Skip to content
marzo 1, 2008 / Climacter

Teologia a Caracas

 Ieri sera ero mezzo appisolato sul divano con Belva, l’ultimo arrivato tra i miei gatti, che ogni tanto, vedendo un mio dito muoversi di riflesso, mi tendeva dolorosi agguati infilandomi le unghiette bastarde nelle carni, cosa che mi induceva a prendere il telecomando (vd rapporto causa-effetto) e fare zapping fino a riappisolarmi. Per caso però finisco su Italia Uno e vedo la mamma di Chanel con il ventre scoperto da un abbinamento top minuscolo facente risaltare le tette siliconate di fresco-pantaloni a vita bassissima che, per deformazioni indotte dalle rispettive posizioni del televisore e mia, entrambi messi di sghimbescio rispetto a quella posizione ideale che non fa friggere i vestiti a quadri, mi sembra di nuovo gravida, ma non gravida tipo terzo mese che allora può anche venirti il sospetto che Hillary non segua i consigli pubblicitari della Marcuzzi per rinvigorire la peristalsi intestinale, migliorare il transito ed evitare ingorghi; gravida tipo -oddìo famme finì de registrà che tengo er pupo che spigne.- L’illusione ottica, forse causata anche dal piercing ombelicale (non il mio, quello della signora Totti), mi libera dal torpore. Faccio notare che è Belva, ora, ad essersi addormentato tra le mie gambe, con la testolina graziosamente poggiata su un cuscino di genitali flaccidi, sicché, essendo cessata la causa (unghie conficcate nella mano) che produceva l’effetto zapping, mi rassegno a guardare "Le Iene". Vedo così il servizio di un giornalista che, giunto a Caracas, riesce a farsi accompagnare nel covo di un gruppo di malavitosi per intervistare un sicario. Non faccio in tempo a pensare che -beh, è tutta una montatura,- che il killer di strada (come dirà in seguito ha già ammazzato circa dodici persone su commissione) si alza la maglietta e mostra tutti i fori lasciati dalle 17 -dico diciassette!- pallottole che lo hanno crivellato durante la carriera. La pancia prominente in modo malsano, sgangherata come può essere sgangherata una protesi odontoiatrica assemblata con piombo e fil di ferro, nonostante la magrezza dell’individuo, è una immensa cicatrice che a guardarla mette i brividi. -Ma che ti è successo?- chiede il giornalista, e il sicario si abbassa i pantaloni e fa vedere ciò che viene parzialmente oscurato sul video in fase di montaggio, e dice che quella volta avevano mirato alle palle e che i medici gli hanno amputato parte dell’intestino ma che almeno sono riusciti a salvargli un testicolo.
Gioca con la pistola, che ha il colpo in canna. Spiega che, per la vittima, la morte arriva il quarto giorno, perché nei tre giorni che precedono l’esecuzione, lui si dedica al pedinamento e allo studio delle abitudini dell’uomo che tiene nel mirino. Spiega anche dove e come colpire, e mentre parla ripete i passi della sua danza di morte, passi rapidi, la pistola sfilata dalla cintola, sul retro dei pantaloni, che serve da improvvisata fondina, la pistola in pugno, il braccio diritto -bang, un colpo alla tempia-, il braccio che si alza mentre compie una giravolta -bang, un colpo alla nuca, dall’alto verso il basso, proprio così come vedi-, le gambe divaricate, una più avanti dell’altra, l’altro braccio che si congiunge al primo -bang, se si mette a correre, e altri due colpi quando è a terra, per finirlo.-
Ma ciò che più mi lascia sconvolto, è la risposta a una serie di domande con cui l’inviato coraggioso -con cautela e diplomazia, certo- incalza l’intervistato. -Credi in Dio? (il sicario, con la stessa naturalezza con cui ha sfilato la pistola dalle brache, estrae una catena dalla t-shirt che sembra una mezza via tra un antifurto per biciclette e un rosario, con un crocefisso attaccato); se credi in Dio come fai ad ammazzare delle persone? Uccidere non va contro la legge di Dio?-
-Dio mi protegge;- risponde il sicario. E poi continua: -la gente che ho ammazzato meritava di morire, era feccia. C’è stata una madre cui avevano ucciso il figlio per fregargli la moto; quando mi ha ingaggiato le ho chiesto meno soldi, perché conoscevo il bastardo che aveva fatto tutto questo e sono stato felice di farlo crepare; meritava di morire. La legge di Dio vale nel regno di Dio, qui sulla terra c’è la legge degli uomini, Dio non si intromette, lascia che siamo noi a sbrigarcela da soli.- Questo, anche se non alla lettera, è più o meno quanto riferito dal sicario crivellato da diciassette proiettili, il sicario consapevole che presto verrà anche il suo turno, il sicario costretto a fare ciò che fa in parte perché gli piace e in parte perché suo figlio non debba trovarsi a ripercorrere le stesse orme che la miseria ha tracciato indelebili nella vita del padre.

Tutte le disamine critiche devono passare attraverso una fase di negazione almeno ipotetica
delle opinioni e dei valori accettati, gettando luce sulle loro implicazioni e taciti presupposti;
in questo senso, forse, si può vedere nel nichilismo un pericolo permanente del pensiero. Ma
tale pericolo non proviene dalla convinzione socratica che una vita non riflessiva non sia
degna d’essere vissuta, bensì, al contrario, dal desiderio di trovare risultati che alla fine renderebbero
superfluo pensare oltre.
                                                       
Hannah Arendt  (La vita della mente; Il Mulino, 1987)

Annunci

12 commenti

Lascia un commento
  1. Climacus / Mar 1 2008 1:10 pm

    il servizio di cui parlo è firmato Luigi Pelazza. Lo si può vedere qui
    Mi scuso in anticipo per eventuali imprecisioni contenute nel post.

  2. tulipani / Mar 3 2008 9:29 am

    Credo fosse una replica, perché una cosa così l’ho vista qualche mese fa. Questo dovrebbe anche metterti tranquillo sulla pancia della Hillary, che lì non era ancora mamma di Chanel (ammesso che Chanel sia la seconda).
    Poi volevo dire in stile twitter qualcosa sul gatto che fa zamping (è la prima cosa che ho pensato), ma per come sono io dovrei fare progressive riduzioni a partire da un testo di diecimilasettecento battute.

  3. Climacus / Mar 3 2008 10:02 am

    boh, mi sa che ho sbagliato città, forse era Bogotà, ma non ci ho voglia de guarda’. Tuli, tu sbagli metodo! Per pensare in massime come faccio io, devi partire dal punto esclamativo! Ciò che lo precede viene poi da sé.
    (mi ha fatto ridere sia la cosa dello zamping sia, soprattutto, il testo di diecimilasettecento battute sottoposto a progressive riduzioni. Stavo pensando a un esperimento mentale [pensare a un esperimento mentale è già di per sé un esperimento mentale, quindi, che uno arrivi o meno a elaborare un vero esperimento mentale non è importante perché l’esperimento mentale, in effetti, lo avrà già elaborato nell’atto di elaborarlo]: data la frase “porca troia, il declino dell’occidente è irreversibile!”, risultante da un testo di 10700 caratteri sottoposto a 40 successive riduzioni, prova a ricostruire a ritroso ognuna delle 40 riduzioni fino a pervenire al testo originale.

  4. tulipani / Mar 3 2008 10:03 am

    Per quel che mi consente la mia memoria, non sono capace di trovare imprecisioni nel post. Ci trovo invece immagini perfette che riproducono le scene per me più forti: la pancia e i gesti che rappresentano le uccisioni. Mi sconvolse meno l’aspetto teologico.

  5. Climacus / Mar 3 2008 10:05 am

    l’hai riletto! Vieni qui che ti sferro un bacio! (haha, sferrare un bacio è proprio carino) (oggi ho voglia de rìde)

  6. Climacus / Mar 3 2008 10:24 am

    sai una cosa? La vera difficoltà è stata quella di riportare il più fedelmente possibile le parole del sicario avendo cura di eliminare le ripetizioni e le ridondanze (inevitabili nel parlato, soprattutto quando si usa un tono così concitato come quello del killer) e di sostituirle con parole o frasi di significato analogo senza ovviamente travisare il contenuto del messaggio.
    Lo so, non ho scoperto nulla di nuovo, il problema si presenta per ogni giornalista della carta stampata e, similarmente, per ogni scrittore alle prese con il discorso diretto (come lo famo? iperrealistico o ortodosso? ‘sto dialogo ci ha de somiglia’ de più ai dialoghi veri tra persone reali o ai dialoghi “letterari” tra personaggi de’ finzione?), però non ti accorgi della portata di un problema finché non vai a sbatterci addosso.

  7. direttivo / Mar 4 2008 2:26 pm

    !

    seguirà massima attualmente in stato embrionale

  8. Ubikindred / Mar 4 2008 3:11 pm

    In effetti, uno che crede nella razza umana, è un razzista umanista? :-)

  9. Climacus / Mar 4 2008 6:01 pm

    possano le massime embrionali salvarsi o fornire almeno manciate di staminali (con la maledizione di Ferrara, Direttivo)!
    (bella la citazione della Arendt, vero?
    L’ho aggiunta a fine post perché credevo fermamente nella tesi della Arendt sulla banalità del male, sostenuta quando seguì come inviata del new yorker il processo a Eichmann, cioè che il male sarebbe il prodotto dell’incapacità di giudizio e discernimento che è generata dalla assenza di pensiero riflessivo (tesi peraltro applicabile solo al contesto del totalitarismo, il cui obiettivo, non a caso, è anche quello di reprimere la vita mentale degli individui), una fede, questa, che l’intervista col sicario in parte rafforza e in parte indebolisce.

  10. Andylarock / Mar 4 2008 8:15 pm

    ti ricordi che una volta ho investito un tuo gatto? non l’ho fatto bene perchè si è rialzato. ;-P

  11. Climacus / Mar 5 2008 8:52 am

    me lo ricordo, andy. Quasi quasi ti faccio un’intervista a san polo (bs) e poi la spedisco alla direzione de le iene con il titolo “il sicario di gatti”. Devo trovare qualcuno abbastanza coraggioso da scortarmi fino a san polo, però.

  12. amelia1 / Mar 7 2008 10:44 am

    sì, anche il crimine può diventare abitudine. perciò, perché non vivere sempre uccidendo qualcuno o qualcosa?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: