runner, se non sapessi fin troppo bene che già Palahniuk si è occupato del medesimo argomento in Cavie, servendosi di un pupazzo iperrealistico di bambino, sempre il medesimo però e senza interfaccia video.

 

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10 commenti

Lascia un commento
  1. marica / Apr 10 2011 1:24 pm

    ragazza con paesaggio J. Lhetem

  2. marica / Apr 10 2011 1:25 pm

    mi correggo. J. Lethem

  3. soqquadrerie / Mag 16 2011 7:58 am

    dove sei finito? abbisogno!

  4. mrkaa / Mag 22 2011 8:23 pm

    nella vita! perdincibacco! mi fai pure sprecare i punti esclamativi.

  5. Climacter / Mag 24 2011 9:24 am

    la vita, la vita, tutti a parlare di vita. Stanotte ti ho sognata. Magari te lo racconto via twitter.

  6. mrkaa / Lug 5 2011 9:20 pm

    ecco. adesso non puoi più leggere le mie risposte. ti ho preso la balena!

  7. Starec Zosima (in italiano, Frate Crisostomo) / Lug 13 2011 5:54 pm

    le tue risposte alle domande dirette sono ciclostilate. preferisco leggere le tue risposte alle domande indirette, che sono quelle che nessuno ti pone. la balena è un pesce, sebbene Linneo e altri ritengano che sia un acquario.

  8. mrkaa / Lug 15 2011 2:34 pm

    strano. twitter ti ha tolto dai miei contatti. che diavolo vuole twitter?

  9. Climacter / Lug 16 2011 6:06 pm

    Twitter ha una mente che non sa decidere, congelata sul marciapiede della strada che dall’analisi porta alla sintesi. E’ incapace di una scelta, perciò orienta le sue volizioni, come se fosse possibile farlo, sulla vita vegetativa delle sue membrature architettoniche: tu che sei l’ipofisi, fai questo; tu che sei un esemplare atipico di glomerulo renale, fai quest’altro. Io ero diventato come Twitter, quell’uomo universale insignificante dalle molteplici personalità che si agguagliano tutte. Conducevo una vita probiotica. Così mi sono concentrato interamente sull’unico atto fondante, e ho ammazzato Twitter e tutte le impossibili volizioni. Cioè, lui è ancora lì, e non ne sa nulla, sono i nessi che si sono logorati, i tubicini che gli portavano l’ossigeno si sono dissecati; ora è una brutta utopia con 0 following e 0 follower. C’è un insegnamento in tutto questo.

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