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giugno 10, 2006 / Climacter

Applicare la significazione paraetimologica* a un racconto brevissimo
 
Avevo fretta e non sapevo temporeggiare. Infilate che ebbi le scapole infradito, vestito di bucato, mi inculcai rifilato di fresco e ben tonso nel cunicolo. Lì si trovava, appestata a una compagna d’aspetto mascolino e di modi adunchi, forse eunuca, la donnina storna che mi aveva addolcito le ore penose della garitta, quando, tra crepuscolo e noia, la notte s’infundibola sulle strade e i marciapiedi formicolano dello scalpiccio di pochi uomini solatii. Calcato con aria circostanziata il cappello sulla ventiquattrore, frusto che un passante dall’ovale famiglio, voltandosi come allo schioccare di un maglio, mi potesse abrupto riconoscere e riferire di voce in voce fino a mia moglie, con la quale differisco sì, ma che ancora si proietta, la testuggine, nel mio averno e mi scalza della pace, sussurro -Cristiana, Cristiana…- con la bocca di sghimbescio. La compagna energumena s’infittisce e pare divertirsi, quasi avesse percepito l’accezione di travagliato sollucchero che mi rende garrula e m’infiocchetta la favella. Ché a me bastano tre notti all’addiaccio, coccolandomi sul petto di una donna, ancorché apprezzata e mercenaria, per gestare timidi propositi d’innamorato, colto sul farsi d’un tenero afflato che già è un prosaico pegno d’eterno. Cristiana, aitante e sgombra, con una sagoma di malizia nel corpo discinto e un candore friabile che le calàmita il volto, mi si para d’appresso e, per la prima volta da quando la nostra cattività mosse un passo verso l’alterigia e i nostri ego s’arrabattarono implicandosi, pronuncia appieno il mio nome. -Claudio,- la odo sibilare ancor prima che dall’opercolo le lettere auree le caracollino sulle labbra minute, scandendole insieme alle sue corde, -Claudio, bisogna che mi porti lontano da qui, questa vita non mi riveste. Io ho paura che mi si ammalii; quel losco è capace di tutto, non conosce degnazione!- Tanta è la commozione, al fioccare della fabula, che le serro il braccio attorno ai fianchi serotonini, tirandola a me con tutto l’impulso di cui sono ameno; un alito di brezza scompiglia intanto l’accolita di fiorami che sbalzano da un madido ginepro, spandendo un profumo fioco che allaga nello smarrimento. Non un solo filo di vento, fino ad allora, aveva allisciato l’aria stantia. Fu come un segno che ruppe ogni indulto: unite le mani a imbuto al cospetto di Cristiana, come mantide religiosa che s’atteggia a umile prosopopea, spiccai una promessa solenne; -t’amerò per sempre, Cristiana!-
E fu così che, il cuore in sobbalzo, me ne proruppi distante, gettando un ultimo sguardo avito di intenerimento alla mia diva appiedata e spuria.
 
*L’attività di significazione paraetimologica, secondo la definizione di Climaco-Tulipani, risalendo per associazione di idee, assonanze, somiglianze, analogie, ecc, ad una etimologia assolutamente arbitraria di un termine del quale si ignora del tutto o in parte il significato esatto, investe il termine stesso di un significato altro, nella stragrande maggioranza dei casi discorde ed eteroclito rispetto all’uso corrente e all’effettivo valore semantico, originando un neologismo a partire dal ‘veterologismo’ di cui è copia morfologicamente identica. Talora, la consuetudine linguistica, con il suo consolidarsi, avalla il nuovo significato di cui la paraetimologia ha rivestito una determinata parola ("investitura dello strafalcione", secondo l’espressione assai brillante di Climaco), come nell’esempio dell’aggettivo trascendentale nella locuzione ‘nulla di trascendentale’, che mi costò un cazzo di 27 all’esame di storia delle dottrine teologiche e morali, quando avrei potuto raggiungere il 28.
 
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14 commenti

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  1. Climacus / Giu 10 2006 2:28 pm

    ùstis, ho dimenticato le citazioni introduttive.
    “Luca Barbareschi è un infallibile seduttore: gli basta una semplice domanda, -quanto?-, perché nessuna sappia resistergli.”
    Luttazzi
    “L’uomo nell’analitica della finitudine, è uno strano allotropo empirico-trascendentale, dal momento che è un essere tale che in esso verrà acquistata conoscenza di ciò che rende possibile ogni conoscenza.”
    Michel Foucault, le Parole e le Cose

  2. shemale / Giu 10 2006 2:49 pm

    Non sapevo che “nulla di trascendentale” fosse un esempio di “investitura dello strafalcione”. Però, a pensarci bene, hai proprio ragione. Quel “nulla” è chiaramente paraetimologico.

    Ad ogni moto, il tuo racconto è ricco di fascina e mi ha molto turbante. Coltivo il sonno di scriverne uno anch’io, prima o voi.
    Vediamo. Mai dire mah.

  3. Climacus / Giu 10 2006 3:54 pm

    Scrivilo e fai che sia autenticamente paraetimologico!
    (due sono i vantaggi del racconto paraeccetera: il primo è che è piacevole da scrivere, il secondo è che ti guadagna elogi inauditi) (e inediti)

  4. Climacus / Giu 10 2006 3:54 pm

    (in una parola, einaudi)

  5. tulipani / Giu 10 2006 6:18 pm

    Mi sono così spansa dal ridicolo che sono allignata sul parterre!

  6. tulipani / Giu 10 2006 6:24 pm

    Molto seriamente: è stato bellissimo che oggi ricomincio a leggere qua e là e mi metto subito a ridere due volte di fila (ho letto anche indovina chi viene a cena di shemale). Mica mi ricordavo quanto era bello, a volte, andar per blog.

  7. Climacus / Giu 11 2006 12:06 pm

    Tulipanessa! E’ bello averti qui in un momento così delicato, mentre mi rompo la testa per capire che cosa sia un allotropo empirico-trascendentale. Ogni tanto, qualcuno si inventa dei test per ridicolizzare gli studenti universitari, che sono notoriamente bugiardi, infingardi, altezzosi e vanagloriosi. Succede così che gli si chieda di leggere un testo, definito ostico ma non impossibile, e di rispondere a delle domande che hanno lo scopo apparente di stabilire il livello di comprensione raggiunto dai tronfi, presuntuosi, ipocriti, suggestionabili studenti. Ovviamente, il testo che gli si fa esaminare non significa un benemerito cazzo; è un’accozzaglia di paroloni buttati giù secondo un unico criterio, quello cioè che sintassi e grammatica siano corrette, ultraspecialistico il lessico, eppure gli studenti rispondono alle domande come se davvero avessero capito tutto. Quando poi gli si svela l’imbroglio, gli stronzi ridacchiano e arrossiscono. “Lo sapevo io che c’era sotto qualcosa! Che coglione sono stato!”
    Vabbò, sta cosa mi è venuta in mente rimuginando sull’allotropo empirico-trascendentale.
    Comunque il complimento più bello che potessi ricevere, oltre a quello che il racconto è ricco di fascina, è che esso fa ridere. E’ bello sapere che qualcuno ride di ciò che ha fatto ridere anche me, soprattutto se si è convinti di essere gli unici a poter ridere di qualcosa che, si comincia a sospettare nel frattempo, non sia per nulla comico, avendo suscitato risate nello scrivente solo per la sua convinzione vanagloriosa d’aver sfornato chissà quali ingegnose facezie. E se nessun altro riderà, poco m’importa, tu sei sempre la voce critica che più volentieri ascolto. Se solo ricominciassi a scrivere, cazzo! E’ già positivo comunque che ti sia tornata la voglia di girare per blogghi. Io vado a periodi. A volte mi sembra la più inutile delle attività, altre volte ricupero entusiasmo e scrivo e leggo e cerco il contatto umano.
    Ma poi qualcosa si incrina e penso che la comunicazione tra blogger si riduca in fondo alla misera considerazione che ‘questo è un ottimo link, quest’altro link è mediocre, questo link forse un giorno chissà sarà più di un link, quest’altro link invece è impervio, ma che cazzo lo linko a fare?’
    Torna presto, Tulip, mi manchi.

  8. tulipani / Giu 12 2006 11:48 pm

    allotropo empirico-trascendentale? Lo piglio come compito per le vacanze.

    Io a certi link gli voglio bene, comunque.

  9. Climacus / Giu 13 2006 8:15 am

    certo, però nella maggior parte dei casi questi link non sono più soltanto link, perché in un modo o nell’altro hai approfondito la conoscenza. E allora climacus o chi per lui cessa di essere climacus e tulipani non è più tulipani e si è responsabili del proprio essere e non si può giocare a essere qualcosa di diverso. Comunque anch’io voglio bene a certi link. Ieri ho scritto quelle amare riflessioni perché penso che Flounder mi giudichi uno stronzo (sorrido).

  10. e.l.e.n.a. / Giu 13 2006 11:59 am

    clim, io ti voglio bene assai. ma tanto tanto bene sai. più di quanto tu possa credere.

  11. TirNanOg / Giu 13 2006 2:57 pm

    …felice che il tuo andar per blog ti abbia riportato anche da me…
    come vedi sbaglio pure gli accenti…la perfezione è ben altra cosa…ma sorrido e t’abbraccio forte.

  12. Climacus / Giu 14 2006 12:14 pm

    elena, se tu me lo dici con la voce e i peli di lucio dalla, come fo a volerti bene io pure?
    ( Cazzarola, anch’io ti adoro, e ti adorerei ancor più se potessimo addolcirci a vicenda le ore penose della garitta. :))

  13. mrka / Giu 17 2006 4:39 pm

    hai cambiato il profilo? la tua residenza mi ha fatto sprofondare nelle viscere della sedia.ih ih.

  14. Climacus / Giu 18 2006 1:25 pm

    no, non ho cambiato profilo, ho cambiato residenza. Marrana!

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