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aprile 2, 2009 / Climacter

Misure anti-stalking (post in divenire)

se un giorno le loro schiene dovessero urtarsi, sarà perché lo tiene in una tale considerazione da pedinarlo all’inverso

NOTE

pedinare all’inverso significa ribellarsi al guinzaglio ma non al padrone

chi sia il padrone è da stabilirsi secondo scienzacoscienza: la categoria cui pertiene il guinzaglio è quella dei vincoli. Non è tuttavia sufficiente, neppure come similitudine, appurare la maggiore o minore distanza del nodo scorsoio rispetto all’una o all’altra delle estremità del capestro per affermare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che esso sia inteso a stringere -con forza proporzionale alla trazione esercitata che, essendo di tipo gravitazionale non varia col variare del peso dell’impiccato (vd scienza)- il collo di quest’ultimo e non il braccio della forca.

la categoria cui pertiene il capestro è quella dei vincoli.

ci sono vincoli che non possono essere spezzati: li chiameremo vincoli di sangue. Non vanno confusi neppure in sede di ipotesi con i legami di sangue

è opportuno separare inoltre la categoria delle pastoie da quella dei vincoli di sangue, ove non intervenga un elemento esterno alla definizione generale che renda inservibile la distinzione

la pastoia va intesa come un impedimento che si configuri come funzionale all’ottenimento di una coazione dal carattere temporaneo e reversibile

in caso di stalking sarà compito dell’accusa il dimostrare che il soggetto persecutore abbia violato la libertà del soggetto paziente operando su di un vincolo e non su di una pastoia. Chi sia il soggetto paziente è da stabilirsi secondo scienza e coscienza. Il reato di stalking inverso è ravvisabile nella fattispecie in cui paziente e padrone siano la stessa persona o persone diverse ma sovrapponibili secondo analisi funzionale e comportamentale.

la coscienza è attualità pura e appurata. La coscienza resta al di sotto di quanto è virtualmente appurabile, ne è un presupposto indimostrato. La scienza del mondo è scienza di ciò che accade.

NOTE

chi è padrone di chi?

è padrone chi esige? Come può esigere chi è in posizione tale da subire la volontà altrui? Non è padrone chi la volontà impone? Quale delle due volontà poteva dirsi forte abbastanza da imporsi sull’altra? La volontà non accade. L’avvenimento, l’evento, l’accadimento non rendono manifesti che se stessi. La volontà è un’ipotesi indimostrabile. Esiste fintanto che viene nominata, è nominata fintanto che resiste il principio di assegnare cause ad effetti.

Non lo vedi che la catena della causalità ti condurrà sempre a cercare in un noumeno inconoscibile, esterno all’esperienza perché sottratto alle forme dell’esperienza, escluso dallo spazio come dal tempo, il sostegno ontologico di un fenomeno altrimenti illusorio nella rincorsa disperata al proprio essere frustrata dal quel suo divenire che è un balzo nella discontinuità, nella negatività del discreto, nella discrepanza del discreto, nel non essere del presente? 

l’oggetto pedina la propria essenza, è allo pseudosartre di questa massima che intendevi portarmi col tuo stalking inverso?

 

 

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