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febbraio 10, 2006 / Climacter

Dalla raccolta "La gravità della situazione"

Parabola anticlericale

 Oggi c’è nebbia. La nebbia mi ricorda l’incenso. Fin da bambino, quando fanatico religioso (mica scherzo) facevo il chierichetto, l’incenso mi obnubilava. Al prete, un uomo integerrimo e severo, caddero le ostie. Feci per raccoglierle. Lui si chinò più rapido di me, mi diede uno schiaffo per allontanarmi dal corpus christi e io fui costretto a sniffare sniffai fumo d’incenso per non sentire dolore. Il prete del mio paese, don Romano, era un teologo dissidente e appassionato. Abolì le tracce di paganesimo dai riti della parrocchia. Ridusse la via crucis a un girotondo composto nella piazza: chiuso il primo giro, che durava un minuto perché la piazza è minuscola, si rientrava in chiesa. Era l’unica Fu una delle sue poche rare concessioni che poteva fare all’esteriorità della fede. Fece costruire l’oratorio. C’era un tavolo da ping pong e il calcio balilla o biliardino. Giuro sul mio onore che a biliardino era imbattibile. povero Don Romano. Lui solo contro due di noi. E vinceva.
Una sera, dalla chiesa uscì la befana del paese sudata e tremante. Io passavo in bicicletta. Presto, disse, Don Romano sta male. Andai di corsa a chiamare Licurgo, che dormiva appoggiato al tavolo del bar giunto ormai al novantesimo bianchino. C’era solo lui, chi altri potevo chiamare? Il barista che oltre al bar possedeva un calzificio, stava facendo le calzeera in fabbrica. La sua fabbrica. La moglie del barista, sorda, ascoltava la televisione al massimo volume. Chi altri potevo chiamare? Arrivò un tipo grasso e rosso di capelli di cui si diceva in giro che si era fatto castrare per non partire in guerra. CazzatePuttanatetroiate Balle. Era più giovane di mio padre, che la guerra l’aveva vista passare sopra un aereo inglese, un aereo inglese che a volte sganciava una bomba sui ruderi di una cascina bersagliata mille volte, in altre occasioni mieteva il grano con una raffica di mitragliatore. Nel campo di grano mio padre giocava. Se l’aereo passava, lui si gettava nel fosso. Perciò, quell’uomo alla guerra non aveva un cazzo da dare (neppure un paio di coglioni, se è per questo) non aveva proprio  niente da regalare alla guerra, neppure un paio di balle. Al massimo Forse una culla o una minestra d’acqua e aceto senza sale. Sicuramente la vita. Ma non un paio di bei coglioni maturi.
Corsi in chiesa con la befana, Licurgo ubriaco e il grassone tinto di rosso. Don Romano era disteso vicino all’altare, bianco come un cadavere. E come un cadavere non rispondeva ai nostri appelli strazianti: -Don Romano, sta male? Don Romano, si svegli! Don Romano! Don Romano!-
Un mese dopo, forse due mesi dopo, il prete anticlericale, perché lui che lanciava strali velenosi contro l’istituzione che l’aveva confinato a C., la più balorda delle parrocchie campagnole, era tornato a dire messa. Certo, faticava molto a parlare, perché l’ictus gli aveva addormentato la lingua, ma non aveva perso né la severità né l’orgoglio né la stizza.
E scommetto che Se gli fossero cadute di nuovo le ostie e pietosamente, perché pietà si prova per i malati, avessi osato raccoglierle, lui mi avrebbe certamente tramortito con il calice del vino prima che la profanazione si fosse consumata.
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20 commenti

Lascia un commento
  1. Climacus / Feb 10 2006 9:44 am

    orsù, commentate.

  2. e.l.e.n.a. / Feb 10 2006 9:48 am

    intanto, buongiorno clim!
    vado a far colazione…
    poi torno.

  3. junior / Feb 10 2006 9:53 am

    ma perchè chi fa cadere le ostie non le può raccogliere?

  4. Climacus / Feb 10 2006 9:58 am

    Buongiorno Elena!
    Sono le 10, tu fai colazione alle 10?
    Non sai quanto ti invidio. Io, visto che sono a dieta, ho accorpato colazione e cena. Perciò intingo biscotti nel minestrone valle degli orti. Dà solo buoni frutti.
    Ele, devo inviarti un pvtmsg, ma non so come fare. Mi hai lasciato sine replica. Però quel tuo commentone post orgasmo è stata una delle più belle cose che mi siano accadute in, aspetta eh, (cazzo!) due anni e mezzo di blog. Lo giuro sul mio pisello tagliato e esposto al museo Lombrico-Lombroso. A giugno sono tre anni, se si tiene conto del blog nero. Sono vecchio. Devo leggerti, ho paura. L’ultima volta mi sono rotto un piede cadendo dalle scale :)

  5. Climacus / Feb 10 2006 10:01 am

    Eh jù, bella domanda. Lui le faceva cadere e io non potevo raccoglierle. Forse perché erano consacrate e io avevo le mani sporche. Comunque il don aveva un destro eccezionale.

  6. Flounder / Feb 10 2006 11:19 am

    innanzitutto, grazie del ritorno al candore.
    e questo è un clim nostalgico.
    mi aspettavo un finale dissacrante, una storia di sesso e perpetue, di alcolismo da vino eucaristico, di perversioni in sagrestia.
    ma un dato mi pare certo: quando si nominano le calze (nel senso di calzifici), il tono si addolcisce.

  7. Climacus / Feb 10 2006 12:11 pm

    AAAAAAAARGH

  8. Climacus / Feb 10 2006 12:28 pm

    (diavolo d’una flo’, hai sempre dannatamente ragione. IO ODIO LE CALZE, eppure mi addolcisco. No, aspetta. Ti sbagli. E’ impossibile per uno che vive a C. non nominare le calze. Impossibile. Qui a C., la prima cosa che i bambini imparano a pronunciare è lycra. Poi mamma. C’è gente che di cognome fa Venti Denari.) (adesso inserisco parolacce a caso nel post, così ti rimangi il commento) (davvero mi preferisci candido? Boh, a me la storia di Mike il barista piaceva molto, pur facendomi cagare.)

  9. Flounder / Feb 10 2006 12:31 pm

    (parlavo dello sfondo candido, clim. del template)

  10. Climacus / Feb 10 2006 1:03 pm

    boh, io il template lo vedo marrone :))

  11. Climacus / Feb 10 2006 1:05 pm

    Che è sta storia delle 18 bottiglie di vino più tv=risparmio di 100 euri? Questa è pubblicità ingannevole, brutti cazzi di cane!

  12. Andylarock / Feb 10 2006 3:57 pm

    aHHHHHHHH!!!
    Ricordo un pomeriggio lontano, all’oratorio di C. (allora sapevo già dire lycra nylon e filato) in cui feci la classica mossa del novello alunno di catechismo: RUBARE LE CARAMELLE AL BANCO DEI DOLCIUMI.
    “Ahi Ahi Ahi, mi fa male” – dissi a Suor Nonmiricordoilsuonpome che mi tirava per l’orecchio destro.
    “Sciafff” – fu il rumore dello schiaffo di Don Romano!
    Io non potevo progere l’altra guancia, ancora non avevo studiato Mt5,39 e così mi feci più furbo: la volta dopo imparai a non farmi beccare…

  13. e.l.e.n.a. / Feb 11 2006 3:31 pm

    beh, clim, quella delle dieci è la seconda colazione. la prima alle otto e quindici è solo a base di lattemacchiatotiepidoechiaro.

    ora credo sia tutto a posto, vero?
    per la replica, intendo.

    al museo lombroso lombrico lubrico ci sono stata, ma il “reperto” non c’era perché, in alcune ore del giorno (e della notte, va detto) sparisce. pare che la vulva nello scaffale di fronte gli abbia fatto le labbra dolci. e c’è chi giura di aver sentito ansimare, dietro la porta della soffitta.

    (non aver paura. ti tengo io. come si fa con i bambini quando si tolgono le rotelline alla bicicletta…)

    ciaoebuonfinesettimana, clim…

  14. Ubikindred / Feb 13 2006 4:30 pm

    Beh, ma se dormi con la testa a nord e i piedi a ovest sei messo a compasso! Per essere ridotto a dormire così devi essere in condizione di sognarti veramente qualunque cosa! Il vantaggio è che io i sogni non me li ricordo (e meno male!)

  15. tulipani / Feb 15 2006 9:22 am

    Provo un desiderio irresistibile di venire anch’io a Calzedolo. Ti dovrebbero affidare la campagna di promozione turistica della zona.

  16. saltino / Feb 16 2006 3:15 pm

    Se tocchi sconsacri.

  17. trenoacolori / Feb 17 2006 12:12 am

    a me pareva una bella storia, con spunti per una scrittura vivace… però sembra che in certi punti ci hai fatto dei tagli…
    ho ascoltato le canzoni, davvero ben fatte. parlo della musica, (ultimamente dei testi non me ne frega quasi nulla) e bacco tabacco e venere musicalmente mi piace molto. registrate in studio? certo non come le mie con una scheda sonora che è un cesso.
    ma come si fa a mettere i file audio on line?
    ah ho sentito anche il breve monologo, concetti che mi hanno aperto nuovi orizzonti… ci hai un po’ il tono alla ghezzi (è un’offesa eh)

    michele

  18. OneImaginaryBoy / Feb 17 2006 12:22 am

    con un passato da chierichetto mi ricordo che da piccoli l’odore dell’incenso attirava come l’odore della benzina.

    ci vorrebbero senz’altro più Don Romano dentro le chiese.

  19. junior / Feb 17 2006 11:07 am

    “se tocchi sconsacri”
    ok, prendo atto che alcuni parti di me sono praticamente l’anticristo

  20. Climacus / Feb 20 2006 10:53 am

    Ehi, grazie a tutti per i commenti :)
    Sono d’accordo con te OneImaginaryBoy. Grazie per la visita :)
    Andy, la specialità di Don Romano era il man rovescio sulla nuca, con le nocche che ti facevano saltar fuori i denti di bocca. Mai provato?
    Elena, ti amo.
    Ju, ti amo. Un amore diverso, però. Con te mi ubriacherei (rapporto fine a sé), Elena invece cercherei di farla ubriacare (rapporto finalizzato a).
    Michele, hai ragione. Volevo scrivere qualcosa di buono, poi mi sono inceppato e la storia si è spenta. La qualità delle canzoni, grazie a splinder, è andata persa, però il cd è stato registrato in uno studio medio buono, e il suono è ottimo. Se vuoi ti invio una copia. Grazie :)
    Giusto Saltino, se tocchi sconsacri. E ti arrivano pure dei ceffoni :)

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