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maggio 6, 2008 / Climacter

Vado a morir nella città d’Agatocle

Anno delle patatine al formaggio фonжиʂ (traslitterazione Fonsis, da Fonzie’s)

Il problema dell’Urheimat degli indoeuropei, la zona originaria donde partì l’espansione di quella sprachbund forse guerriera forse contadina che a ondate successive colonizzò vasta parte dell’Europa (Russia inclusa almeno fino agli Urali), dell’Asia Minore, dell’antica Persia e del Subcontinente Indiano, è molto sentito in terra padana. Vi è grande agitazione tra gli studiosi della Grande Pianura in seguito al ritrovamento di varii reperti risalenti a non si sa bene quale millennio avanti Cristo (il dibattito è ben lungi dal risolversi per tramite d’un qualche isotopo radioattivo di cui sia noto il periodo di dimezzamento) ma certamente ascrivibili al calcolitico e alla prima età del bronzo in una località tenuta segreta per ragioni di sicurezza -non si sa mai che arrivino terroni a inquinare le prove, mi diceva giusto ieri l’avvocato B. , assessore all’urbanistica del mio paese che è appunto… non lo posso dire, scusatemi…- ma senz’ombra di dubbio collocata nell’emisfero boreale, vale a dire a nord del Fiume Sacro o equatore padano.

I manufatti, come rimarcava l’avvocato B., che fa tanto l’arrogante ma poi non sa scopare, sono di pregevole fattura e ben conservati. Si annoverano tra essi orecchini, bracciali e Torque (collari mistici) in rame e argento tipici delle genti celtiche transalpine e tuttavia meno dirozzati a testimonianza della loro maggiore antichità e armi in bronzo, tra cui un’ascia da battaglia del tipo descritto dalla grande studiosa lituana Maria Gimbutas, reperite quest’ultime in un tumulo con sepoltura a catacomba associabile ai cosiddetti Kurgan ove furono inumati per secoli, forse per millenni, gli uomini di spicco (lawaghetas e gwasilewes), forse gli stessi re o capi tribù (wanax o wanaka in miceneo) di questo gruppo etnico pre o protoindoeuropeo insieme alle loro spose, schiavi, cavalli, carri da guerra e altri gingilli come rasoi e punte di freccia in selce che sembrerebbero il retaggio di un’antichissima cultura cromagnoide di derivazione, forse la stessa delle Balze Rosse in liguria. Questo stando a sentire l’avvocato B., uomo di grande cultura e sincero appassionato di archeologia, il quale, in un empito di comprensibile entusiasmo, a letto mi ha persino confessato che «è dalla Padania che la grande avventura dei conquistadores indoeuropei ha avuto inizio.»

Difficilmente troverò il coraggio di dire al nostro avvocato che, secondo mio zio, allievo del Devoto e autorità indiscussa in materia, corroborato dalle scoperte di un suo collaboratore specializzato nel ricupero e analisi dei DNA di popolazioni primitive e protostoriche, la cultura padana, pur avendo caratteristiche che sembrerebbero porla tra i pagu (tribù) liguri, mostra invece straordinarie affinità con gli antichi Illiri, che, nelle loro scorribande di pirati, non si sarebbero limitati a insediarsi al di là del mare nelle puglie, ma, come postulato dallo stesso Devoto, sarebbero venuti a contatto con Veneti, Camuni, Liguri, Euganei e Reti, stanziati nel nord della penisola dalla notte dei tempi e qui avrebbero fondato villaggi e comunità come quella ritrovata nei recenti scavi di cui vi ho detto.

Domani parteciperò alle preselezioni di miss Padania; la giuria mi interrogherà sicuramente in storia e antropologia fisico- culturale del popolo padano. Mi sento abbastanza preparata e, se non altro, so per certo che non mi fregheranno più con domande trabocchetto come quella dell’anno scorso sui Nuraghi della Val Trompia. L’avvocato B., che fa parte della giuria, come pattuito mi chiederà qualcosa del nuovo sito archeologico: non so se riuscirò a trattenermi. Ho una gran voglia di scoppiare a ridergli in faccia e dirgli che i nostri veri antenati sono albanesi.

  

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21 commenti

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  1. Ubikindred / Mag 7 2008 10:57 am

    Ehm…il Francese non è esattamente il mio forte ;-p

  2. mrka / Mag 7 2008 11:50 am

    domani parteciperò alle preselezioni di miss padania. mi devo ricordare di non nominare la pace del mondo, nella lista delle cose da desiderare. è una frase banale, da miss italia. devo trovare qualcosa di diverso e di rassicurante. che dio benedica il santo spritz, signori della giuria.
    amen.

  3. Andylarock / Mag 8 2008 8:49 pm

    mrka potresti dire di desiderare tanto avere in giardino un bel leone di san marco. potrebbe far colpo…

  4. Climacus / Mag 9 2008 8:18 am

    anche desiderare di avere il campanile di san marco farebbe colpo, andy.
    Non so se quello che ho visto ieri sera era anno zero o una versione squisitamente italiana di meno di zero. Solo che in meno di zero non ci sarebbe mai stato spazio per un sindaco come tosi. Tosi è più consono a italian psycho.
    marika, tu potresti partecipare a miss padania come oriunda. prima però devi dimostrare di avere antenati padani o al limite illirici, cioè albanesi. consiglio anch’io di cavalcare la questione sicurezza oppure, come fa la mia eroina, l’assessore B.
    (l’assessore B. non è del tutto inventato. Innanzitutto non è avvocato ma geometra e, a giudicare da varii elementi, l’archeologia non credo sia una delle sue passioni. è quello che ha inviato una lettera a tutti i cittadini di C. e frazioni, me compreso (non in quanto frazione di C. ma in quanto cittadino di C.), in cui sostiene la necessità di reintrodurre la pena capitale in italia. Lo ricordo nel parcheggio delle scuole elementari la domenica delle elezioni. passavo di lì con la mia scheda elettorale e lui arringava un signore con i baffi che gli stava un po’ discosto per via di quella sua voce gracchiante: -non ho paura di dire le cose come stanno. La gente si è rotta i coglioni di sentire balle da chi li governa. Io dico solo la Verità.-
    A C., però, i posti che contano nella giunta sono tutti occupati da rappresentati della disciolta AN. Mah.

  5. Andylarock / Mag 9 2008 6:31 pm

    sì sì, era proprio anno meno di zero, ne ho visto un pezzo, niente di nuovo, meglio il libro…
    che poi, Ellis & c. ne combinano di peggio dal vivo…

    che mi ha divertito invece sono stati quei 3-4 ragazzini tutti ‘nfighettati lampadati cigliati labbrati e depilati che facevano un po’ i sapientoni della situazione… (il più brutto, e lo era veramente, sogna di fare il modello in TV… ma ti sei visto???)

    piuttosto come sarà andata la preselezione di miss padania?

  6. mrka / Mag 12 2008 9:41 pm

    mi è venuto in mente il leone simbolo di chioggia. ricordo la mia collega di quelle parti portarmi nella piazza principale e farmi vedere la bestia. a onor del vero sembrava più un gattino spaurito, forse a causa del continuo timore e paragone con venezia. a miss padania ho trovato donna assunta in giuria, è stata dura.

  7. Climacus / Mag 17 2008 9:59 am

    cazzo! ma l’avete sentito Castelli? ma come cazzo parla? a me i leghisti danno i brividi.
    Se marika vincerà il concorso di miss padania nell’anno delle patatine fonsis, sicuramente qualcuno formulerà la teoria secondo cui i padani derivano dagli stessi progenitori dei vichinghi. il presentatore dell’evento, infatti, incoronando marika, la insignirà dell’epiteto (in padano standard) di “vichinga bruna di padania”. poi questa teoria sarà scartata e coperta di ridicolo, e si dirà che sono i vichinghi a derivare dai padani, cioè che i progenitori dei vichinghi sono padani. Qualcuno tenterà perfino di infilare un tampone in bocca a marika per farle l’esame del dna. quel qualcuno sarà in cerca di prove che accomunino marika e i padani australi, ai popoli che parlano lingue del ceppo baltico.
    poi quel qualcuno dimostrerà come i padani australi migrarono lassù, nelle attuali lettonia e lituania (oltre che in prussia).
    Nel 2004 i locutori del curlandese, lingua baltica parlata nella penisola di Neringa, un tempo parte del ducato di prussia, erano otto. (altre fonti dicono alcune decine)

  8. Climacus / Mag 17 2008 10:15 am

    Andy:

    Latviešu literaturas vesture par fenomenalu tiek uzskatita u8./ u9. gs.
    religisko bralu draudžu hernhutiešu rokrakstu literatura, tai skaita
    dienasgramatas, kuras domineja draudzes brala/ masas religiska atklasme. Kaut
    ari hernhutisms bija izplatits tieši Vidzeme, no kurienes nak ari A. Purmals
    (konkretak, no Igaunijas pierobežas — Mazsalacas un Rujienas apvidus), vina
    dienasgramata izcelas ar sabiedribas iekartas, attiecibu, saimnieciskas dzives un
    etnografisku faktu bagatibu. Religiska tema jaušama lielakoties no svetdienas
    baznica iešanas un dievvardu lasišanas pieminejuma.

  9. Climacus / Mag 20 2008 12:15 pm

    Sezione curiosità e amenità storiche.

    I villaggi Potëmkin prendono il nome dal principe Grigori Alexandrovič Potëmkin. Secondo la leggenda, egli li aveva fatti costruire lungo le rive del Dniepr, nei territori conquistati all’Impero Ottomano, per impressionare Caterina II durante un viaggio in Crimea nel 1787: i villaggi erano di cartapesta e c’erano attori che si atteggiavano a falsi pastori e fingevano di vivere una vita facile e felice.

    L’imperatrice fu stupita di vedere in questa regione anche un esercito ben organizzato e un’intera flotta a Sebastopoli. Nel suo viaggio Caterina II era accompagnata da numerosi ambasciatori stranieri. Uno di questi diplomatici, l’ambasciatore Gelbig, è considerato l’autore della leggenda. L’episodio è narrato infatti in un suo libro-pamphlet dal titolo “Potëmkin Tavrkiceskij”. Il pamphlet è stato pubblicato ad Amburgo ed ebbe una vasta diffusione in Olanda e Gran Bretagna.

    Nel suo libro Gelbig accusa il conte Potemkin di aver sottratto il denaro ricevuto per la provincia e di aver organizzato una inscenata per non farsi scoprire dall’imperatrice. In particolare avrebbe impiegato trucchi quali spostare gli stessi greggi di pecore lungo il percorso dell’imperatrice e di aver dipinto diversi mercantili da navi militari presentandoli come la flotta di Sebastopoli.

    Secondo lo storico russo Pietro Romanov, Gelbig non avrebbe partecipato al viaggio di Caterina II ma si limitò a raccogliere l’aneddoto che girava a corte a San Pietroburgo. A testimonianza di ciò fu pubblicato da Romanov un documento d’archivio che indica la nomina ad ambasciatore di Gelbig e il suo arrivo alla corte russa verso la fine del regno di Caterina II.

    La maggiore parte degli storici è incline a considerare l’episodio narrato da Gelbig come un leggenda. Esistono infatti numerosi documenti d’archivio a testimonianza che il conte Potemkin non ingannò l’imperatrice ma ottenne dei risultati concreti e apprezzabili. Ci sono ad esempio relazioni dettagliate che l’ambasciatore inglese Alan Gerbert inviò in patria.

    Esiste anche una minuziosa relazione del conte Razumvskij che visitò la regione nel 1782, ossia cinque anni prima del viaggio di Caterina II, documentando i risultati raggiunti. Innumerevoli altri resoconti furono scoperti in archivio dallo storico e docente russo Druznina, studioso delle patrie leggende, a documentazione dei progressi ottenuti in Crimea lungo l’arco di decenni dal conte Potemkin.

    Ad oggi l’unica fonte della cosiddetta leggenda dei villaggi di Potemkin rimane il pamphlet di Gelbig, ragione per cui l’episodio è ritenuto una diceria assurta a mito.

    (da wikipedia, con qualche piccola correzione da parte mia per migliorare la forma. Il difetto di wiki sta proprio in una certa trascuratezza formale e stilistica, per cui alcune voci risultano disseminate di errori ortografici e sintattico-grammaticali, refusi, ripetizioni, qui pro quo lessicali. Si veda ad esempio
    http://it.wikipedia.org/wiki/Fenici
    )

  10. Flounder / Mag 20 2008 12:18 pm

    io però non ho capito il fatto dei fonzies.
    (lo so, lo so, non ho il q.i. per partecipare a miss padania.)

  11. Climacus / Mag 20 2008 1:50 pm

    non preoccuparti, Flo, è una cosa che ho rubato a Wallace. In Infinite Jest, romanzo ambientato in un futuro prossimo descritto in modo parodistico, in america (Onan) viene abbandonata la datazione tradizionale per passare all’istituzione dell’ anno sponsorizzato. La società che si aggiudica il costosissimo appalto, potrà dare all’anno successivo il nome di un proprio prodotto. In infinite jest i fatti più importanti avvengono nell’ anno del pannolone per adulti Depend, sebbene il primo capitolo sia ambientato nell’anno di Glad, che, a occhio e croce (il libro è uscito nel 1996) dovrebbe essere il 2010. Ricordo anche l’anno del sapone Dove.
    Ho immaginato che, dopo la secessione, qualcuno abbia pensato che la trovata di Wallace fosse da prendere seriamente in considerazione, introducendo così l’anno sponsorizzato. La grafia di fonsis, che è la pronuncia in padano standard di fonzie’s, miscuglio di alfabeto latino, cirillico e IPA (alfabetico fonetico internazionale) è stata stabilita con la Riforma Abecedaria dell’anno del nuovo tegolino mulino bianco più cacao, in cui si è affrontato il problema della trascrizione in grafemi di alcuni foni presenti nel padano standard e impossibili, secondo alcuni, da rendere con l’alfabeto latino. La commistione di segni grafici dipende dal fatto che nessuna delle tre principali scuole di pensiero
    a) il padano standard non è più complicato del polacco, perciò non c’è motivo di sostituire il vecchio alfabeto
    b) usiamo il cirillico per mantenere il consenso in emilia romagna (padania australe) e perché, avendo il russo un sistema che alle consonanti dure accoppia quasi sempre le equivalenti dolci, risponde meglio alle esigenze del padano standard
    c)a ‘sto punto, allora, perché non avvalersi dell’ IPA, che a ogni possibile fono associa un grafema, rutti sordi compresi?
    è riuscita a prevalere sulle altre.

  12. Climacus / Mag 20 2008 2:31 pm

    tratto da una tavoletta sumera (probabilmente in accadico)

    Quando mi alzavo presto la mattina,
    mi volgevo a mia madre e le dicevo:
    “Dammi la colazione, devo andare a scuola!”
    Mia madre mi dava due focacce e io uscivo;
    mia madre mi dava due focacce e io andavo a scuola.
    A scuola l’incaricato della puntualità diceva:
    “Perché sei in ritardo?”
    Io ero impaurito e il cuore mi batteva,
    entravo davanti al mio maestro e facevo l’inchino.
    Il mio direttore leggeva la mia tavoletta, diceva:
    “Ci manca qualcosa”, mi bastonava.
    L’incaricato del silenzio diceva:
    “Perché parlavi senza permesso?”, mi bastonava.
    L’incaricato della condotta diceva:
    “Perché ti sei alzato senza permesso?”, mi bastonava.
    L’incaricato della frusta diceva:
    “Perché hai preso questo senza permesso?”, mi bastonava.
    L’incaricato di sumerico diceva:
    “Perché non hai parlato sumerico?”, mi bastonava.
    Il mio maestro diceva:
    “La tua mano non è buona”, mi bastonava.

  13. Ubikindred / Mag 20 2008 2:56 pm

    Anch’io ti consglio La Colazione Dei Campioni (anche perchè ho letto quello e Le Sirene di Titano di vonnegut, non molto altro ;-))

  14. Andylarock / Mag 20 2008 6:39 pm

    c’hai proprio ‘n cazzo da fare tu…
    sembrerebbe lettone.

  15. Climacus / Mag 20 2008 6:51 pm

    grazie ubik, seguirò il consiglio.

    andy, di’ la verità, tu sei uno degli otto pescatori che parlano ancora il curlandese.
    Non è vero che non ho un cazzo da fare, ho solo imparato a impiegare meglio il tempo libero masturbandomi di domenica.

  16. Ubikindred / Mag 21 2008 3:29 pm

    Mancato! :-D

  17. direttivo / Mag 26 2008 12:02 pm

    il fatto di non sapere con esattezza se stiamo vivendo nell’Anno dei Prodotti Caseari dal Cuore dell’America o nell’Anno del Pannolone per Adulti Depend mi mette un po’ di ansia.
    In ogni caso è già positivo aver superato incolumi l’Anno dell’Upgrade per Motherboard-Per-Cartuccia-Visore-A-Risoluzione-Mimetica-Facile-Da-Installare Per Sistemi TP Infernatron/InterLace Per Casa, Ufficio, O Mobile Yushityu 2007 (sic)

  18. Climacus / Mag 26 2008 12:12 pm

    ahahah, direttivo, ho riso di gusto. Un giorno dobbiamo giocare insieme a Eschaton :D

  19. harveyz / Mag 30 2008 11:37 am

    tosi è il primate di tutti noi.
    è l’omino che sparge il dna del potere impartato su un catalogo ikea.

    non vedo l’ora di vedere in giro le sue squadrette volontarie per la sicurezza. vestite da commessi ikea, ovviamente.

  20. Climacus / Mag 30 2008 2:19 pm

    tosi è riuscito a dire, senza ironia, che “prima di entrare in italia, dovrebbero già avere un lavoro e una casa in italia.”

  21. harveyz / Mag 31 2008 10:43 am

    come dire: prima di farsi la doccia, entrare puliti in bagno.
    geniale.

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