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giugno 18, 2006 / Climacter

Un post così lungo che ad accorciarlo non mi ci metto neppure
 
"Avete grazie a dio i capelli già quasi ricoperti di neve e mancate ancora di senno: una strega, col fuoco usuale, non brucia! Soltanto un fuoco di pipa può ardere una maga."
Gogol
 
 "L’uomo nell’analitica della finitudine, è uno strano allotropo empirico-trascendentale, dal  momento che è un essere tale che in esso verrà acquistata conoscenza di ciò che rende possibile  ogni conoscenza."
  Michel Foucault, le Parole e le Cose
 
 
Primo punto: ho capito che cos’è l’allotropo empirico-trascendentale. Ho capito anche che sarebbe bastato leggere con più attenzione la frase di Foucault per carpirne il significato. Ho capito cioè che sono un pirla. Ad ogni modo, provo a spiegare:

nelle parole composte, allo-, come primo elemento, significa genericamente ‘ciò che è diverso’, come nel caso del signore alloglotto del trentino alto adige che parla sardo, una lingua diversa cioè da quella ufficiale di Merano. Allocco non è una parola composta, deriva dalla voce onomatopeica latina Uluccum. Ciò vuol dire che il richiamo dell’allocco suona come un ‘uluccu, uluccu, uluccu!’: non stupisce che, con un richiamo così stupido, l’allocco sia diventato per estensione sinonimo di goffaggine e imbecillità. Anche allodola non è una parola composta, il suo nome è di origine gallica. Se lo specchietto funziona sulle allodole, perché, vi chiederete insieme a me, non dovrebbe funzionare a maggior ragione sugli allocchi? Semplice: l’allocco è un rapace notturno. Avete rimediato una gran bella figura di merda. 
L’allotropo, in chimica, è un elemento, sostanza, composto che esiste in forme fisiche diverse per struttura cristallina o molecolare: io, se fossi un elemento, sostanza, composto chimico, sarei un allotropo, perché tendo a perdere e recuperare velocemente la forma fisica. Un anno or sono, ero l’allotropo ciccione di me medesimo. Visto che poco fa ho sfogliato il vocabolario per vedere se il deuterio è allotropo dell’idrogeno e mi sono vergognato a tal punto che mi sarei nascosto la testa nel buco del culo, come fece il merlo di marika in una storia orribile che narra di un merlo che ingoiò una stringa e di una donna che, nel tentativo di estrarla, tirò così forte che il merlo, con un rumore agghiacciante, si rivoltò come un guanto (la fiaba del merlo versipelle, raccontata dalla voce di marika, che si è occupata anche degli effetti sonori e che viene spacciata dall’ autrice come una storia vera, mi ha tolto il sonno più dell’espressione vacua di Ronaldo), suggerisco di non confondere allotropi e isotopi e di non farsi altresì allettare dalla facile scappatoia che consiste nello scrivere isotropi, cosa che mi sono ben guardato dal mettere in pratica, anche se il dito medio della destra già stava per abbattersi con solenne insipienza sul tasto che corrisponde alla R, dopo che lo stesso medio, unico dito atto alla digitazione, aveva battuto i s o t.
In linguistica, sono allotrope parole come pieve (chiesetta agreste, parrocchia) e plebe (il volgo, il popolaccio bue che io schifo pur facendone parte), derivanti entrambe dal latino plebem. Nel caso specifico, si parla di allotropia etimologica poiché, a etimologia identica è associata una forma e soprattutto un significato diverso (un altro esempio lo si può rintracciare negli esiti difformi assunti dal vocabolo latino Hospitalem nelle parole italiane ospedale e ostello); si ha allotropia lessicale, quando un vocabolo assume più forme in funzione della situazione sintattica o posizione, come i tre articoli maschili il lo l’; gli allotropi semantici sono sinonimi molto simili per forma (annuncio-annunzio) e etimologicamente equivalenti : in breve, l’allotropia è quel fenomeno per cui due o più vocaboli aventi lo stesso etimo presentano esiti (forme) differenti in una stessa lingua.
L’uomo, dice Foucault, è un allotropo empirico-trascendentale. Egli non dice allocco, dice proprio allotropo. Noi riteniamo che ciò che Foucault intende asserire è che l’uomo, in quanto sostanza, e qui la chimica non c’entra per un cazzo, poiché già ci siamo elevati al più alto dei saperi, quello filosofico, e in conseguenza di questo ce la tiriamo un sacco e ci rivolgiamo a noi stessi col plurale majestatis, non contravvenendo al principio di identità, è allo stesso tempo oggetto dell’esperienza e forma dell’esperienza, nel senso che è nell’uomo che esperisce se stesso e che, rivolgendosi all’esterno e, contemporaneamente, introflettendosi per conoscere sé come unità di oggetto-soggetto, che si rintracciano i meccanismi aprioristici che rendono possibile l’esperienza stessa; in una parola, la conoscenza. In quanto oggetto tra gli oggetti, l’uomo è empirico; in quanto soggetto che, per la struttura del proprio intelletto, organizza l’infinita complessità del reale attraverso forme che strutturano i dati sensibili, di per sé insignificanti oltre che incasinatissimi, in concetti e categorie che colgono nella particolarità del dato ciò che è universale e, viceversa, trascelgono dal concetto generale ciò che rende particolare la cosa conosciuta, l’uomo è trascendentale. E qui mi fermo. Anche se vorrei aggiungere che, partendo da simili premesse, Shopenhauer commise il parricidio che gli consentì di sostenere, in barba a Kant, di cui peraltro si sentiva allievo ideale, che il noumeno, in codesto allotropo empirico trascendentale, è conoscibile ed è Volontà (vd. il mondo come volontà e rappresentazione).
 
Punto secondo: martedì volevo avventurarmi alla Bastiglia, il mio locale preferito, per sbronzarmi e fare quattro chiacchiere con Enzo, un ingegnere quantrantasettenne che, quando mi riconosce e non è impegnato, discute con me degli argomenti più vari, come il destino ultimo dell’universo, il principio antropico, il piacere di farsi pisciare in faccia dalla donna che amiamo. Enzo insegna matematica alle scuole medie di C. Spesso lo si incontra alla Bastiglia con un plico di fogli a protocollo e la penna rossa, intento a correggere le equazioni dei suoi piccoli discenti. Oppure lo si vede perdere a scacchi con un ragazzo albanese che lo sbeffeggia dall’alto della sua imbattibilità. Enzo è irascibile ma è anche un ottimo giocatore di scacchi: non è raro vederlo alzarsi furibondo dal tavolo, uscire dal locale, rientrarvi dopo una mezz’oretta con le mani gonfie e le nocche sbucciate. 
 
La favola di Levko e delle patate
 
C’era una volta una bella pannocka che sbucciava le patate seduta alla finestra, gli occhi gettati nel folto del boschetto di faggi, dove una mulattiera si distingueva dai rovi solo perché Levko, a furia di calcarla, aveva fatto corrugare la steppa e sprofondare il sentiero in un solco. Levko ogni dì correva dalla pannocka, e con la bandura t’inventava certe canzoni e melodie da farti struggere i cavoli e le bietole nell’orto. Ma quel giorno non sarebbe giunto né la bandura avrebbe pizzicato né la prisjadka avrebbe danzato, ché a pizzicarlo erano stati un paio di cosacchi vecchio stampo, la fusciacca versicolore a girargli sei volte intorno alla vita per formare uno strascico da pavone che toccava terra, mentre rubava le pere come Sant’Agostino di Cartagine dall’albero di compare Foma Grigorievic. Dovete sapere che Foma era pressapoco paralitico, standosene sempre seduto sulla stufa, sicché il furto agli onesti cosacchi dovette parere tanto più tremendo delle oneste randellate che gli assestarono tra capo e collo. A Levko ci vollero tre giorni di letto soltanto per ritrovare memoria di sé e ripetersi mentalmente il nome dell’amata pannocka, Oksana. Ma in quei tre giorni Oksana, con gli occhi gettati nel folto del boschetto e nessun Levko a calcare il solco, credendo ch’egli fosse morto oppure fuggito dalla Piccolorussia, i debiti a mordergli i calcagni, finì tutte le patate e, non avendo più altro da sbucciare, si pelò le dita, poi le mani, poi le braccia: insomma, se non fosse arrivato Nicolaj Vasil’evic a portarle notizie dell’amato (che intanto aveva ricuperato memoria di sé e bofonchiava Oksana ogni minuto), della povera pannocka sarebbe rimasto un nastro di scorza che a tirarlo avresti foderato la strada tra Didanka e Mosca.
(omaggio disgraziato al formidabile Nicolaj Vasil’evic Gogol e alle sue Veglie ad una fattoria presso Didanka)
 
 
Alla Bastiglia non sono andato per paura di incontrare Luca, l’autostoppista scampato alle mie fantasie omicide e certamente desideroso di vendicarsi.
 
  
 
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27 commenti

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  1. Climacus / Giu 18 2006 12:53 pm

    si ringranzia lo zingarelli, l’enciclopedia universale del sole ventiquattrore, il merlo di marika.

  2. shemale / Giu 19 2006 12:48 pm

    Diciamo che “allotropo empirico-trascendentale” significa che l’uomo è una cosa che pensa.
    Però è anche vero che Michel Foucault, come d’altronde io e Vanna Marchi, si doveva pure guadagnare la pagnotta. E così si sparano cazzate in libertà, in sentenze, trattati filosofici o duetti col mago Do Nascimiento. Solo che Vanna Marchi, dal punto di vista concettuale, io la trovo eccessivamente alta e complicata. Sono sicuro che anche Michel Foucault direbbe lo stesso.

  3. Climacus / Giu 19 2006 1:23 pm

    sono d’accordo sulle cazzate. Non sono d’accordo sulla definizione di uomo come “cosa che pensa”. Affermare che l’uomo pensa non spiega il concetto di trascendentalità. Non a caso, Foucault parla di analitica della finitudine: se è vero che il termine trascendentale appare già nella filosofia Tomistica, è solo con Kant che esso assume il significato di limite della conoscenza certa, superato il quale, nell’ambito della ragione pura, le inferenze perdono la propria necessità per entrare nel dominio incerto della speculazione, che è anche il terreno fertile su cui sorgono le antinomie.
    Nel concetto di ‘cosa che pensa’ questo limite gnoseologico ancora non è dato.

  4. shemale / Giu 19 2006 3:41 pm

    “Cosa che pensa (anche cazzate trascendentali)”?
    Dico, come potesi di lavoro…

  5. Climacus / Giu 19 2006 5:41 pm

    mah, io mi sento più come una cosa che pensa alla figa :)

  6. catsplinder / Giu 21 2006 1:41 am

    Orario Fuso

    Volo lontano dalle ipocrisie
    Volo verso un altro mondo
    Volo in una terra
    dove il deserto conserva le vie dei canti
    Volo dove la solitudine non è condanna
    Volo con un biglietto di solo andata
    Volo verso il mio fuso orario
    Volo sopra le maldicenze
    volo dve ho lasciato i miei sogni
    volo dove l’oceanspirit mi aspetta
    Volo dove l’amicizia non è una parola vuota
    Volo anche se non ho le ali
    Volo per dire al Custode supremo
    di perdonare
    Volo lontano dalle menzogne
    Volo lontano da chi mi vuole imporre le sue regole
    e poi si comporta da anarchico
    Volo per non vomitare mai piu’
    leggendo appena sveglio tutte le mattine:
    buffone, senza motivazione
    o peggio per aver regalato una rosa
    Figli di un Dio minore
    scrivono parole amare
    poi si nascondono dietro blog privati
    pretendendo spiegazioni
    ma mi bloccano i commenti
    Solo il diavolo NON CAPISCE
    che il blog non è un diario scritto,ne un esame di letteratura
    è solo un blog dove non faccio sfoggio di cultura
    è solo un blog dove non faccio giochi di parole
    con estetismi che lasciano solo il vuoto dentro
    queste cose le lascio alle blog star o a chi le imitata
    che dopo quattro commenti non si degnano di risponderti
    poi dopo giorni a volte scopri che rispondono nel loro stesso blog
    riunendo in un commento piu’ risposte
    Volo lontano dai parassiti senza dignità
    che si nutrono dei sentimenti altrui fino a scoppiare
    perchè loro non ne hanno
    scoppiano
    ma subito si riproducono
    e indossano una nuova maschera
    Volo lontano da chi innesta reazioni a catena
    scatenandoti contro amici ancora piu’ offensivi
    Volo lontano da chi si finge donna per 7 mesi
    per strappare confidenze
    per poi renderle pubbliche in un post o in commenti
    e in messaggi privati ai tuoi conoscenti
    Volo lontano da chi usa i blog come Agenzia matrimoniale gratuita o peggio
    Volo lontano da un mondo falso
    Volo per non soffrire
    Volo per abbracciare tutti quelli
    che mi hanno voluto veramente bene
    senza avermi mai visto in volto o sentito in voce
    ed hanno capito che un immagine o una musica
    parla piu’ di mille parole
    Volo oltre le nuvole delle miserie umane
    dove splende sempre il sole e la luce di Dio
    Volo perche” cat” l’hanno ucciso con tutte queste idiozie
    amore, amicizia e affetto
    su questa terra le conoscono in pochi nel loro vero significato
    Volo
    Volo via
    tony

  7. Ubikindred / Giu 21 2006 2:33 pm

    Beh, non sarebbe la prima traduzione demenziale riguardante passi della Bibbia o del Vangelo (ancora adesso ci dobbiamo sorbire la storia della mela e ho detto tutto!) e comunque, chiunque decida di parlare una Lingua in cui cammello e gomena sono due parole che si somigliano moltissimo, si merita gli errori di traduzione, diciamocelo… :-D

  8. junior / Giu 21 2006 3:58 pm

    ubi smettila di fare il fighetto con climacus.
    ciao clim!

  9. TirNanOg / Giu 23 2006 11:37 am

    …e io che mi ero fermata alla distinzione tra medicine allopatiche e omeopatiche…e mi pareva comunque distinzione a tratti dubbia…
    Che dire, me stavo a perde’ tutt’un mondo!!! ;o*

  10. Fedelma / Giu 24 2006 10:45 am

    Clim, io ti amo e tu lo sai ma la citazione sulla linguistica proprio non dovevi farla… mi hai ferita glottologicamente tu non sai quanto…
    Fed, l’amante che non ha ancora digerito il 21 all’esame di linguistica

  11. anonimo / Lug 3 2006 11:11 pm

    cheppoi.. anche il verderame.. un po’ mi stranisce l’eloquio serale

  12. TirNanOg / Lug 4 2006 12:35 pm

    …la lunghezza del post doveva forse servire a lenire il dolore di questa tua prolungata assenza?…no, sappi che non funziona…torni? ;o*

  13. mrka / Lug 6 2006 7:58 pm

    senti, per la pausa estiva devi aspettare la fine di mila e il cangurone nella palla al volo. è deciso, torna al tuo paese. cumpà.

  14. Climacus / Lug 8 2006 10:18 am

    Torno quando finisce il mondiale. Adesso sono troppo concentrato sulla finale. Possibile che Lippi voglia giocare con una sola punta? Cazzo di modulo è? Toni è una pippa, Totti fa cagare. Visto che fine ha fatto il portogallo, giocando con una punta del valore di pauleta e con deco che faceva le veci di totti? Cazzo, ho paura che il ct francese, Domenech, antipatico come una supposta, sempre intento a scaccolarsi e lanciare palline di muco agli avversari e persino al quarto uomo, faccia giocare trezeguet a fianco di henry. Trezeguet mi spaventa più di zidane. Magari entrerà wiltord nella ripresa. Cazzo, sara la riedizione della finale degli europei. Merda merda merda!

  15. tulipani / Lug 8 2006 11:04 pm

    Mentre leggevo avevo capito tutto. E’ stato bellissimo: solo che adesso non so più cosa ho capito. Vorrei uno specchietto per gli allotropi dove ci sia tutto riassunto per benino.
    Vorrei anche Gilardino al posto di Toni.
    Il tuo stile è sempre più dovizioso e finirà che mi intimidirò.

  16. Climacus / Lug 9 2006 6:23 pm

    Fed, le cronache, fin dai tempi di tito livio, narrano di studenti che rifiutarono il ventuno, si ripresentarono all’appello successivo e furono premiati con un 18. Pensa, se avessi letto il mio post prima dell’esame, ti avrebbero dato la lode. Questo dimostra l’alto valore educativo del mio blogghe.

    Tirna, l’eccessiva lunghezza è una condanna quasi pari all’eccessiva concisione. In genere, la si sconta vivendo.

    Tul, la cosa più importante del post è capire la morale della favola di Levko e delle patate, ché una morale in tutto ciò deve pur esserci. Se conosci il bene, agirai a fin di bene, un po’ come Oksana. Nell’epopea di Levko s’adombra il cammino spirituale di Sant Agostino. La patata e le pere sono le insidie della dicotomia manichea.
    Sicura di preferire Gilardino a Toni? E Inzaghi dove lo metti, eh? (comincio già a tremare. Dato che nell’82 non ero ancora in grado di intendere e di volere, non voglio entrare a far parte di quella generazione che, alla stregua di Fantozzi, può vantare d’aver perso 12 campionati del mondo)
    Ciao!

  17. Climacus / Lug 9 2006 6:27 pm

    marika, se tutto va bene, alla fine della partita ti chiamo.

  18. anonimo / Lug 10 2006 9:10 am

    …adesso non hai più scuse… ;o)

  19. anonimo / Lug 10 2006 9:11 am

    …scusa l’anonimo, sono Tirna…

  20. DanieleBurzi / Lug 12 2006 1:37 am

    Senti, Climacus, lo chiedo a te, perchè si vede che non sei una persona seria e dici quello che pensi senza preoccuparti troppo delle conseguenze. Ma i francesi, anche se poi li abbiamo battuti ai rigori, non ci hanno letteralmente sfondato il culo? A me sono sembrati superiori pure in quei pochi minuti in cui hanno giocato senza Zidane. Secondo me era più giusto giocare 11 (noi) contro 7 (loro), con un paio di espulsioni a loro carico (una nel primo e una nel secondo tempo). Avremmo nettamente vinto 2-1. Senza neppure arrivare ai supplementari (perchè quest’anno c’avevamo uno squadrone).

  21. Andylarock / Lug 12 2006 1:17 pm

    Ehm….
    da qui a scrivere che Clim è una persona seria ce ne vuole… ;)

  22. anonimo / Lug 12 2006 5:24 pm

    No, c’è scritto “si vede che non sei una persona seria”.
    “NON sei… ”
    Tutto regolare, quindi.

  23. Andylarock / Lug 13 2006 5:20 pm

    ops… scusa la gaffe. Allora è tutto OK. ;)

  24. anonimo / Ago 1 2006 2:51 pm

    aspetto il timer del pc per scollegare tutto, il tetto è di vetro e la pioggia scende a torrenti sulle testoline povere riunite in questo luogo pubblico!
    attendo la salvezza sotto forma di santone del texas, con un cappuccio di raso viola.
    marika.

  25. duca1degli1abruzzi / Nov 19 2006 10:50 am

    Interessante

  26. amelia1 / Set 22 2007 11:51 am

    e gogol.
    (grazie)

  27. famoHPsse / Set 22 2007 9:11 pm

    letto il tutto e dopo eccomi come Maiorca quando ha superato il record.
    ho capito.
    allotropo come alloscuro, allonsenfants, allosterianumeromille.
    e maxime mai perdere il filo trascendentale.

    P.S.:
    è questo un anno passato invano?

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