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agosto 30, 2006 / Climacter

Shakespeare
 
Giulio Cesare
 
 
 
Atto primo
Scena prima
Una strada di Roma: entrano Flavio e Marullo con alcuni artigiani
Flavio: via, via, tornate a casa, sfaccendati, che qui non c’è un cazzo da festeggiare. Non vedo i vostri distintivi dell’arte. Che non lo sapete, voi artigiani, che nei giorni di lavoro non si cazzeggia senza distintivi? Tu, qual si è il tuo lavoro?
Primo artigiano: eeeeh, io fo il falegname, messere.
Marullo: e dove ci hai la sega, il regolo e il grembiule di cuoio? Dove vai col vestito buono? E te, te che mestiere fai?
Secondo artigiano: io, per me, ecco, messo a fare il paio con uno che lavora di fino, ecco, s’immagini, son solo quel che rappezza.
Marullo: non menare il can per l’aia e rispondi. A quali opere t’adopri?
Secondo artigiano: bòn, diciamo che io m’adopro, e spero di farlo coscienziosamente fino a quando la coscienza il me lo consenta, io m’adopero affinché ai guasti sia posta una pezza,
ovvero rimedio.
Marullo: che mestiere, cazzone, che mestiere, sporco cazzone?
S.A.: Sior, non si guasti con me, ché, comunque, laddove con me si guasti, certo a rappezzarla, sior, ci arriverei.
Marullo: tu, faccia di merda, rappezzeresti me?
S.A: certo, siòr padrone, una bella pezza alle ciabatte.
Marullo: ah, sciaguratissimo ciabattino sei!
S.A.: l’hai detto, padrone! La lesina non lesino, è colla lesina che cucio insieme la mia vita. Non m’impiccio di nulla, donne né mercanti, solo di lesina m’intendo e delle scarpe vecchie son chirurgo. Tiran le cuoia? Bòn, io le ricupero. Fior di galantuomini, i mejo che mai abbian calcato suola di corame, han fatto strada, un sacco di strada, sui miei lavoretti di restauro.
Flavio: ma dimmi, perché, invece di rovinarti la vista in bottega, te ne vai a spasso con questi altri imbecilli?
S.A. per fargli consumar le suole e averci così più lavoro? No, parliamo seriamente, messere padrone: oggi siamo in ferie per andare a vedere Cesare trionfante e far festa e ubbriacarci.
Marullo Far festa! Ubbriacarvi! Oh, cuori di pietra, teste di sasso, anime indurite più degli oggetti che anima non hanno, quali conquiste Cesare riporta alla patria, quanti tributari in ceppi a ornargli le ruote del carro? Gente di Roma scellerata: voi che di corsa andavate ad acclamarlo mentre passava per le vie, e attendevate un giorno intero l’ingresso del suo carro abbarbicati come cimici su mura e bastioni, sulle torri, in cima persino ai comignoli coi figliuoli in schiena, e non appena lontano lontano v’appariva, unanime un grido udivi levarsi da far rimbombare e tremare il Tevere là sotto tra le sue sponde, fin nella conca del suo letto, avete già dimenticato dunque il grande Pompeo? E ora, bardati con gli stracci più belli che ci avete in casa per le strade vi riversate; e adesso v’inventate che è giorno di festa e spargete fiori sul cammino di chi se ne viene a menare trionfo sul sangue di Pompeo? Via di qua, andate a casa, e subito! E lì, inginocchiatevi a pregare gli dei affinché il castigo non perpetrino che vi attirerà di certo la vostra negra ingatitudine.
Flavio: andate, su, brava gente, e per questa vostra cazzata riunite i miserabili vostri pari; conduceteli alle rive del Tevere per versare lacrime nelle sue acque, finché l’onda più bassa non tocchi l’argine più alto.
 
Escono tutti i popolani.
 
Flavio: anime di stagno, vedi come le ho scosse! Dileguano, ammutoliti dai rimorsi. Tu, vai fino al Campidoglio e spoglia quanti simulacri trovi infestati di gemme e diademi. Io per me ci arrivo per altra via.
Marullo: oggi non si può e lo sai. E’ la festa dei Lupercali.
Flavio: non me ne frega un cazzo. Non ci sia una sola immagine adorna dei trofei di Giulio Cesare. Cacciamo la plebe che s’accalca per le strade. Se queste penne ch’esuberano strapperemo all’ali di Cesare, lo ridurremo a un volo normale; che non s’innalzi oltre la vista umana su di noi, ridotti come schiavi a cagarci addosso.
 
Escono

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17 commenti

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  1. fuoridaidenti / Ago 30 2006 2:26 pm

    ma quanto si smarullava ‘sto marullo? (Ueh, clim, a volte torni eh?)

  2. debitiecoccole / Ago 30 2006 3:06 pm

    La Traduzione Definitiva.e non hai mangiato leper!

  3. e.l.e.n.a. / Ago 31 2006 9:36 pm

    ti leggerò leggera. domani.
    giulio cesare mi ha fatto venire in mente che quest’estate l’80express fermava proprio davanti al liceo in corso trieste, a roma. quello di venditti. curiosa la casualità delle cose.
    un saluto.
    e un bacio.

  4. eddiemac / Ago 31 2006 9:47 pm

    clim, tu mi sorprendi ogni volta
    (di fianco al liceo di corso trieste c’è un androne schifosamente neoclassico)

  5. ViperaVenerea / Ago 31 2006 11:42 pm

    Ma continua, si? Perché mi piace.

  6. geniodemente / Set 3 2006 6:04 pm

    trovo la traduzione assai pregnante, avevo letto quella degli oscar mondadori ma non mi aveva convinto, fin dal titolo: marco aurelio.
    tra l’altro shakespeare me l’ero sempre immaginato come nella foto di fianco al testo. complimenti!

    demens dementibus

  7. Andylarock / Set 4 2006 3:08 pm

    Ha! In perfetto stile Climmico. Ma allora sei ancora di questo mondo?Vecchia spugna mai riarsa…

  8. TirNanOg / Set 13 2006 9:02 am

    …aspetto in prima fila il secondo atto…

  9. junior / Set 18 2006 2:50 am

    si confermo che il palazzo prima del giulio cesare andrebbe demolito senza pietà per la sua bruttezza altamente offensiva.
    e tu, clim, devi essere più presente qui, che io ne abbisogno

  10. anonimo / Set 22 2006 11:47 am

    Rieccomi tra voi, amici, concittadini, romani.
    Il personaggio più interessante del giulio cesare è il ciabattino. Sarà un buffone, ma è arguto e piglia per il culo quei due cretini di marullo e flavio, anticipatori di bruto e cassio, che, come ci dirà shakespeare brevissimamente, saranno beccati a strappare le insegne e i trofei e severamente puniti. Bruto sa che deve ammazzare Cesare ma è piuttosto indeciso sul perché, visto che lo ama e ne è ricambiato. Ha paura di perdere la libertà, d’essere ridotto in ceppi, ma se gli chiedi in che modo ciò avverrà, lui si gratta la testa e assume l’espressione confusa di Vieri. Cassio convice Bruto a partecipare alla congiura, ma se gli domandi quale sia l’obiettivo della congiura stessa, eccezion fatta per l’assassinio di Cesare, ecco che sull’assito del palcoscenico ti ritrovi un altro Vieri. Cesare ci ha il mal caduco. E’ superstizioso e non brilla certo per coraggio o acume. Lo trafiggono un quindicimila pugnalate e lui non ha di meglio da dire che ‘et tu, bruto!’, con Vieri a fargli da gobbo. Marco Antonio è viscido. All’inizio lo vedi sgambettare come un bambino, poi capisci che gli piacciono assai il vino, le feste e, non ultimo, la fica, perciò ti ritrovi a pensare che sia inadatto al potere ( chi persegue il potere, non persegue la fica. Il potere è il fine supremo, il piacere viene dopo e se non viene frega un cazzo perché per il potere si è pure disposti ad essere infelici e dannati eternamente). E invece, morto Cesare, eccotelo che squaderna i suoi papiri con liste di proscrizione e poltrone numerate per i suoi leccaculo, più faina di un Inzaghi. Ci sono un paio di figure femminili, soprattutto la moglie di Bruto, che spiccherebbero ben al di sopra del piattume condito di retorica e senso dell’onore dei burattini protagonisti, se non fosse che il loro ruolo si riduce a una mezza dozzina di battute. Certo le celeberrime perorazioni di Bruto e Antonio valgono più di un amleto intero.
    Perché a me, lo shakespeare sottile e concettoso dell’amleto non piace per un cazzo. Io sborro quando leggo il Riccardo Terzo. Il barbaro non privo di ingegno fa scorrere litri di sangue e rotolare barili di merda con uno stile talmente lurido e violento, sarcastico ed eccessivo, con teneri bocciuoli di leziosità che si schiudono e subito sono buchi di culo voraci, che l’espressionismo, a confronto, ha partorito solo sgorbi di cui ridere per non abbassarsi alla commiserazione.
    Climacus scripsit

  11. e.l.e.n.a. / Ott 2 2006 6:21 pm

    clim,
    dove
    sei
    ?

  12. oltrenauta / Ott 7 2006 1:03 pm

    adesso dirigere al temporale più esposto, per sonda, per esserci, per vedere se oltre, il sereno, è della stessa specie che ricordiamo

    complimenti per questo luogo.

  13. junior / Ott 13 2006 3:27 am

    nnamo un po’
    daje riappari

  14. mrka / Ott 23 2006 7:32 pm

    plla di lardo non riesce a uscire, però reclama clim.

  15. TirNanOg / Ott 30 2006 12:03 pm

    …si, vabbè, adesso però puoi pure torna’…su! su!

  16. Seymandi / Nov 2 2006 6:49 pm

    Pretendo una tua firmettina, uno sputo, una caccola. Un commento sbiadito sul mio blog.

    Ma ci sei ancora o sei stato cancellato dalla Finanziaria?

    ;-)
    Seymandi

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