Skip to content
maggio 22, 2006 / Climacter

Tags:,,,

Come nascono i bambini
Leonardo da Vinci affrontò il tema spinoso del concepimento con una certa riluttanza. Dai suoi schizzi, si arguisce certo quella curiosità insaziabile che spinse il genio a esplorare una buona fetta dello scibile, nonostante la sua indole lo portasse a disdegnare il mero teorizzare, che doveva apparirgli come un vuoto ciarlare d’argomenti effimeri, ma si deduce anche un timore reverenziale imbevuto di morbosità e ribrezzo, morbosità e ribrezzo che originarono errori davvero puerili e grossolani che subito balzano all’occhio se si osserva il modo in cui egli rappresentò il coito, atto necessario e sufficiente alla procreazione. Del coito parleremo più tardi. Riportiamo invece un commento di Freud al disegno leonardesco dell’atto sessuale (vd figura 1, che non c’è):
"… resta pur sempre il fatto che Leonardo sia stato così impreciso nei confronti del genitale femminile. Si possono certamente individuare la vagina e qualcosa che somiglia alla portio uteri, ma le linee che indicano l’utero in sé sono completamente confuse. Il genitale maschile, d’altro canto, è raffigurato molto più correttamente. Egli non si è limitato a disegnare il testicolo, ma anche l’epididimo, che ha tracciato con perfetta accuratezza.
La cosa più strana è la posizione in cui Leonardo rappresenta il coito. Ci sono dipinti e disegni di famosi artisti raffiguranti il coitus a tergo, a latere, ecc, ma quando si fa un disegno del coito in stazione eretta, allora dobbiamo pensare che c’è stata una rimozione sessuale molto forte a provocare una simile rappresentazione quasi grottesca." Ancor più rilevante è del resto una frase riportata da Solmi, ove Leonardo afferma che "l’atto della procreazione e tutto ciò che ad esso è connesso è così disgustoso che l’umanità si estinguerebbe se non ci fosse un’usanza da tempo consolidata e se non ci fossero visi graziosi e nature sensuali".
Sarà nostra premura dimostrare che, almeno nell’ambito ristretto della nostra ricerca che vuole essere una esplicazione accessibile a tutti dei meccanismi, fino ad ora arcani che, in ultima analisi, fanno nascere i bambini, noi possiamo e dobbiamo essere molto più fichi del grande Leonardo (e anche di Herzog, Hotel Messico, Personalità Confusa, Pulsatilla). 
 
L’interazione primaria
Per ottenere un bambino, si prendano innanzitutto due individui, uno di genere maschile, l’altro femminile, sani, fertili, ben motivati e, possibilmente, di bell’aspetto. Li si faccia interagire in un ambiente che stimoli la loro curiosità e li spinga ad esprimersi, a comunicare, in modo verbale o preverbale o pantomimico, a entrare in una fase di reciproco scambio che può insorgere con fulminea immediatezza oppure attecchire lentamente e con grande investimento di energie e risorse materiali o immateriali, mobili o immobili, da parte di entrambi, anche se in genere è il maschio a dover compiere lo sforzo maggiore. Questa interazione primaria, definita comunemente e con insopportabile approssimatività corteggiamento, può finire anche in un buco nell’acqua, in un due di picche, in un bidone, in uno schiaffo alla dignità, in un ‘hai fatto cilecca’, eccetera, ma, se l’esito è positivo, funge da catalizzatore ed è premessa dell’interazione propriamente detta, ossia di quella genitale. Va detto che, rispetto all’interazione genitale, quella primaria è un accessorio oneroso che potrebbe anche essere saltato a piè pari, se la consuetudine non prevedesse questa (in verità scocciante) modalità d’approccio e d’approfondimento della reciproca consapevolezza d’avere un obiettivo comune che ha forse come unica effettiva funzione quella di creare una tensione emotiva che raccolga le riserve di libido pronte a liberarsi affinché l’interazione genitale si svolga con più efficacia.
 
L’interazione genitale o coito
Gli attori del coito sono chiamati in vari modi, spesso buffi o ispirati a somiglianze a volte difficilmente intelligibili con il regno vegetale o animale; per semplificare il discorso e attenendoci scrupolosamente alla terminologia invalsa nel mondo scientifico, per ciò che concerne il maschio useremo la parola pene, per la femmina la parola fica. Negli individui sani e senza grilli per la testa che abbiamo scelto per la nostra esemplificazione, l’interazione tra pene e fica si espleta con estrema semplicità e non necessita di dispendiosi preparativi, tanto che ci sorge il dubbio se sia davvero indispensabile ai fini della trattazione come ai fini della procreazione il paragrafo sull’interazione primaria. La fica (e qui un’espressione di tenerezza ci albeggia in volto) è una cavità di lunghezza variabile tra i sette e i dodici cm posta all’incirca tra le gambe della donna. Esternamente si presenta carnosa e succulenta; è provvista di petali e di un pappo detto clitoride, in cui convergono i recettori del piacere e della lussuria; in determinate condizioni secerne una sostanza viscosa e profumata che lubrifica la mucosa, stimolando e facilitando la penetrazione (vd inserzione) da parte del pene eretto o fallo.
Il pene è un muscolo cavo fortemente vascolarizzato, capace di passare da uno stato quiescente e flaccido a uno stato di turgore caratterizzato da una discreta motilità (propulsione verso l’alto, capacità di annuire e oscillare a destra e a manca). Dallo stato quiescente a quello eccitato, il pene presenta evidenti differenze morfologiche e comportamentali: tozzo e molliccio come un salsicciotto e con la testolina incappucciata che indica la terra come l’Aristotele della Scuola di Atene di Raffaello (fig. 2), il pene aumenta di volume nello stato eccitato e assume la caratteristica forma a banana. Il fusto è cilindrico e inarcato, i segmenti sono indistinguibili, è privo di ali, elitre e zampe, non dispone di esoscheletro chitinoso; la testa, scappucciata per il ritrarsi del prepuzio (da qui la locuzione latina preputium ducere che significa menarsi una raspa) appare ben differenziata dal pronoto e protorace e tuttavia fissa, è di colore rosa lisoformio tendente al marrone, al lillà o al blu a seconda dei casi, è priva di ocelli e occhi composti, non presenta mandibole ma una apertura sottile che la taglia in senso longitudinale (credo) e ha la tipica forma di cappella o cupola del Brunelleschi. Cosmopolita, predilige i climi caldi e umidi. Intimamente connessi al pene entro una scarsella gibbosa e pelosa detta scroto, ci sono i cosiddetti testicoli che, insieme alla prostata e alle vescicolette seminali, producono un liquore cremoso dall’odore caratteristico di grasso di balena e dal sapore simile al paté di funghi (vd fellatio) che il pene eretto, su comando della parte più primitiva del cervello, sparge come semina all’insorgenza di quella cosa bella ma poco duratura come tutte le cose belle che denominiamo orgasmo.
L’interazione genitale, similmente a quanto avviene nel motore della mia vespa, può essere suddivisa in quattro fasi:
Inserzione; il pene, in stato eccitato, affonda tra i petali della fica e si assesta al suo interno. Questa operazione può richiedere una certa cautela. Un’inserzione troppo affrettata, infatti, può essere dolorosa o fallire l’obiettivo preposto. Ecco perché è consigliabile un aiuto esterno da parte della mano, che allinei il pene al centro del bersaglio.
Acclimatamento; il pene, per effetto della spinta dei lombi, comincia una fase di riscaldamento (warm up fallico), scivolando avanti e indietro lungo i binari ben oliati del genitale femminile con un ritmo incostante, soggetto ad accelerazioni e improvvise frenate, derapate, deragliamenti, sincopi, pit stop, ecc.
Tambureggiamento: sostenuto dal costante incitamento tattile attuato dai muscoli della vagina o, addirittura, sgravato dal suo compito per quel fenomeno detto ‘effetto smorzacandela’, che tuttavia non analizzeremo, avendo preso come modello di riferimento il coito missionario, il nostro pene (nostro: una nuova espressione di tenerezza ci albeggia in viso), ha ora acquisito quell’andamento oscillatorio in crescendo, martellante, che lo condurrà dritto dritto all’orgasmo.
Scarico: il pene eiacula, ossia riversa nel ricettacolo femminile il suo fardello di vivacissimi spermatozooi.
Uno di questi spermatozooi feconderà una cellula uovo. Ma ciò sarà argomento di un nuovo post, perché confessiamo che la parte sperimentale della nostra indagine sull’interazione genitale ci ha tenuto occupati più del previsto, impedendoci di fondare quella nuova branca del sapere che pensavamo di chiamare embriologia. Ci scusiamo per il disturbo.
Grazie per l’attenzione

Annunci

29 commenti

Lascia un commento
  1. ViperaVenerea / Mag 22 2006 3:51 pm

    No, non sa di patè di funghi. Ma neanche un po’.

  2. Climacus / Mag 22 2006 4:02 pm

    Slurp! E di cosa sa? (dio, questo tuo commento mi ha eccitato come una bestia, ma forse non dovrei dirlo)

  3. ViperaVenerea / Mag 22 2006 4:11 pm

    Di nutella (non è vero neanche questo, citavo luttazzi).

  4. Climacus / Mag 22 2006 7:38 pm

    Allora cito anch’io Luttazzi: “qui abita una mia ex, dalla mentalità assai aperta eppure piena di pregiudizi nei confronti della fecondazione in vitro. Diceva che il pensiero di tutte quelle provette congelate le dava l’immagine spiacevole di volgari lattine di birra chiuse nel frigo di un beone panciuto. E’ proprio vero, la mia ex lo sperma lo preferiva alla spina.”
    Il sapore di patè di funghi, forse unica inesattezza di questo rigoroso testo scientifico, è una inconsapevole citazione da fight club, in cui si vede Brad Pitt cameriere urinare nel consommé d’aragosta e masturbarsi di fronte a un piatto di scaloppine con salsa di funghi.
    Credo che lo sperma, come sapore, si avvicini più all’asparago bollito in acqua clorata. Anni di praticantato solitario e di cum shots fuori campo (per usare una metafora presa dal mondo del baseball) me l’hanno insegnato. E ora basta con tutto ‘sto outing estremo!
    (ma il post t’è piaciuto o no?)

  5. mrka / Mag 22 2006 7:49 pm

    il neretto di alcune parole chiave ( e ho detto chiave), è per facilitare i maniaci nel raggiungere il tuo blog?.
    comunque mi pare assai chiara tutta la seconda parte, la userò con i bambini, al posto della vecchia storia delle api nel pene. leonardo, cloridrato di sviluppina, giulia blasi, climacus, pulsatilla…ci siete tutti!

  6. Climacus / Mag 22 2006 8:04 pm

    Le api nel pene? Non avrai già raccontato ai bambini la storia delle api nel pene! Pensa che io ero rimasto alle farfalle nello stomaco…
    (api nel pene, trattato sulle perversioni sessuali, capitolo 18)
    Le parole in neretto servono a facilitare la comprensione, maliziosa che non sei altro.
    (ok, questo post è un’astuta trovata commerciale, però non accadrà un bel fico secco, non un solo lettore in più conquistarmi saprà, perché non so usare le tag :( (ehi, forse posso imparare!)
    ciao marika :D

  7. Climacus / Mag 22 2006 8:17 pm

    Ecco fatto! Dio, sono un mostro di intelligenza! (tra le tag ho messo pene e non fica perché sono interessato al pubblico femminile, mi pare giusto, echecazzo)

  8. mrka / Mag 22 2006 8:20 pm

    astuto stratega pubblicitario, parli di leonardo in questi tempi di codici cinematografici.

  9. Climacus / Mag 22 2006 8:34 pm

    non farmi dire cose che non vorrei dire, tipo che c’è una persona che abbandona per una settimana i suoi lettori dopo aver fatto pubblicità alla sua mostra milanese, e i lettori, poverini, son tutti lì a chiedersi ‘ma lei dove sarà‘ mentre il messaggio pubblicitario si insinua nel loro subconscio e agisce con fredda calcolata efficienza, tzè! :))

  10. Andylarock / Mag 22 2006 8:56 pm

    Cito Luttazzi nel suo ultimo spettacolo visto a Milano:” Ieri sera, mentre inculavo la mia ragazza inginocchiato davanti alla televisione, dove passavano indifferenti le notizie del TG, stavo pensando a quanto Brad Pitt mi somigli. Potrebbe farmi da controfigura. Già già, non l’avreste mai detto: mi piace il sesso anale.”

    (procurati il giornale del 45° anniversario dell’AVIS di Castel. Dovresti trovarlo ovunque, forse te lo hanno anche già dato. Hanno scelto la mia poesia. I casi sono due: o lo conservi o lo usi per ripulirti il c… :))

  11. mrka / Mag 22 2006 9:56 pm

    ah ah ah, l’ultimo mio post è sponsorizzato dalla puccinasco a.c. mi regalano una divisa sociale per ogni commento.
    ( son tre ore che rido grazie al commento di andy. brad pitt? braaad pitt?)

  12. Climacus / Mag 23 2006 9:23 am

    beh, che c’è da ridere? Rideresti se ti dicessi che io sono la sosia di Valeria Marina? Ebbene sì, l’ho pensato mentre Andy mi inculava davanti alla televisione, con le notizie del tg che passavano indifferenti: “Valeria Marini mi somiglia incredibilmente, potrebbe farmi da controfigura.” Già, non l’avresti mai detto, a Andy piace il sesso anale. A me un po’ meno.
    (andy, non essere ingenuo, nella metropoli di casalpoglio non arriva neppure la posta, immagina tu i giornali… Comunque, tra un po’ andrò in Castel a comprarmi una parrucca bionda, vedrò di procurarmi il giornale dell’avis. Ma tu sei un donatore? Se siamo compatibili, mi doni un po’ di sangue, così resto sbronzo per tre giorni senza spendere un euro?)

  13. mrka / Mag 23 2006 9:34 am

    no, dai, valeria marini no!

  14. Climacus / Mag 23 2006 10:22 am

    E invece sì! (ti prego marika, posta il tuo disegno della marini!)

  15. ViperaVenerea / Mag 23 2006 8:16 pm

    Certo che il post mi è piaciuto. Ho persino cercato su google i disegni sconci di da vinci. Non ne ho trovati.

  16. Climacus / Mag 24 2006 10:00 am

    Grazie Vip, e scusami per quel commento davvero imbecille, dove dicevo che mi ero eccitato come una bestia. L’ho scritto di impulso, senza pensare che potesse essere offensivo.
    Il disegno di Leonardo l’ho trovato in un saggio di Freud, un ricordo d’infanzia di Leonardo da Vinci, scritto nel 1910. L’edizione che ho io, della newton compton 3900 lire, è una raccolta di saggi su vari argomenti (contenente ovviamente anche il saggio citato) dal titolo ‘Psicoanalisi dell’arte e della letteratura’. Non so dirti altro, purtroppo.

  17. narcisso / Mag 24 2006 10:43 am

    interessante lezione

  18. Climacus / Mag 24 2006 12:30 pm

    interessante, soprattutto se si pensa che gli individui sani risultati più idonei alla sperimentazione sono valeria marini (quella vera, non la sosia) e fabio briatore. Grazie d’essere passato :)

  19. mrka / Mag 24 2006 9:42 pm

    mi sono bloccata sulla bocca di valeria, ma ho molti compiti da svolgere. imitazioni, caricature, capitelli, navate da restaurare, trasloco…( mia madre ha imbustato una mia bambola cubana durante la mia assenza. non è una di quelle mamme che conservano tutto, trasloco di pochi chilometri e subito mi trovo la camera stravolta. laura palmer nera, in busta trasparente, aiuto!)

  20. narcisso / Mag 25 2006 2:19 pm

    alla fine il relativismo, quello vero, non il nichilismo, rappresenta una prospettiva assiologica ben definita. quella del dubbio. della ricercare. della curiosità. credo inoltre che certe categorie distintive che pongono la libertà dal punto di vista negativo siano utili. prima guardiamo quello che non siamo liberi di fare per scoprire quello che siamo liberi di attuare.

  21. shemale / Mag 29 2006 6:30 pm

    Assolutamente geniale. Credo anche Antonio Albanese si toglierebbe tanto di cappello.

    P.S.) “La fica…è una cavità… posta all’incirca tra le gambe della donna”. All’incirca??? Quale circo frequenti?

  22. Climacus / Mag 30 2006 10:43 am

    Eggrazie Shemale! Il filosofo cocainomane di Albanese è indimenticabile. Qualche giorno fa, poi, ho sentito parlare non so quale politico fanatico dell’avverbio in -mente, e ho pensato che da un momento all’altro avrebbe promesso più pìlu pe’ tutti. Mi sa che il circo frequentato era un circo equestre.

    marika, in bocca al lupo per le navate da restaurare. Ho sempre sognato di farlo. Il pupazzo indemoniato Michelin è arrivato a destinazione o ha provocato altri incidenti? Più che sulla bocca, mi concentrerei sulla lingua di valeria che batte dove il clito ride.
    Io ho un pupazzo peloso a forma di ranocchio, sigillato in una busta di plastica. Laura me lo regalò dicendo che mi somigliava. E’ vero, il mio salubre colorito verde richiederebbe una bella doccia solare.

    Narcysso, il relativismo è la prospettiva assiologica della libertà dal dogma (dogma inteso in senso generico come verità imparaticcia). Spesso però si è tentati di rinunciare alla libertà per fare dello stesso relativismo un dogma. Mi è venuta voglia di leggermi Hobbes e Spinoza.

  23. Climacus / Mag 30 2006 1:16 pm

    Si vede ‘sugarbeach’ di will cotton qui di lato?

  24. Ubikindred / Mag 30 2006 2:33 pm

    Ebbene sì, sono convintissimo di questo, del resto, peggio della ministra Per Sciampiste Moratti…

  25. mrka / Mag 31 2006 11:31 am

    sei in periodo lussurioso-goloso?
    ( si vede, si vede)

  26. mrka / Mag 31 2006 11:32 am

    ma will non produce più opere, sarà in ritiro spirituale.

  27. Flounder / Mag 31 2006 10:09 pm

    possiamo dire che in un certo senso il glande anticipa e ricapitola l’architettura moderna?
    o è un azzardo?

  28. Climacus / Giu 1 2006 10:08 am

    Flo’, secondo la mia lettura postniesztchiana della storia dell’arte, il glande incarna lo spirito apollineo, la vulva incorpora lo spirito dionisiaco. Se dài una bella lustratina al glande (non tu, dico in generale), non trovi che esso sia una delle forme più belle e compiute che esistano in natura, il punto di partenza stesso per la fondazione di un’estetica classicista? E non è forse il sapido elisir secreto dall’amorosa vulva che ha spinto l’uomo in ardimentosa ricerca di surrogati che riproducessero l’ebrezza del cunillingio? Forse che il buon selvaggio non sapesse leccar la fica ancor pria che questa bella d’erbe famiglia e d’animali a sé il mortale invidierà l’illusion che spento pur lo sofferma al limitar di dite, in queste urne confortate di pianto il sonno della morte men duro anche la speme ultima dea fugge i sepolcri e tutte cose involve Oblio nella sua notte, pria ancora che ‘l buon selvaggio avesse in dono ‘l foco da, uh, come si chiama… Prometeo! e la ruota da… ehm… Ma insomma, mica devo farvi lezione! (ieri, tra meco e me, ho maturato la certezza che l’acmé di perfezione dell’idioma italico sia stata toccata dall’amico Foscolo nei Sepolcri. Prendi i sepolcri e sparpaglia le parole, poi riuniscile a caso, vedrai che il senso non cambia. Del resto ci avevo una profe d’inglese che diceva, in inglese, che il meglio inglese gli è quello di Milton. Traete voi le conclusioni)

    marika, più che lussurioso, sono in periodo goloso. I miei hanno fatto incetta di kinder dèlice per Giulia, nipotina quatrenne che odia qualsiasi tipo di pietanza, salvo i tortellini in brodo di papà, che è l’unico piatto che mio fratello sa cucinare. Speravano che non avrebbe saputo resistere al richiamo del cacao e della farcitura di latte per vitellini. Avevano ragione, solo che chi non ha saputo resistere è stato il sottoscritto, che ora vive solo di kinder dèlice e ambrosia. Salvami tu: portami una fetta di sacher! (no, la torta dell’Ikea no!)

  29. Climacus / Giu 1 2006 10:11 am

    Non sono neppure capace di scrivere cunnilingio . Penso dipenda dal fatto che sono frustrato sessualmente oppure semianalfabeta

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: