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agosto 1, 2007 / Climacter

Consecutio
 
 
Vuoi una mia vecchia fotografia perché non riesci a immaginarmi bambino. Bambino quanto?
Bambino appena nato ma già ‘coi capelli lunghissimi e nerissimi’, come scriveva mio fratello sull’album dei ricordi, oppure bambino quattrenne con la faccia imbronciata non si sa se per il sole che gli fa stringere gli occhi a fessura oppure perché dietro di lui si scorgono barche ormeggiate e certe signore in costumi da bagno vetusti che devono infastidirlo almento quanto papà, che vuole a tutti i costi convincerlo a sorridere e non trova né l’inquadratura giusta né la distanza perfetta? Il bambino quatrenne, da come lo ricordo, era sempre immusonito. Bastava che papà e mamma lo portassero lontano da casa, a fare certe gite scontate al lago o a Madonna di Campiglio (un campo da golf sullo sfondo), oppure sul Maniva, che è una montagna calva, scoraggiante, tutta butterata dalle cave di marmo, perché lui cominciasse a brontolare, incapace di sopportare la compagnia eccessivamente faconda e gioviale degli amici di famiglia, le tavolate apparecchiate all’ombra di certi alberi tozzi, con i seggiolini pieghevoli traballanti e quel sovrapporsi di discorsi a voci troppo alte, donne che parlano tra di loro d’argomenti frivoli da donne, uomini che parlano tra loro d’argomenti frivoli da uomini. Lui nel mezzo. Lo vedi che cerca di seguire il botta e risposta, prima dedicandosi alle ciarle femminili, poi vertendo su quelle maschili, senza afferrare nulla, se non parole isolate che lo confondono, che lo immergono in pensieri troppo pesanti per un bambino. Finisce sempre col perdere il filo del suo stesso blaterio interno e pare che ciò che lo circonda e dovrebbe incuriosirlo gli sia indifferente, finché non lo trovi isolato sulla spiaggia tutta sassi che si osserva le ginocchia screpolate, bucherellate dai cocci, nere di polvere. E’ troppo timido per staccarsi da mamma e papà e giocare con gli altri bambini. Gli altri bambini lo preoccupano, non sa come.
Sì, tengo la foto di lui nel cassettino portaoggetti della macchina da quando Roberta, qualche anno fa, mi chiese come fossi da piccolo.
Imbronciato.
 
 -E con un’aria di rimprovero,-  aggiunsi io per commentare la foto con Roberta, come se gli occhi strizzati dal sole che guardano a fatica nell’obiettivo potessero vedermi.
-Come "da rimprovero"?- chiese lei.
-Perché non gli piace come sono diventato.-
Se Roberta fosse stata così sensibile da assecondarmi, di certo non si sarebbe limitata a sospirare per porre fine a un monologo pronto per nascere, ma sarebbe entrata nella parte di chi vuole sentirsi dire
quello che già sa, tanto ovvia è la risposta.
 
-E come sei diventato?-
 
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7 commenti

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  1. Climacus / Ago 1 2007 2:45 pm

    è il post più breve che abbia mai scritto

  2. tulipani / Ago 1 2007 2:46 pm

    A me invece piace come sei diventato. Dovremmo far incontrare le nostre foto di quattrenni imbronciati per farli discutere.

    Mi piace un sacco come finisce, sto post. Nemmeno riesco bene a spiegare perché. Forse perché non asseconda il lettore, e chiude il discorso con un sospiro. Dev’essere un uso un po’ malandrino della reticenza. Una cosa per cui dopo aver letto ti senti raggirato ma sazio, come dopo un pranzo zen (questa un po’ la devo alla pizza zen di bandini).

  3. tulipani / Ago 3 2007 8:38 am

    Guarda che il tuo blog mangia commenti, eh.

  4. fuoridaidenti / Ago 3 2007 10:13 am

    mi piace assai quello “scoraggiante” al monte calvo

  5. Climacus / Ago 5 2007 12:10 pm

    eh, lo so tulip. Nel commento che avevo scritto in risposta al tuo, oltre a pavoneggiarmi come al solito e millantare una assoluta padronanza dell’uso della reticenza, avevo indetto un simpatico concorso per sceglierti un avatar che, purtroppo, ha dato luogo ad una serie di disguidi, fraintendimenti, incomprensioni con marika che, in assoluta buonafede e in modo scherzoso (come ho appurato in seguito a una fitta corrispondenza) aveva aderito con una proposta che sul momento mi era parsa potenzialmente offensiva nei tuoi riguardi, ragion per cui mi sono visto costretto a cancellare tutto. marika in realtà non aveva intenzione di offendere nessuno. Il suo commento, ripeto, voleva proporsi esclusivamente come uno scherzo e ciò che io avevo scambiato per sarcasmo diretto contro l’altrui dignità non era altro che sottile e innocua autoironia, che marika è solita esercitare nei modi più strani e originalmente contorti. Mi scuso con entrambe per aver dimenticato che marika è persona troppo educata e leale per lanciare frecciate a casaccio e che tu avevi il diritto di leggere e chiedere spiegazioni alla diretta interessata nel caso l’avessi ritenuto necessario senza che io mi sostituissi al tuo giudizio.
    Ciò non toglie che tu abbia davvero bisogno di un avatar :)

    Ciao Calma! Scoraggiante mi è venuto in mente associando i ciclisti del brescia tour, che domenica scalavano proprio il maniva seguiti dalla rai, ai ciclisti dopati del tour e alle loro salite. E’ scoraggiante sapere che la loro fatica è resa in qualche modo fittizia dal doping ma non solo: il doping rende fittizia persino la salita, e non c’è nulla che scoraggi di più di una montagna pianeggiante.

  6. scrivana / Ago 8 2007 10:13 am

    è uscito il mio nuovo romanzo (a4mani).
    si chiama _salva con nome_ e abita qui:

    http://stores.lulu.com/salvaconnome

    unsaluto

  7. Andylarock / Ago 20 2007 4:17 pm

    hai presente come sono diventato io a forza di andare a Madonna di Campiglio?!

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