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dicembre 30, 2010 / Climacter

Che fine ha fatto il Galateo

Si erano tolti i vestiti. Ma neppure nel pieno abbandonarsi alla liturgia della spogliazione avevano taciuto a sé stessi le remore che li pervadevano almeno quanto la disadorna superfluità del mobilio impregnava la camera d’albergo. Per lui, Andrea Sperelli, il problema stava nell’accettare di fottere un essere più che senziente che avesse la sfrontatezza di annunciarsi con un nome come quello di Cristina. Cristina era la tana di un tarlo, una macchia, un’onta, una natta troppo – pensava – scarlatta nell’altrimenti graziosa (e si compiaceva di pensarla scarlatta) complessione diremo psicosomatica della Donna che gli aliava d’intorno per non instillargli la tentazione di aprire il frigobar, alleggerirlo del contenuto, scardinarlo e lanciarglielo addosso. CristiAna sì sarebbe stato perfetto, avrebbe giustificata, inserendola in un ordine coerente di algoritmi fisiologici, l’attivazione presaga dei centri del piacere, ma Cristina – nome insipiente, vacuo, cencioso, pecoreccio -sovvertiva ogni regola cui volentieri, o per senso del dovere o per un più maturo riconoscimento della crudele diarchia Verità – Necessità aveva soggiaciuto al fine di essere uomo degno di tal titolo, sebbene uomo non sia propriamente né impropriamente un titolo, riducendo l’obbedienza sublime ai Disegni Divini che seminano Caos per raccogliere Ordine a bovina prosternazione e, insomma, scombinandogli cosmo orizzonti e piani per il futuro e soprattutto per l’oggi, come un novello Copernico che comprovi irrefutabilmente che la Galassia ha, così tanto per dire, un buco del culo.

Per Cristina, invece, la difficoltà già palesatasi durante la conversazione giù al bar dell’hotel, stava nel darsi a un uomo che, paragonato il peto ad un motto di spirito, era passato dalla dichiarazione d’intenti alla pratica, dimostrandosi non solo fine dicitore ma un torrente addirittura d’umorismo.

“Nil aliud video, quo te credamus amicum,
       Quam quod me coram pedere, Crispe, soles.”

Marziale, Epigrammaton, liber X, 15

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4 commenti

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  1. mrkaa / Gen 3 2011 6:22 pm

    l’ho sempre pensato. Cristiana è nettamente superiore a Cristina.

  2. Climacter / Gen 4 2011 9:43 am

    sì, l’intendesti! Andrea Sperelli non festeggiò l’anno nuovo col chiabotto.

  3. non so se mettere la firma / Gen 9 2011 4:45 pm

    Menomale che sto (ri)facendo un po’ di latino con Eugenio. Così almeno la frase di Marziale l’ho capita!

    Ma ti posso linkare anche nel mio blog, o sei intento a farti una nuova identità?

    • Climacter / Gen 10 2011 9:08 am

      parli del blog vecchio? Ma certo! Ficcami anche ne la lingua a naso, come esempio illustre di lingua a culo! (tanti punti esclamativi corrispondono ad altrettante erezioni gioiose, lo si nota appunto dalla forma totemica del punto esclamativo. Il punto di domanda è invece un interlocutorio cazzetto indeciso se scattare sull’attenti o battere in ritirata, la cui decisione ultima dipende dalla risposta.) Hai anche un blog nuovo? Quella famosa lavatrice in cui lavare i panni sporchi; quel termovalorizzatore dove termovalorizzare gli scheletri schetriti nell’armadio, li inaugurasti? Funzionano?
      E allora, linkami dappertutto, scambiamoci i link a mille e poi cento e poi mille e cento e millecento finché non sarà un casino enumerarli senza errori grossolani, concedimi infin l’onore di linkarti a mio talento e bévere della tua ehm… gratitudine per aver ben linkato! :D

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