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agosto 28, 2008 / Climacter

Poesia per eserciti di parole disarmate

              ahi quanto a dir qual era è cosa dura! (Dante)

piedi che ghiacciano
come bastoni
mentre stiamo accovacciati
carponi
in lividi canti
non siamo altro che soldati
dagli scarponi
che chiocciano
pazientemente penzolanti
dai lacci all’armacollo:
i lacci diresti
budrieri che schioccano
per il pavido sibilo frollo
intimidito dal gelo
diacci!
ridendo o gemendo
smozzicando o salmodiando,
smoccolando ti presti
al sogghigno
del vento
t’accucci
stai forse cagando?
sì farsesco è il suo ghigno 
il gracchiare di ralli e di grole
doppiato dall’eco scimmiesco
 di gole e di valli
noi siamo quel mutilo cielo
eppure benigno
(corrucci
del tempo la plica
tu mutilo cielo
diurno) 
nel liscio dirupo
arrivolto
ove si tuffa rampando
su in alto,
su in alto è la zuffa!
(non dico la fica)
il ruzzante derviscio
notturno
allegro memento
è il pelo del lupo
sullo spirante pastore
fin dentro la ferita
assolto
dall’obbedienza al comando,
congedato
dall’ordine superiore
il sangue all’uscita
s’è rotto istoriando
uno scisto
spezzato
chi ha visto
quei segni sinuosi
rappresi, quei fregi
ritrosi
le rocce screziare
sussume i suoi pregi
a modello
di lasca fattura
frattura piuttosto
che opponesi allo snello
alfabeto composto,
al dialogare
di conclamata orditura:
screzio geometrico
o spazio di rigorosa nettezza
piuttosto
giammai primordiale
giammai
ghiribizzo inarmonico
ma crampo mai sciolto
d’inganfita forbitezza
militare
O pastore storto dal comando
il clangore si sperda
dell’arma!
 Noi, quando il fucile si tace
e tutt’intorno è un rimando
all’operosa pace
(l’ozioso karma)
che s’insegue nel rimare
e nell’aria s’effonde un vapore
come di merda,
no! di caldana
e la guerra, tra rami fronzuti
e nuvoli bioccoluti
giù sugli sprazzi di cale
declinanti nella caligine
si sfoglia in rozza grana
ecco si lustra il palco,
la tribuna
lo scranno 
più umìle e basso
sozzo di filiggine
al caporal maggiore 
col bugliolo dei carcerati
e la striglia
come fosse catafalco
per un re o un’opaca luna
cui render lo splendore…
siamo individui ammezzati!
Quanto caparbio è il passo
degli altieri prigionieri
invece
che hanno ferro nei ginocchi
e sul groppo un bel paiolo
invece
e che meraviglia!
guardare, guardare
e di lor ragionare!
osservare
 la fiamma nel largo
bacile degl’occhi
della pagina ostile
è già fumigare!
il fulmine san tutti che è fuoco
turbato dal suo bianco letargo
che scende e si versa
sottile
né mai tergiversa:
se è stanco, se è fioco
non sale il segnale
la resa non giunge
la morte che urge nel campo
pure lei desolata
 non pugna né punge
non s’abbacina col lampo
la vita sfiancata
da bagni d’inchiostro nel male
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12 commenti

Lascia un commento
  1. harveyz / Set 3 2008 5:42 pm

    sei il nuovo manzoni.
    ti doveva leggere prima lui, secondo me.

  2. Climacus / Set 4 2008 9:02 am

    madonna! Vo a fare subito il bagno in Arno!
    Mio nonno era un fan sfegatato del Manzoni: teneva i promessi sposi sul comodino e poi li univa in matrimonio alle assemblee comunali del paese, ove lui era fonte di citazioni che placavano le zuffe dialettali tra piccioli politicanti contadini, che del manzoni e della sua lingua avevano un gran timore non proprio reverenziale ma quasi, così almeno dice mio padre, perché io del nonno pantaleone ho pochissimi ricordi, tipo che quando andavo a trovarlo e lui era già ipocondriaco e in casa teneva un arsenale di medicinali blandi blandi, di quelli che curano tutto senza toccar niente, visto che non ci aveva le caramelle, mi dava quelle pastiglione di magnesia aromatic su cui adesso ci scavi il simbolo della pace e fai finta di sballarti e io tornavo a casa con la schiuma agli angoli della bocca. Oltre ad attaccarci il morbo dell’ipocondria, nonno pantaleone ci ha pure attaccato l’amore per il manzoni sposo promesso.
    Pessimo poeta ebbi a dire, ma narratore dei più grandi, un gigante il nostro prosator Manzoni! E perciò non sai quanto mi fa giubilante l’essere nominato insieme a Lui, ché, come vedi, mi si slabbra la memoria tutta spumeggiante di bicarbonato dal sapore niente male!
    Te tu, harveyz, sai come dare paciosi pizzicotti a questo freddo cadavere, che sarebbe poi l’iperbole di me medesimo, e cavarne fuori un riso!

  3. harveyz / Set 4 2008 11:13 am

    ognuno sta con le sue letture nel dna sbavando magnesia, climacus.
    ed è subito lettera.

    ma poi, qui, ieri ci pensavo, perché le tue cose rimangono attaccate ai calzettoni come quei ricci che ci sono nell’erba, che c’è anche il tarletto di montale, della sua collezione di verbi con le mandibole del legno.

  4. Climacus / Set 4 2008 7:24 pm

    se è Montale si alzi subito il volume!
    (bella l’immagine del riccio d’erba. vorrei sapermi attaccare con altrettanta insistenza alle mutandine delle donne e solleticare)

  5. harveyz / Set 5 2008 10:03 am

    è una bella immagine, la tua.

  6. ViperaVenerea / Set 15 2008 1:29 am

    Giornata di merda, neh? Miii come sono depressa.

  7. direttivo / Set 15 2008 10:14 am

    pessima, cazzo.
    (è questo lo sguardo nell’abisso, è questo il prezzo di una prosa lucida, è strapparsi gli occhi perché se ne cibino gli adepti, togliersi il respiro presi dalla consapevolezza di una complessità spietata?)

  8. harveyz / Set 16 2008 6:08 pm

    torna. c’è bisogno di te, della tua spietatezza.

  9. tulipani / Set 16 2008 6:51 pm

    Come si fa a commentare una cosa così senza leggerla 150 volte? Per ora l’ho letta surfando ritmando battendo scoltando passando dicendo talento m’arrendo m’inchino dio santo. Se non fossi un amico, m’intimidiresti.

    Invece, devo dire a direttivo che anch’io ho avuto pensieri simili simili quasi identici (e li avevo messi in una mail a climacus, il quale ora penserà che ti abbia copiato)

  10. Climacus / Set 17 2008 11:06 am

    quando questa roba virale che mi ha preso (subito dopo la notizia della morte di DFW, peraltro: l’abbattimento abbassa per definizione le difese) abbandonerà il mio corpo (non come un ultracorpo spaziale, però, ché quelli ti abbandonano quando sei inutilizzabile, e io saprei come farmi utilizzare… Ma basta con questa merda! ora torno a letto); quando tutto questo o parte del tutto questo dovesse accadere, tornerò a occuparmi di voi come si deve. Intanto grazie per avermi pensato, siete buoni amici

  11. e.l.e.n.a. / Set 17 2008 11:10 am

    guarisci, guariscici.

  12. harveyz / Set 20 2008 2:48 pm

    ti aspetto.

    prendi le pastiglie, metteti la maglia di lana, ecc. ecc.

    continua a leggere wallace.

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