Skip to content
novembre 28, 2005 / Climacter

Come una mail andrebbe scritta inviata postata

Come una mail andrebbe.

Buongiorno Marguerite,
C’era una cosa che volevo chiederti da un po’ di tempo: come sta la caviglia slogata? Hai ripreso a fare sport?
Sono appena tornato dal calzificio Moratti-Bignotti. Le condizioni sono proibitive. Nebbia densa come suffumigio e neve ai lati della strada, una mulattiera asfaltata, un tratturo ricoperto più che una strada. Che poi, tratturo ricoperto mi fa pensare a un torroncino al cioccolato (cui non posso pensare per ragioni dietetiche), mentre mulattiera asfaltata potrebbe essere una componente di un dolcificante light.
Ovviamente, al ritorno, ho incrociato Tazio Nuvolari su una classe A che correva e correva alla cieca, tra i vapori impenetrabili, e, nello scansarmi prontamente, oh povera golf invasa di sacchi e calze, ho sentito il crunch della neve pressata dalle gomme e mi son detto -ok, per colpa di quello stronzo d’un Nuvolari finisco nel fosso-, timore che non si è materializzato grazie al mio istinto di sopravvivenza controsterzante e al mio ineffabile culo. Ecco, ineffabile culo è la cosa più letteraria che potessi immaginare oggi.
Ieri ho giocato tutto il giorno a puzzle pirates, il multiplayer con cui mi drogo da 2 anni, e mi sono infuriato con un ufficiale novellino che mi ha invitato a capitanare la sua barchetta, peraltro con equipaggio al completo, nelle sanguinose battaglie contro i temibili brigands virtuali. All’inizio me la sono cavata egregiamente, poi l’addetto ai cannoni mi ha confessato con una faccina triste pressapoco come :( che non c’erano più munizioni, io ho gridato al novellino -ma come, non hai comprato cb’s (cannon balls)?-, il novellino dapprima non mi ha risposto, poi ha replicato che non aveva abbastanza pezzi da otto (poe’s, la moneta piratesca), sicché, terminata una vittoriosa battaglia, con soave pazienza ho annunciato alla ciurma che avremmo fatto ritorno rapidissimamente (full sails) in porto, per equipaggiare la piccola e manovriera (?) nave (to restock the ship with rum and a ton of cb’s); ho invitato il novellino ad arrampicarsi in cima all’albero maestro per fare da vedetta e cercare di evitare gli attacchi dei fanatici brigands con cambi repentini di rotta, e sai cosa ha fatto il novellino? Non solo non mi ha ascoltato, oltraggio di per sé gravissimo e che può essere sanzionato constringendo il marrano to walk the plank, ma ha persino ingaggiato un duello (mounted a chase) con una nave inattaccabile, quelle, per intenderci, che, dalla postazione di vedetta (crow’s nest, nido del corvo) appaiono solcare le onde contrassegnate da un circoletto blu scuro. L’incubo di ogni pirata si è così manifestato orribilmente: el Pollo Diablo, ovverosia la Grande Fregata fantasma, impossibile da colpire, che fluttua senza neppure sfiorare i marosi e passa attraverso gli scogli, stipata da un equipaggio di 100 terribili skellies (skeletons, pirati morti di cui non restano che le ossa e che sono imbattibili spadaccini), ha sostituito la piccola navicella cerchiata di blu, ci ha abbordato, riducendoci prima a un colabrodo (we were full damaged, hit by huge cannonballs, and when a melee breaks between the crews, six little humans had to swordfight against 100 bloodthirsty skeletons: if I confessed ye, Marguerite, that it was a slaughter, would you believe me?) e ci ha portato via tutto il bottino (booty) accumulato nei precedenti scontri, privandoci persino del vitale rum. Ma il porto non era distante, così, mantenendo la soave pazienza, ho ordinato a tutto l’equipaggio di dedicarsi con solerzia a rattoppare la nave (everyone grab, please, the carp. stations) e a drenare l’acqua che, con impressionate foga e repentinità (-bilge, please, mate- intimo alla povera Mikka, provenienza Las Vegas, costernata e confusa perché mai si era imbattuta nel Pollo Diablo, e che ancora, inutilmente, si affacendava alle vele) allagava la stiva, affinché potessimo, una volta fixed the damage, recuperare velocità e, finalmente, approdare. Ma il novellino, e da qui la mia furia, nuovamente ignora i miei ordini, restando inane sulla tolda, e, a un mio nuovo richiamo, replica che ha problemi di connessione (-damned lag,- Filipeke said) e sloggia, o meglio, si slogga.
Come sta la tua caviglia?
Alla fine, siamo arrivati in porto dopo un’altra battaglia (i briggies, infatti, quando fiutano che sei nella merda, ti attaccano come orde di avvoltoi), vinta solamente grazie alla nostre spade e al nostro coraggio di disperati, e ho promesso a Mikka che avrei espulso il novellino Filipeke dal glorioso equipaggio degli Azure Knights, di cui sono proud SO (senior officer). Ora mi loggo e mantengo la parola data. HAHA!
L’altro ieri, leggendo La vita istruzioni per l’uso, ho incontrato una donna che, immagino, ti somigli molto. O meglio, molto somiglia all’immagine che mi son fatto di te, immagino. Vabbè :)) (capitolo LIII; Winckler, 3)
 
Che la tua giornata sia un frizzo, mia Marguerite!
 
 
Annunci

10 commenti

Lascia un commento
  1. Climacus / Nov 28 2005 11:09 am

    Se decidete di giocare gratis (free trial), maledetti greenies, chiedete di Ganimedes. (/tell Ganimedes)

  2. ViperaVenerea / Nov 28 2005 5:29 pm

    Troppo difficile per me.
    Però, perec!

  3. Climacus / Nov 28 2005 6:20 pm

    In biblioteca i libri si affittano o noleggiano? No, se mi dici che si prendono a prestito non vale. E poi puzzlepirates è semplicissimo. Chiedi di Ganimedes, ti farà da trainer. Ciao Viperea :)

  4. Climacus / Nov 28 2005 6:21 pm

    e poi, si impara a parlare un inglese piratesco davvero maraviglioso!

  5. ViperaVenerea / Nov 28 2005 6:56 pm

    1) in biblioteca si prelevano gratuitamente campioncini di letteratura da asporto, che vanno debitamente resi. Ti piace così?
    2) no, dai, i pirati no.
    3) Ciano e cianotico, ahah.
    4) Confesso che perec l’ho iniziato di corsa, continuato col fiatone, sono caduta a poche lunghezze dal traguardo. Quando sarò vecchia e canuta, ossia la settimana prossima, lo finirò. In compenso sto leggendo alla ricerca del tempo perduto da anni. La cosa bella è che ogni volta che mi ci rimetto ho dimenticato tutto, fuorché che c’è uno che si chiama swann.
    5) 191, non 187. Hai ancora due giorni di tempo per rintracciarmi, ma di solito uso uno pseudonimo. Però sono l’unica che dice onusgnur e obastalà al cliente affranto.
    6) tu scrivi sempre troppo raramente, comunque.

  6. Climacus / Nov 28 2005 8:54 pm

    Ecco, l’enel mi ha fottuto un controcommento delizioso perché il ferro da stiro e la lavastoviglie stendono il contatore.
    Riassumo per motivi legati alla cena, come ‘aggiungi un posto a tavola’ (premio per la peggiore freddura dell’anno):

    mio padre crede che ogni volta che vado in biblioteca a prelevare quei cosi lì da asporto, commetta un furto. Infatti, mi chiede quanto ho sborsato per il noleggio e, alla mia risposta cazzuta -guarda che i libri te li danno a gratis -, replica che – al dì de ‘ncò (oggidì) i te dà gniente a gratiss. Ti darè (vedrai) che, ‘ncò o dumà, rìa ‘nvargot (qualcosa) de pagà, e alura iè càtsi (cazzi) tùi, tio pret (zio prete)!-

    Sono anni che leggo Poust senza riuscire a superare pagina trenta della mia edizione scandalosissima (casa editrice fallita, copertina di cartone plastificato con disegno di una donna standard circondata da tenere rose standard come se ne vedono solo su Harmony, pagine che si scollano), e ogni volta ricomincio da zero ricordando vagamente il bambino Proust, la mamma di Proust, il papà severo di Proust e la prozia di Proust, chiedendomi che cosa sia una prozia, maledicendo il traduttore, che non sa un cazzo di sintassi, e ripetendomi -bello però.- senza convinzione. Ogni volta che ricomincio, tra l’altro, ignoro chi sia Swann.

    Il tuo ahah al cospetto di ciano cianotico mi sembra compassionevole. Potevi mettere almeno un punto esclamativo: mi sarei illuso d’averti fatto sbellicare e la mia autostima avrebbe guadagnato un sacco di autostima.

    Quelli del 191, di solito, sono più competenti dei colleghi uno otto sette. Infatti, gli uno otto sette mi rimandano sempre agli uno nove uno che mi dicono di attendere il tecnico, che poi, il tecnico, mi chiama e non sa un cazzo, nonostante abbia spiegato con chiarezza e consequenzialità logica sia agli uno otto sette che agli uno nove uno che genere di intervento mi serva: quello che voglio dire, è che gli uno nove uno non mi rimandano mai agli uno nove sette. Cioè.

    Ho solo due giorni di tempo per rintracciarti. Lo farò senza indugio, basta che nel frattempo non diventi vecchia e canuta. Che poi, a me non interessa l’aspetto esteriore ma ciò che di sostanziale un’anima può offrirmi, offerta che ovviamente si specchia nell’atto stesso del mio donarmi; l’essenza della persona, cui cerco di avvicinarmi con uno streben spirituale che, insomma, non diventare vecchia e canuta.

    Io scrivo troppo raramente? Questo è senza dubbio un bene. Se invece intendi direi che il mio modo di scrivere è raro, questo è senza dubbio un complimento che ascrivo al fascino del mio disagio giovanile più che ad un mio oggettivo talento scrittorio ancora ben lontano dal maturare e… cioè, tu mi capisci. Vorrei scrivere più di rado, però dicono che si debba scrivere solo di ciò che si conosce, e io, di rado, non ho neppure i capelli, che ricoprono anzi buona parte della mia superficie corporea e mi rendono assai impetuoso. Uno che si infiamma facilmente, ecco.
    Ciao Viperea :)

  7. Climacus / Nov 28 2005 9:33 pm

    ‘Ho appena cenato. Il riso era freddo, ormai. Freddo come un cadavere. La mia tristezza non ha limite.’ (tratto da ‘poesie sul disagio giovanile scritte da giovani disagiati alle prese col disincanto’)
    Presa così, la poesia del giovane disagiato fa cagare. Ma ora voglio dimostravi come sia facile renderla una vera opera d’arte:

    Ho appena cenato.

    Il riso era freddo,

    ormai.

    Freddo come un cadavere.

    La mia tristezza non ha limite.

    Visto che roba?

    Volevo dirti, Vipera, che le scarpette rosa sono fantastiche!

  8. Fedelma / Nov 30 2005 4:14 pm

    E’ la meil che ho sempre sognato e la storia della giornata-frizzo è una cosa che definirla geniale è decisamente deprezzante… quanto ti adoro Clim!
    Fed

  9. Flounder / Dic 1 2005 12:20 pm

    di proust lessi solo la biografia, ma era lunga quasi duecentopagine. raccontava anche dei brodini serali, del modo di temperare le matite, dello scatarro nei fazzoletti.

    il resto mi è apparso superfluo.
    ma prima di morire lo farò.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: