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maggio 27, 2005 / Climacter

Poesia d’amore e d’addio

i chiodi sono latori di disagio prettamente giovanile.

così i cocci di bottiglia. L’importante è che siano consolidati surrettiziamente dall’etichetta beck’s. Giovanile. Niente etichetta?

Montaliano e stucchevole.

DE Chirichese.

(il meriggio invoca il de chirichese come idioma d’elezione)

Sai, ho conosciuto un incisore, scultore (pittore), che incontrò de chirico. Tanti anni or sono. e ancora se ne vanta. De chirico osservò un paio di opere (legno, motivi orgiastici) e disse, testuali parole, ‘interessante questo richiamo involontario al lato dionisiaco della mitologia’ e lo scultore incisore (pittore) rispose "cazzo è la mittollogia?". Se conoscessi lo scultore incisore pittore, troveresti questo aneddoto delizioso.

Artefatti latori di disagio prettamente giovanile:

scarpe che abboccano all’amo. La suola, pencolando come una lingua d’affogato, evoca l’imparzialità dell’acqua.

Canestri senza reticella. Non sbuffano sui tiri da tre. Evocano punizioni e castighi, mezzore trascorse negli sgabuzzini, tra i nasi adunchi e le vulve sessantottine delle scope.

Ti amo.  (manichini senza testa, spalle larghe, collo diritto che termina in uno spuntone di mento)

Chiodi rugginosi. Chiunque si incazzerebbe allo scoccare del rugginoso. Oso. L’O chiusa, seguita da s, preceduta da doppia g, è il moscerino che ti si insinua nell’orecchio. Di più: è la goccia d’olio d’oliva che interrompre i fremiti del moscerino.

Leggo e fantastico cazzate. Buchi di culo che s’adoprano al godimento. Buchi di culo che, tramando nel buio amico, elemento connaturato alla loro ispecie, ordiscono intrighi, appianando l’istrada della fama e dell’onore al lord di paese, debosciato come un tramonto su acquaforte. Roba da buco di culo.

Voi che respirate

siate artefici del

vostro respiro: perché pascersi dell’inconsapevolezza allogata nel diaframma? Perché bearsi della peristalsi e dell’operosità miocardica come a volersi redimere dalla glossoplegia dell’insipienza?

Perfomance per disadattati: 

Uno scooter scagliato nel traffico a decongestionare.

Spettatori dell’A-team: adoro i piani ben riusciti. La tivù ci ha reso schiavi del luogo comune: l’immaginazione al potere, cazzoni! (alpha contrae la lambda, che è Carlo. Carlo è l’uomo che Roberta ama. Mi spia. E’ qui.

Turbamenti adolescenziali rinvenuti in natura: Carlo, amante e amato, consustanziato rispetto ad Atrebor. Carlo non sa esprimere frustrazione né gioia: è un buco di culo cucito. Muori, torsolo di mela calcato nella torba! Atrebor: oh cazzo, a mia sorella crescono colonie di plancton negli orecchi.

Già. Incurabile forma di disagio giovanile. Già.

Aumentate il ritmo. Siate prodighi d’ossigeno. Come tisici.

Eventi latori di sconforto:

casualità preventivate come il bottone mezzo scucito che salta, percorrendo per intiero il mezzo metro che vi separa dal piatto.

La colpa è solitamente attribuita agli eccessi della dieta, all’accumolo di sodio, alla sedentarietà, all’impossibilità di scaricare idrocarburi in religioso silenzio, in  sordina, di sfuggita, mentre le cosce sfregano a passo sostenuto e gli stivali sfiatano, aderendo ai polpacci e poi privandosene a malincuore (momento propizio, donne!)

Insetto: stessa etimologia di segmento. Artefatti: nessuno.

Manufatti: bambole trafitte da spilloni. Spille da balia. Atrebor e i suoi pantaloni.  

In natura: teste di cazzo borchiate, tracimanti pirsing financo al pomo d’adamo. Fottetevi. Buchi di culo ignobili, diseducati al godimento.

Vettori di disagio giovanile: patatine fritte in olio pluridecorato, oscar alla carriera

automobili di grossa cilindrata, vetri oscurati, acqua san pellegrino in bottiglia di vetro, tonnellate di ghiaccio nel freezer ecc.

musica velleitaria, tipo funky gregoriano

sexy calendari obsoleti come camionisti ottuagenari

donne alla pecora

uomini alla pecora

grossi anelli, grosse collane d’oro, crocefissi smargiassi, abiti sportivi firmati puma, scarpe che un giorno abboccheranno all’amo del pescatore più stronzo, ti amo

(sebbene, in fondo, tu sia una troia avvezza a spompinare cavalli)

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20 commenti

Lascia un commento
  1. orsarossa / Mag 27 2005 1:20 am

    qui da temi mi aggiro come il trovarobe sul set.
    vedo forme interessanti ad ogni battito di ciglia.e il prossimo ciack.mi si scompone.
    si metta in luce,maestro.
    si tenda come arco alla freccia.
    ora simuli un tracollo.
    uno sgambetto.
    un’orgasmo con la bocca incerottata.
    e ora danzi in tondo come un derviscio e poi si si sieda.si stenda.s’accomodi.si fonda sulla similpelle.
    si porti alle labbra la sua tazza di the.
    (..felice di averti trovato…)
    *O

  2. saltino / Mag 27 2005 1:41 am

    Chi non lo è? L’importante è sentirsi equi ed equini…

  3. tulipani / Mag 27 2005 9:01 am

    Ho fatto un uso molto personale di questo post, scusa.
    E’ nato tutto dalla scarpa pescata. Mi sono ricordata, sai (ma tu non puoi sapere), non una per una, ma la sensazione diffusa che dava lo stile illustrativo anni sessanta dei libri per ragazzi (mi piacerebbe disporre del lessico settoriale per esprimermi propriamente e dare l’idea almeno a te che non sai). (La pubblicità della Girmi non è che te la ricordi, eh?)
    Mi sto chiedendo (ora, perché tra un minuto mi metto al lavoro) quanto la dimensione estetica sia latrice eccetera.

  4. Climacus / Mag 27 2005 9:24 am

    Non so. A me piace la carne di cavallo.

    No, però ricordo un libro di favole a fumetti molto vecchio che mi fa pensare alla scarpa salvata dalle acque. A me l’espressione ‘dimensione estetica’ (sono serio e finalmente sobrio) evoca una serie di immagini mentali che possiedono, come denominatore comune, il concetto di peccato. Non riesco a spiegarmi meglio. D’altronde anche tu sei stata evasiva. Boh, mi ricordo la pubblicità famosa delle pentole. Ciò significa che mi sono assolto. (Tul, resta qui, non lavorare)

  5. Climacus / Mag 27 2005 9:26 am

    Buongiorno Orsarossa. Anch’io sono felice, a volte

  6. saltino / Mag 27 2005 9:30 am

    Anche io la mangio con intricatissima regolarità… bene.

  7. Andylarock / Mag 27 2005 10:41 am

    Ciao vecchio ronzino! :) Pure io mangio carne di cavallo, spesso, e talvolta mi tocco il cavallo ansimando di gioia e roteando le anche, un giorno vidi un cavallo alla pecora, in quei momenti confusi mi dissi: “tse…siamo a cavallo!”

  8. Mind / Mag 27 2005 1:12 pm

    da un po’ che ti leggo e sostengo che sei un genio.
    cià.

  9. anonimo / Mag 27 2005 4:58 pm

    eviva!
    pista

  10. brezzamarina / Mag 27 2005 8:07 pm

    ho come l’impressione di trovarmi a qualcosa di esoterico..ma mi affascina questo post.

  11. brezzamarina / Mag 28 2005 3:39 pm

    mi era rimasto impigliato addosso un “di fronte”..ecco, lo rimetto qui.

  12. ViperaVenerea / Mag 30 2005 11:44 am

    L’hai finito, Perec? Io non ci sono mica riuscita…dopo un po’ manca il fiato, in quel libro. Ma forse è solo un problema mio, che non capisco la matematica.
    Ciau :)

  13. Climacus / Mag 31 2005 12:13 pm

    Hey Andy, in bocca al cavallo con le tue poesie! Ho ricevuto la mail che diceva: il poeta Andy è stato promosso. Molto bene, nonostante il mio tentativo bastardo di boiccotarti assegnandoti un 4 + (non è vero, però, da vero bastardo, ci avevo pensato :))

    Eh Mind, sapessi quante persone di mia conoscenza sarebbero disposte a sostenere che sono un genio. Il fatto che tu sia il primo è solo un caso. Grazie :)

    Pistina, perla della brianza! Va a laura’ :))

    Brezza, perché questo post sia esoterico, voi tutti dovreste diventare miei adepti. La carne di cavallo potrebbe essere un buon punto di partenza :) (grazie! :)

    Vipera, ben tornata :) La lettura di Perec procede al rilento: per ora avrò fatto passare sì e no una decina di stanze. Ecco, dentro di me sentivo che la faccenda dei puzzle sarebbe sfociata in un qualcosa di matematico, però speravo che fosse soltanto una pippa legata a terribili ricordi liceali. Comunque grazie per la ‘dritta’: avviserò il prof. di matematica che mi ha dato ripetizioni per 5 anni dicendogli di tenersi pronto. Sarà felicissimo di vedermi. Ciao :)

  14. fuoridaidenti / Mag 31 2005 12:18 pm

    e tra una stanza e l’altra fatti vivo, che è un piacere

  15. junior / Mag 31 2005 11:10 pm

    ohibò, clim, invece è almeno il secondo.

  16. tulipani / Giu 1 2005 9:05 am

    climmino, climmino, climmino! Ho finito la Montagna Incantata! Vorrei scriverne qualcosa prima che la turbolenza interiore si assesti. *sequestro* e *linea d’ombra* sono le parole che mi devi ricordare se io me le perdo.

  17. Climacus / Giu 1 2005 10:12 am

    Le ho scritte sul calendario e, per sicurezza, le scriverò su un bigliettino che custodirò nel portafogli. Posso assicurarti che nella mia breve esistenza (come tu sai, ho appena raggiunto la maggiore età), ho smarrito zaini, vestiti, miriadi di accendini, libri, fotografie, videocassette hard e non hard, blog, automobile e parcheggio (poi ritrovati), città (in viaggio per Siena, non ci sono mai arrivato), treni, abbonamenti fs, una sciarpa firmata di mio padre, ombrelli, una miriade di monetine sul divano del dott. O., amici, carrelli della spesa, chewingum che stavo masticando e a un certo punto sparivano, 7 o 8 giga di cacca informatica, la tessera della videoteca, un microfono shure, un basso elettrico (lo so, sembra incredibile, eppure l’ho perso davvero), un rack multieffetti per chitarra (in effetti l’ho lasciato a casa di un amico ma, avendo perso l’amico, ne consegue quel che ne consegue), Mk la contadina (ora ritrovata grazie a un suo pvt msg), il codice per acquistare la partita del milan su rosso alice, cinque campionati mondiali di calcio, quattro coppe dei campioni, un paio di occhiali, un paio di lenti quando la montatura degli occhiali si è aperta in due, un cartello di divieto di sosta che ero riuscito a fregare per strada, una intera collezione di fumetti erotici (mia madre nega d’averla accidentalmente bruciata, sicché la annovero tra gli oggetti scomparsi), una cazzuola (non c’è alcuna spiegazione: avevo appena terminato di stendere la malta speciale per sistemare una piastrella e la cazzuola non c’era più), un anello d’oro, tutte le catenine che mi hanno regalato per la cresima, il poster di Marco Van Basten, l’unico albo panini che ero riuscito a completare, ma non ho mai smarrito il portafogli. Mai.

  18. saltino / Giu 1 2005 11:00 am

    Tu così stai sfidando il destino Clim… mai dire mai. Meglio un cattolicissimo astensionismo da certi argomenti “pericolosi”.

  19. Climacus / Giu 1 2005 11:57 am

    Saltino, il dubbio è venuto anche a me dopo aver scritto il commento: non mi starò portando sfiga da solo?
    Ma ormai ho lanciato il guanto: cancellare il commento servirebbe solo a rimpinguare la lista delle cose smarrite. Affronterò il destino da vero uomo: sfido qualsiasi donna a toccarsi le palle!

  20. saltino / Giu 1 2005 12:13 pm

    Sfida da non lanciare in presenza della Bindi, obviously!

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