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maggio 15, 2006 / Climacter

Sillogismo o paralogismo? does the cat eat bats? Aye, they eat rats, but do the cats eat bats? Since the bats are flying rats, and the cats eat rats, should my cat eat the bat? If my cat could fly like bats, would it eat bats and wouldn’t it eat rats?

(divertissement preso a prestito da Lewis Carrol) 

Quadri di un’esposizione

Riccardino (di femmineo pugno)

 Immaginalo così: fisico da giocatore di rugby (spalle larghe, vita stretta, petto e parte alta del ventre all’infuori, pancia coattamente appiattita per nascondere la ciccia dell’alcolista, culo sodo e muscoloso, né piccolo né grosso, gambe atletiche, altezza 1 e 83 per 90-95 chili), viso che lo fa rassomigliare a un tom cruise abbruttito ma pur sempre carino, capello castano lungo fino alle spalle e lievemente ondulato. E’ gentile, estremamente educato, dotato di un eloquio brillante e fluente, grammaticalmente ineccepibile ma non ricercato, talvolta condito da dialettalismi ammicanti che usa per apparire più giovane e spigliato, molto socievole ma riservato, poco incline alle confidenze personali, apparentemente sicuro di sé ma non tanto da raggiungere la sfrontatezza, perché a conoscerlo meglio si intuisce quanto in realtà sia insicuro, difetti d’autostima e nasconda una inquietudine profonda che affoga nei mille progetti che porta avanti contemporaneamente e non conduce mai in porto, se non in casi eccezionali che tuttavia non sanano ma anzi peggiorano il suo malcontento, spingendolo a concepirne di nuovi e irrealistici, e che si manifesta nel vizio di bere, nonostante la salute precaria non glielo consenta, e giocare d’azzardo, nonostante sia perennemente squattrinato. Donnaiolo incallito, pare incapace di pervenire a un appagamento seppur transitorio, ragion per cui si affida ormai da anni alle consulenze (che fatica a pagare, che forse non paga nemmeno) di una psicologa specializzata in sessuologia. E’ una persona generosa ma inaffidabile. Laureato in scienze dell’educazione, si occupa per lo più di adolescenti con problemi di droga e ragazzi sordomuti.
Mi chiama qualcosa come 3 lustri or sono. Dice che ora, cioè tre lustri or sono, fa l’educatore a Desenzano e che, visto che non è distante da casa mia, verrà (da leggersi come un futuro remoto) a pranzo, autoinvitandosi. Se non è questa, è la settimana prossima. Hai visto Riccardino, tu? Le birre che avevo preparato sono scadute. Riccardino, tra tutte le persone che ho amato, in fatto di donne era quello con più successi in bacheca. Aveva un modo particolare di collezionarle e un modo ancor più singolare di vantarsene. Non se ne vantava e non ne parlava, se non per enigmi e quando era talmente ubriaco che l’ulcera all’esofago prendeva a sanguinargli e, ingoiate le sue dodici bustine di analgesico naturale perfettamente inutile, ma di un’inutilità benedetta dall’approccio olistico alla medicina -abbi fede e guarirai-, si eclissava in un angolo buio di vicolo dei musei, oppure si appoggiava discretamente al basamento della statua di Arnaldo da Brescia (o uno dei seguaci di Arnaldo), e impeciava l’asfalto di liquame marrone. Allora, interrogato con astuzia dai suoi cazzo di amici, rilasciava dichiarazioni sibilline sulle doti contorsionistiche di questa o quella ragazza, senza peraltro fare nomi. Da sobrio, serbava tutto per sé, e solo un’incrinatura luminescente del suo occhio all’apparire di una Sedotta ti rivelava che quella poteva essere la donna dell’idromassaggio, l’altra, la donna della spazzola per capelli, l’altra, la detentrice di un culo che aveva deflorato, l’altra, la donna dal neo sulla nuca, giusto sotto i capelli, un neo che deturpava una bellezza altrimenti impareggiabile. Riccardino, per me, era diventato ‘Piccolo Neo’. Lo chiamavo così quando mi andava di mandarlo a cagare, ma l’educazione mia e la sua mole mi sconsigliavano di procedere per direttissima, imponendomi di scegliere vie traverse. Piccolo Neo, gli dicevo, io non crederò mai alla storia della donna perfetta, amatissima, contraccambievole (neologismo, forse, che sta a significare che pure lei amava e amava forte), che tu hai abbandonato al presentarsi di quel difetto pilifero (di neo a forma di isoletta, in rilievo, con palmizio peloso, doveva per forza trattarsi) reso invisibile dall’ipertricosi.
Tra tutte le stronzate in forma di indovinello che Riccardino mi narrava all’attenuarsi dei conati (e il liquame marrone spumeggiava al rimescolio della polverina analgesica), quella della Venere precipitata tra i mortali da mezzo centimetro di pelle pigmentata in eccesso, mi sembrava la più incredibile. L’avrei ammazzato.
Oggi forse rispetterà la promessa fatta. S’era autoinvitato, mi sfugge il motivo per cui non dovrebbe presentarsi. E forse, se non si presenterà oggi, lo farà tra tre lustri, e se proverà a farmi incazzare, Piccolo Neo lo chiamerò, o trottolino amoroso, dudù, dadadà, che è lo stesso. E si ricordi di riportarmi i libri che gli avevo prestato: Kierkegaard, opera omnia; Sartre, la Nausea e un altro che non ricordo. Ti avverto, la pronuncia corretta è kirkgoor.
E’ a partire dalla Nausea che ho pensato di scriverti di Riccardino. Lui, nonostante le bustine, forse per l’ernia esofagea, Sartre non lo digeriva. Bravo, dico io, arriva alla fine, arriva al dialogo di chiusura, persino la vita ti apparirà meno indecifrabile, sebbene destituita di fondamento, non solo il libro.
Sai, io ho bisogno di nuove rivelazioni. Sartre fu una di queste. E’ allo scattare della scintilla di un luminamento improvviso che mi muovo. Ho letto l’essere e il nulla in clinica psichiatrica, quando i dottori dicevano -possibile che non abbia nulla di più leggero da leggere?-
Leggero da leggere.
Riccardino sapeva sempre quando era il momento giusto di portarmi delle rose. Alla mia Venere, scriveva.
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13 commenti

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  1. Manent / Mag 15 2006 3:05 pm

    …uno schiaffo – acuto ma lento – il fischio del treno che ogni mattina alle 08.26 fa saltare il cuore come una pallina da tennis nel campo della testa. Un giorno l’ho preso quel maledetto treno. Ora ci dormo sopra e 2 gemelline con grandi occhi neri mi legano i lacci delle scarpe e mi fanno le trecce. Una cosa in comune c’è: il nodo dell’attimo.

  2. e.l.e.n.a. / Mag 15 2006 8:37 pm

    sorprendentemente se tu avessi quei segnalatori radar radiospie che intercettano e identificano i lettori silenti avresti visto che alla medesima ora in cui tu passeggiavi nella mia aiuola, io ero qui.
    titubante fra lasciarti un saluto che mi pareva alquanto misero, prima di leggere il tuo pezzo e la lettura che mai è rapida e fugace.
    e nel dubbio facevo il contrario di tutto ti leggevo e poi non commentavo, senza un preciso motivo.

    infiniti baci per asciugarti le lacrime.
    ciao, clim :)

  3. mrka / Mag 15 2006 10:59 pm

    riccardino sarà orgoglioso di lei, signore.
    ( oh, un commento di manentia/sonia!)

  4. ViperaVenerea / Mag 16 2006 12:05 pm

    Uh, anche il finale a sorpresa. Bravo Clim.

  5. Climacus / Mag 16 2006 12:35 pm

    ma secondo voi una donna scriverebbe così del suo riccardino?

    Elena, quel post subito dopo semana santa è da incorniciare. Le scopate fattesi troppo caste mi frullano ancora nello stomaco e come reazione stanotte ho sognato un’orgia animalesca. Poi tutto finiva in un pestaggio e uno dei miei concorrenti, perché tutti ce l’avevano più grosso o più lungo del mio, veniva massacrato. La scena si era già spostata dall’agone dei sensi a una strada della vecchia genova, che ricordo d’aver visto in un tg. La ragazza dai capelli biondo cinerini e gli occhi grigi restava in penombra, un rumore di fondo, folgorata da un balletto su ghiaccio, ondivaga come tutti gli innamorati, inappagata come riccardino, e impagabile per quel suo broncio.

    Manent, se dicessi d’aver capito, mentirei, ma saperti sonia mi incoraggia a scavare: può darsi che trovi la tana del coniglio.

    marika, fossi al posto di riccardino non sarei orgoglioso. Ho detto di lui che è inaffidabile. Se potesse leggerlo, riderebbe come un matto.

    Vip, grazie mille. Adesso controllo di non avere nei sul groppone. Trovarne uno sarebbe una sorpresa ancor più grande.

  6. Andylarock / Mag 16 2006 1:14 pm

    Ho un cazzz di temp per legg. Torn prest. Bye

  7. tulipani / Mag 18 2006 9:38 am

    Bello! Io conosco BENE almeno una che donna scriverebbe così del suo Riccardino (Osvaldo, Giulio, Gaetano, chissà). Se solo sapesse farlo.

  8. Climacus / Mag 20 2006 10:03 am

    se stanotte avessi vomitato, ora starei meglio. Tulip, tu mi stuzzichi con l’enigma. Conosco bene una che donna scriverebbe … se solo sapesse farlo. Una che donna mi piace da morire. La prima volta pensi ok, s’è sbagliata. La seconda volta pensi ok, non s’è sbagliata, però la sintassi, beh, la sintassi, insomma, beh…
    La terza volta pensi ok, mi piace da matti. Ma tu scriveresti così del tuo Riccardino? Te lo chiedo perché la prima parte, quella sintetica, mi sembra vicina allo stile di voi donne. Le donne blogger, in generale, hanno più capacità di sintesi degli uomini blogger. Gli uomini blogger, va da sé che ci sono fior di eccezioni, difficilmente sono sintetici, al massimo arrivano alla concisione. Ma la sintesi, ah, la sintesi! La sintesi è fica, ecco perché avrei dovuto vomitare stanotte. Sono in debito di fica. dehehe
    Elena, smettila di prendere tempo e scrivi di Moggi, perdio!
    Andy, la fretta è cattiva consigliera, porta con sé gastriti e impotenze. L’altro giorno mi è venuta in mente quella foto bellissima in cui tu hai un turbante sulla testa e la canotta e leggi il futuro nel fondo della tazza.

  9. Climacus / Mag 20 2006 11:21 am

    questo blog si occupa anche di informazione.

    Estate: ecco il decalogo intimo
    Con l’arrivo dell’estate, del sole del caldo e dell’afa cresce la necessità di essere sempre fresche e protette. Ecco i suggerimenti dei ginecologi ospedalieri.

    saniNews – Nel periodo estivo le donne possono essere più soggette a irritazioni e/o addirittura infezioni intime: sabbia, acqua di mare, costume umido, lunghe camminate in montagna sotto il sole unite al calore e all’umidità possono procurare fastidi e arrossamenti alle parti più delicate del corpo.

    Ecco i consigli dell’Associazione Ostetrici Ginecologi Ospedalieri Italiani (AOGOI):

    1. Usa biancheria di cotone. Con il caldo è bene preferire la biancheria di cotone al 100% di colore bianco, per garantire maggior protezione e freschezza.
    (il colore rosa va bene lo stesso? Oppure il bianco è fondamentale perché suggerisce al partner che la vulva è stata consacrata alla freschezza e profuma di gladioli? La percezione del colore è fondamentale per il suo influsso sulla psiche come è fondamentale la presenza di uno o più osservatori maschi cui propinare l’esplosione di pulizia cui il bianco allude. Una vulva fresca e pulita in sé e per sé, dunque, non ha valore. Se sei sola come un cane, direbbe il ginecologo, lascia pure che acari, funghi e parassiti si impossessino della tua intimità.)

    2. Cambia il costume da bagno. In spiaggia non restare a lungo sulla battigia con il costume bagnato, che può causare un’alterazione delle difese naturali ed esporre a un maggior rischio di irritazioni.
    (se proprio non puoi cambiarlo, portati un fon in spiaggia oppure scegli delle giornate ventilate e restatene a gambe spalancate su di uno scoglio finché non sei bella asciutta. Aerare il locale prima di soggiornarvi, ecco in breve il consiglio del ginecologo.)

    3. Risciaqua con acqua dolce. Dopo ogni bagno di mare, è consigliabile risciacquarsi subito con acqua dolce in modo da evitare irritazioni causate dalla salsedine.
    (ti immagino così, mentre aspetti che nessuno ti guardi, sotto la doccia dello stabilimento balneare, una mano furtiva che scosta il costume mentre l’altra mano, più furtiva ancora, massaggia e sfrega vigorosamente. Hai la pelle d’oca, oh sì.)

    4. Occhio a dove ti siedi. Non sedersi direttamente sulla sabbia è importante per evitare la trasmissione e la crescita di germi nocivi. È bene evitare anche di sedersi sui bordi delle piscine o sulle panche di spogliatoi e assi di toilette.
    (nella sabbia ci sono pericolosi ragnetti. Pelosi anche. E millepiedi, urticanti. Nella sabbia ci sono cocci di bottiglia e sotto la sabbia ossi di seppia. Poi c’è Una Bomber che ti sfregia. Le piscine sono pericolose. Il cloro scolora e toglie vivacità alle belle tonalità di rossi e rosa della tua vulva, e le verruche possono crescere ovunque. Tu già pensavi al piercing e invece adesso ti ritrovi una clitoride enfiata da cauterizzare.)

    5. Assorbenti interni: sì o no?. Sarebbe necessario alternare gli assorbenti esterni agli interni per un adeguato comfort intimo.
    (insomma, togli il tappo, di tanto in tanto. L’espressione ‘comfort intimo’ è meravigliosa. E’ ciò che il maschio esperisce passando dallo slip ai boxer. Una ventata di libertà, la sensazione di essere un tutt’uno con i propri testicoli, l’ipercinesia del pene che ti invoglia a muoverti, a scuotere il bacino, a incedere sculettando, perché il pene stesso rotei come un laccio da cowboy facendoti sognare vasti orizzonti selvaggi.)

    6. Sì, ma cambialo spesso. In estate utilizziamo di più l’assorbente interno perché dà più comfort ed è invisibile. Ricordiamoci di cambiarlo spesso, mai superare le 6-8 ore.
    (la cordicella si vede benissimo. Mi viene in mente un filmato in cui quella che, da lontano, pare la catenella del tampax, si rivela essere la coda di un grosso roditore. Mai superare le 6-8 ore. Ricorda anche di dar da mangiare al grosso roditore e di farlo respirare, di tanto in tanto. )

    7. Non lavarti troppo spesso e usa asciugamani personali. È bene non lavarsi più di 3 volte al giorno, tranne in caso di mestruazioni (lavarsi a ogni cambio di assorbente) o di intensa attività sportiva. Una frequenza maggiore può contribuire ad alterare i naturali meccanismi di difesa. Ricordati anche di utilizzare sempre asciugamani personali per una corretta e sicura igiene intima.
    (a me sudata fa un po’ specie)

    8. Usa detergenti adeguati. Anche se utilizziamo la doccia più spesso, è bene usare il getto della doccia usando sempre il detergente intimo, almeno mattina e sera, e non il bagnoschiuma, che in alcuni casi può essere più aggressivo per le mucose.
    (è bene usare il getto della doccia. Con moderazione però. Potrebbe piacerti troppo.)

    9. Sport: più attenzione all’igiene intima. Spesso in estate si pratica più sport. L’igiene intima deve essere curata con attenzione, preferendo detergenti specifici clinicamente testati, e che garantiscano freschezza.
    (che palle con ‘sta freschezza)

    10. Utilizza detergenti delicati con un pH acido. L’igiene intima femminile è fondamentale e merita particolare attenzione e cura, soprattutto in estate. La pulizia deve essere effettuata con detergenti delicati e ben tollerati dalla mucosa. Il detergente ideale è quello liquido con dosatore perché è più pratico, con un pH leggermente acido e testato clinicamente. Il pH acido è indispensabile per le donne in età fertile, ma un pH più neutro è indicato per quelle in menopausa e post-menopausa.
    (la saliva ha ph acido. La mia, in particolare, è anche testata clinicamente)

    di Alessandro Andreazza
    ultima revisione: ora, per mano di Climacus

  10. Flounder / Mag 20 2006 12:45 pm

    clim, se i ginecologi fossero tutti come te la vita sarebbe più bella

  11. Andylarock / Mag 20 2006 9:42 pm

    Non era un turbante, ma, più semplicemente, i miei boxer.

  12. Climacus / Mag 21 2006 10:06 am

    Non era un turbante ma, più semplicemente, i miei boxer… potrebbe essere l’incipit perfetto, quello che supera la perfezione, se la perfezione può essere superata, del kafkiano “quando Gregor Samsa si risvegliò una mattina da sogni tormentosi si ritrovò nel suo letto trasformato in un gigantesco insetto” oppure del Gogoliano “Nella divisione ministeriale… ma è meglio tacere in quale divisione” (Gogol, il cappotto, I racconti degli Arabeschi) o ancora “Stai per cominciare a leggere il nuovo romanzo Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino.” o ancora quell’ “Exordior” (Apuleio, l’asino d’oro), che sarebbe imbattibile se non fosse che non si tratta propriamente di un incipit, perché anticipato da un sunto (straordinario) del libro, come da prassi: “Adesso ti racconterò, seguendo il modello dei milesi una serie di favole, e con divertente chiacchierio carezzerò le tue benevole orecchie, purché ti degni di posare gli occhi sopra questo papiro egizio, scritto con l’arguzia dello stile nilotico, e non ti stupiscano forme e fortune umane trasformate in altri aspetti che poi, in un rovesciamento di situazioni, ritornano ad essere quelle di prima.”
    Flo’, ti ho mandato un messaggio privato come sempre educato, simpatico e disseminato di captatio benevolentiae discrete, quasi impalpabili. Ah, se tutte le pazienti di ginecologo fossero cumma a te! hahaha
    Cliccate
    qui
    , sporcaccioni.

  13. anonimo / Mag 22 2006 10:14 am

    Dici che hai la saliva col ph acido, e fin qui capisco. Ma che cazzo signfica che è testata clinicamente? Hai leccato la passera della tua ginecologa?

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