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aprile 29, 2005 / Climacter

Come viene viene

Ben intruppate tra le moltissime cose che mi sforzo di capire e che mi tinteggiano di ignoranza perché mai le capirò, ci sono i gradi di una qualsivoglia gerarchia. Ciò non vuol dire che io sia contrario o insofferente alle strutture fortemente gerarchiche. No. Io non ricordo i nomi di quelli che stanno in alto come di quelli che stanno in basso, salvo qualche paletto, mica sono deficiente, che si è piantato da solo nel bel mezzo dei miei vuoti. Mi riferisco soprattutto alle scale di valore e importanza e potere in ambito militare. Per me i gradi cardinali sono 4, proprio come i punti cardinali, altrimenti non li avrei chiamati cardinali. Soldato semplice, tenente, generale, sergente. Per me il sergente occupa il livello più alto. Certo, il generale starebbe molto più in alto. Però, visto che non so chi è più importante tra tenente e sergente, per non far casino ho messo il sergente al primo posto, se non altro perché risulti chiaro che ho le idee chiare sulla subalternità del tenente rispetto al generale. Oddìo, il ragionamento un po’ mi sfugge, ma quello che volevo dire è più importante di quello che ho già detto, e cioè che esiste una gerarchia anche nei pensieri, soprattutto quando si fanno comparazioni oppure quando si ragiona e allora è chiaro che il superlativo assoluto sta un gradino sopra tutto il resto. Sicché mi verrebbe da dire che dio non può essere buono, bensì buonissimo. Però sto confondendo le acque. E allora, scendo di qualche gradino e riparto col discorso: il sergente è il più valoroso e grande di tutti perché nelle battaglie è lui che ci rimette. Ha un mucchio di responsabilità che uno manco sa farsene un’idea se non ci fossi io a chiarire ‘ste cose. Prendete i soldati semplici, che oserei definire reclute se un po’ non mi venisse da ridere perché a scuola c’era nonnismo e bullismo e noi di prima venivamo chiamati reclute dai bulli di terza come Morgan, che era il più cattivo di tutti e dava gli ordini: mettetelo sulla cattedra, tenetegli ferme le gambe;  poi tutti aspettavano un suo cenno per scaldarti il culo di schiaffi, manrovesci e pugni perfino. Morgan subentrava alla fine, quando non riuscivi più a scalciare per il gran male di culo, prendeva il dizionario di latino e picchiava così forte che non era raro vedere delle pagine scollarsi e volare per la classe. I suoi servitori se ne stavano in cerchio a godersi la strage di pagine. Che poi stavi così male che ti venivano i lacrimoni a sorbirti due ore di latino seduto sulle braci. Prendete le matricole Smith, Johnson e Cooper. I nomi me li sono inventati che stavo sotto la doccia e mi assicuravo che dopo la risciacquatura le ascelle non puzzassero ancora, una seccatura che spesso mi agguanta dopo che mi sono asciugato e magari sto infilando le chiappe e quel che sta lì davanti nei boxer. Allora mi piego per tirarmi su i boxer e sento che c’è un cattivo odore che aleggia intorno alle ascelle. Eppure le ho lavate bene. Comunque Smith johnson e Cooper partono in missione con altri soldati semplici che però si salveranno. A rimetterci chi una gamba chi un braccio chi un occhio saranno questi tre, che poi sarà inutile portarli all’ospedale da campo, perché avranno perso troppo sangue e ci sarà semplicemente da constatarne il decesso e preparare delle bare da mettere sull’aereo imbacuccate nelle bandiere. Per il soldato semplice Turner, queste inutili morti saranno un tragedia evitabile. Turner, che è uno che non ha peli sulla lingua, dirà infatti che Smith Johnson e l’altro, il nome l’ho dimenticato, non sarebbero caduti in azione se il Sergente Rumsfile avesse fatto questo invece di quest’altro. Bella fatica, Turner. Son buoni tutti a criticare quando le decisioni le prendono gli altri. Non ho ragione? Adesso pigliate Rumsfile. La notte non dorme. Se dorme ci sono gli incubi e si sveglia che gli tremano le mani. Smith e gli altri due lui se li ricorda benissimo: tu tu e tu, restate sdraiati. Quando vi do l’ordine, correte come se aveste un bazooka piantato nel culo. Bene, Smith. Bel colpo. Vai a aiutare quei due, cazzo. Cazzo. Cazzo, Smith, via di lì. E voi, figli di puta, coprite il culo a quei tre stronzi. Smith. No, no, no. Maledetti bastardi. Presto, ritirata. Vado a prenderli io. Oh, cazzo, resisti Smith. Resisti. Il medico. Tu, dammi una mano a tamponare. Dài, Smith, siamo fuori da quel gran bordello. Dài, c’è il dottore, stringi i denti. No. Non agitarti. Porca troia, lo so che fa male. Figli di puttana. Mi sentite? Bastardi figli di puttana.
Allora mi viene in mente la visita per il servizio militare, quando fatta tutta la trafila di esami, si stava belli ordinati come buoi di fronte a una commissione e si aspettava che uno vestito da militare, un soldato semplice, ti chiamasse per nome. Climaco Giovanni. C’era una pedana nel centro del salone, posta davanti a quelli della commissione e ai loro culi freschi e rilassati adagiati su seggiole poco spartane. Salivi, con le palle ghiacciate perché mezzo nudo in novembre -e il riscaldamento non serviva perché si trattava di dimostrarsi forti-; salivi sulla pedana e c’erano sti stronzi che li avresti mandati tutti a fare in culo, se non fosse stato per il sergente, che in mezzo a quella merda era distinto, posato, educato perfino. Un uomo gentile e forte. Un sergente con tutte le bandierine e stelline appuntate alla casacca. Ecco. Lui dava un’occhiata a te e poi alla cartella dove stavano scritti tutti i risultati degli esami, sebbene guardare la cartella non gli servisse poi molto perché di te sapeva già tutto. Oddìo, magari non sapeva che c’era sangue nelle tue urine. E infatti, sbirciata la cartella, mi dice che c’è sangue nelle mie urine e a me, se possibile, si stringe ancor più il buco del culo. Può essere una sciocchezza, mi dice, oppure qualcosa di più serio. Fai altri accertamenti appena possibile. Ad ogni modo sei idoneo. Giovanni. Puoi andare. Mi raccomando, fai gli accertamenti.
Mi viene in mente allora quello che sarebbe salito sulla pedana dopo di me, che aveva pisciato della roba che sembrava guiness, mentre la mia urina era talmente chiara e pulita che me la sarei bevuta.
Ma veda anche lei di andare affanculo, signor sergente.

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25 commenti

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  1. fuoridaidenti / Apr 29 2005 4:11 pm

    eravamo un branco di pecoroni brufolosi e pedicellosi e non era un sergente, ma un tenente. a me chiese di tirarlo su, pensai scherzasse, con quel freddo era ridotto a una larva striminzita. dette un’occhiata di sotto, può andare e mi andò bene. qualcuno dopo di me dovette voltarsi invece. Fuoridaidenti

  2. Climacus / Apr 29 2005 5:43 pm

    Ehi Calma, è più alto di grado il tenente o il sergente?

  3. Seymandi / Apr 29 2005 6:46 pm

    Un rebus! Fortunato io, che ho potuto evitare l’esperienza militare così come anche la visita ecc. Ho potuto evitare visita, esperienza, ed eventuali obiezioni. Ho potuto evitare tutto ciò che concerne l’ambito coattivamente militare. Anzi, mi hanno obbligato. Mi hanno obbligato a poter evitare tutta la “sequenza” militare, comprese eventuali obiezioni, visite, ecc.

    Ti ho lasciato un commento anche sotto. Non leggerlo. Non leggere nemmeno questo. Però, fammi capire che ci sei. Sputa. Oppure gira lo schermo, mandami tre particelle di stantuffo.

  4. farolit / Apr 29 2005 6:56 pm

    minchia signor tenente!

  5. Flounder / Apr 29 2005 7:21 pm

    climacus, sei strepitoso.
    ora mi prenderò un po’ di spazio e ti fornirò informazioni di primaria importanza.
    l’anno scorso, di questi tempi, mi spediscono a roma per un corso di una settimana.
    temi: 1) l’arte di parlare in pubblico (ahaha), 2) come scrivere un comunicato stampa o unaqualsiasicazzodicosa accattivante (ahahaha al cubo) 3) il cerimoniale di stato.
    e lì vengo a conoscenza dell’esistenza di un uomo che si chiama ficorilli e che di professione fa il capo del cerimoniale e presiede a che il protocollo di stato venga rispettato rigorosamente.
    e lì ho appreso che solo i cafoni dicono colazione di lavoro , che un cardinale è equiparato a un principe in un funerale di stato, che i cortei nuziali delle personalità hanno regole precissime.
    seguivano esercizi tipo quelli della patente, con quegli incroci dove passa un tram, un’ambulanza, c’è un cantiere aperto, un attraversamento scolastico e la scorta di un magistrato.
    tutte cose grazie alle quali la mia vita fino a un anno fa mi appare insignificante e disordinata.
    se vuoi posso passarti gli appunti.
    o invitarti a cena insieme all’imperatore del giappone, a tettamanzi e al capo di stato maggiore tedesco e farti vedere dal vivo cosa ho imparato

  6. e.l.e.n.a. / Apr 29 2005 8:21 pm

    clim, per adesso, ti stampo.

  7. Climacus / Apr 29 2005 10:51 pm

    Ehi Seymandi, sono qui. Tra poco sarò là, anche se il mio posto preferito è costì. Ho letto il tuo commento a Rebus. Secondo me Virgilio Smocaffi Mediocre, nonostante il nome, è un ottimo scrittore che ha il vizio di portare le rose nei posti sbagliati, come le officine e gli studi dei commercialisti. Ha un’ottima padronanza dell’alfabeto. Grazie!

    Farolit, anche a me è venuto in mente quello che cantava quella canzone che poi si è messo a scrivere romanzi, come si chiama?

    Flo’, grazie! Un giorno mi spiegherai come fai ad essere pressoché onniscente :)

    Elena, ho assunto un investigatore privato per scoprire chi è lo stronzo cui hai dedicato una parte del tuo ultimo post. (mi stampi davvero? E’ bellissimo! Grazie, mia gioia :)

  8. tulipani / Apr 30 2005 8:24 am

    Mi hai fatto venire in mente che io non mi ricordo mai la differenza tra superlativo relativo e superlativo assoluto. Mi ricordo solo che da qualche parte c’è un’incongruenza che ogni volta mi irrita e mi fa dire che è illogico, e per questa ragione ogni volta so che me ne dimenticherò presto e che non saprò ricostruirla.

    Mi stai diventando un narratore professionale, ti rendi conto? Sta tutto in piedi, lo leggi come se fosse su un libro stampato, non fa una grinza (però, io al sergente non gli avrei fatto dire figli di puta ma proprio figli di puttana). Succede sempre più spesso e temo che questa evoluzione possa essere irreversibile.

  9. Flounder / Apr 30 2005 9:51 am

    non sono onnisciente, climacus.
    ho microconoscenze strategicamente ripartite.
    e nel tempo libero pratico il culto del dio google.

  10. binariozeta / Apr 30 2005 9:52 am

    o che visita militare è? soprattutto, che sergente è, con le stellette e i nastrini?
    io avevo un carabiniere a dirigere il traffico per l’esame delle urine. si stava in fila col bicchierino di plastica in mano e lui ci sorvegliava (“tienilo bbene, quel bicchierino, sennò ti faccio pisciare nelle mani, capito, ah?!”)
    tu dovevi entrare in bagno e orinare, se non avevi voglia era lo stesso, dovevi strizzarti la vescica, qualunque cosa…
    poi i risultati passavano a una commissione formata da medici militari seduti alle scrivanie. ti spogliavi e passavi davanti a loro che ti auscultavano il cuore e ti tastavano la pancia i genitali ecc.
    non ti dicevano i risultati delle urine, era tutto riservato.
    comunque per la cronaca la gerarchia è: soldato semplice, caporale, caporal maggiore, sergente, sergente maggiore, tenente ecc.

  11. binariozeta / Apr 30 2005 9:55 am

    ah, riguardo al racconto, l’ho trovato da una parte accattivante, d’altra parte un po’ confuso, forse per i periodi lunghi. il finale m’ha fatto ridere.

  12. Climacus / Apr 30 2005 9:58 am

    Flo’, non spiegarmi come fai ad essere onniscente. Spiegami piuttosto come fai ad essere pressoché onnisciente.

    Tulip! Mentre andavo dal dottor O. mi chiedevo se buonissimo poteva essere considerato degno di dio, che è assoluto e sta sopra ogni cosa. Allora ho realizzato che c’è davvero un’ incongruenza, perché il superlativo relativo ‘il più buono, il migliore’ sembrerebbe trovarsi su un gradino più alto rispetto al buonissimo. Poi, immettendomi in una rotatoria senza dare la precedenza, ho posto il mio ragionamento superlativo su di un livello superiore e mi sono interrogato
    a) sul significato di assoluto
    b) sulla trascendenza divina.
    Tra le poche cose che ricordo delle lezioni di sociologia delle religioni, c’era un’interessante definizione di assoluto che il docente Prandi ci donò insieme a un’alzata di sopracciglio, come a dire “questo non c’entra un cazzo con il corso, ma ficcatevelo bene in testa perché, in tanto in quanto studenti di filosofia, potrebbe tornarvi utile”: assoluto significa a (legibus) solutus (il corsivo era nella voce di Prandi), sciolto da ogni legge.
    Immagino che tale definizione fosse presa da una formula dogmatica di un padre della chiesa, facciamo Tertulliano, altrimenti non si capirebbe il perché di ‘legibus’. Dio non è vincolato ad alcuna autorità, è sciolto da tutto, e questa è in fondo una discreta approsimazione di trascendenza: dio non è in rapporto vincolante con nulla. Questa è una seconda caratterizzazione della trascendenza che si può ricondurre finalmente al superlativo.
    Il superlativo relativo nasce dalla comparazione di due o più termini, dei quali si dice che uno sta qualitativamente o quantitativamente sopra o sotto (il peggiore) gli altri. Il termine nobilitato o sputtanato dal superlativo relativo, è (come dice la parola stessa), intrinsecamente correlato ad altri termini di paragone. Ciò implica che non è a-solutus e che, dipendendo dalla catena di comparazioni di cui è anello portante, sia che si trovi a una estremità oppure all’altra, non può neppure trascendere. Ecco perché il superlativo assoluto, libero da relazioni, meglio si attaglia al dio trascendente. Ciò non toglie l’incongruenza per cui il sup relativo sembrerebbe indicare un grado di valore superiore rispetto all’assoluto, come nell’esempio: ‘tutti i blogger che conosco sono bravissimi, ma tulip è (tra i bravissimi) la migliore’. Ragionando in termini di teologia-pane-e-salame, è assurdo che dell’entità superna si debba pensare un grado che ne salvi la trascendenza contaminandone tuttavia l’eccellenza.
    Fornire attributi a dio è molto rischioso, come ha già dimostrato Feuerbach. Tacere di dio, facendone un quid privo di predicati, è ancora più rischioso, poiché un quid senza predicati (come già ebbe a dire Feuerbach) è un nulla di fatto e scardina un fondamento teologico quale il personalismo divino. Vabbò.

    Cazzarola, sulla mia evoluzione, tulip, non so che dire. Sono tra tutti gli imbarazzati il più imbarazzato. Insomma, riconosco che in due anni di blog sono migliorato, ma da qui a dire che sto diventando un narratore professionale c’è di mezzo uno stipendio e fors’anche la siae. E poi devo confessarti che mi sentirò bravino solo quando riuscirò a scrivere un giallo di quelli ben fatti oppure la sceneggiatura di un episodio di C.S.I. o di Criminal Intenct (adoro i telefilm). Ciao mia supertrascendenza :)

  13. Flounder / Apr 30 2005 10:16 am

    clim, dopo la tua dissertazione penso di amarti.
    in modo pressoché onnisciente.
    anche un po’ onnivoro.

  14. Climacus / Apr 30 2005 10:20 am

    Ops, mentre io impiegavo 6 ore per scrivere la storiella dei superlativi, Flo’ e Binario si sono affacciati alla finestra. Ciao Ragazzi! Tutto bene?
    Cazzo, finalmente so che il tenente è più fico del sergente. Mi dispiace però. Ehi, Miche’, quello poteva pure essere un generale, te l’ho detto che per me il sergente è il top :)
    Racconto confuso, dici? L’ho scritto proprio di getto e in effetti c’è qualche periodo che mi sembra davvero troppo lungo. Uno in particolare, rileggendo ieri sera, mi sembrava molto claudicante. Nei prossimi giorni vedo se riesco a riparare. Comunque la passerella davanti al super-sergente ce l’hanno fatta fare solo alla fine, quando ti dicevano se eri idoneo alla naia, se eri rivedibile, o se la naia non faceva per te e potevi esultare. La pisciata l’avevamo fatta il giorno prima. Cazzo, non dimenticherò mai la birra scura del mio compare. Grazie!

    Flo’, quello che invidio della tua sapienza è il fatto che nasce da esperienze dirette, fatte sul campo. E’ anche per questo che ogni giorno hai storie nuove da raccontare, esperite concretamente. Io sono malato di non-concretezza. Però ora ho capito che cos’è l’outing :)

  15. Climacus / Apr 30 2005 10:25 am

    Era ora, flounderessa! Io sono innamorato di te dall’epoca del racconto sulle creme di bellezza disposte sulla vasca da bagno e del suicidio che per me non stava in piedi!

  16. Flounder / Apr 30 2005 10:31 am

    le esperienze sul campo non sono necessariamente diverse da ciò che avviene nella testa. a volte mi capita di essere talmente presa dall’osservazione che vivo le vicende come fatti narrativi.
    la logica sarebbe di viverle emotivamente e in un secondo momento bloccarle in un’immagine. invece spesso mi capita il contrario: le fotografo e solo dopo recupero l’emozione connessa.
    ma non è un rapporto sano, è una specie di omicidio volontario. e me ne dispiace molto
    (azz e che outing!)

  17. Climacus / Apr 30 2005 10:48 am

    MMM, non dirmi che quando fai sezzo (i miei freni inibitori mi impediscono ormai da 5 o 6 anni di scrivere s.e.s.s.o come andrebbe scritto), prima fotografi e poi, due o tre giorni dopo, recuperi l’emotività connessa all’esperienza… Saresti la donna dall’orgasmo più ritardato dell’universo! (okkei, sapevi benissimo che il discorso sarebbe finito sul sasso)

  18. Climacus / Apr 30 2005 10:51 am

    Però, se è vero quel che dici, tu possiedi la forma mentis della vera scrittrice oppure della filosofa alla Kierkegaard.

  19. Doug / Apr 30 2005 10:52 am

    Quando hai iniziato a delirare su jhonson Cooper Smith e Turner ho sperato e desiderato che tu proseguissi per quel delirio senza più rientrare, esplodendo in un festival di perentesi che si aprono e non si chiudono più. Mi sono divertito.

  20. Climacus / Apr 30 2005 12:01 pm

    Porca puttana, Doug, sarebbe piaciuto da morire anche a me! Mentre stavo sotto la doccia, ho rivisto mentalmente tutto Apocalipse Now e per il sergente Rumsfile già sognavo la pazzia e una fuga all’interno del buco del culo dell’uomo come per il *sergente* Marlon Brando. Tra l’altro, quei dieci o venti o cinque minuti di Brando credo siano stati i più intensi della storia del cinema. Roba da brividi. Mi aveva ipnotizzato. Nessun attore è mai riuscito a ficcare i suoi occhi nei miei tanto da farmi temere che, se avessi dato le spalle al televisore, Brando me l’avrebbe piantato nel culo insieme a mezzo etto di burro. Burro di arachidi. Come cazzo fanno a spalmare quella roba sul pane? A me le arachidi fanno venire in mente certi stronzi di cane che, lo so, fa venire il vomito parlarne, ad una ispezione superficiale sono ricoperti da una crosticina di roba croccante che se hai la sventura di pestare, poi ti resta piantata nelle suole come ghiaia. Una notte di due estati fa, c’era una tale afa che decisi di andare a dormire in taverna. Un posto fresco ma così umido che il giorno dopo ti alzi con tutte le ossa anchilosate che sembri una vecchia con una sporta da dieci chili in una mano e un pallone da basket sottobraccio. Mentre cammino a piedi nudi sento un rumore secco, sollevo il piede e mi accorgo che ho una cimice appiattita nel mezzo di un alone di merda verdognola attaccata al calcagno. La zaffata è così intensa che mi pare di nuotare tuttora in una vasca di letame. Cristo, ho passato due ore con il piede nel bidè, a lavarmi con del sapone di Marsiglia duro, grosso e pesante come un mattone. Finita l’abluzione, il piede puzzava come prima. Anche le mani puzzavano. Persino il sapone puzzava.

  21. debitiecoccole / Apr 30 2005 2:28 pm

    il guaio è che già lo so che stanotte sognerò gli incubi del sergente rumsfile. debbo prendere provvedimenti per arrivare a stanotte talmente stracca da non poter alzare un mignolo d’incubo.

  22. Flounder / Apr 30 2005 3:32 pm

    Saresti la donna dall’orgasmo più ritardato dell’universo!

    ebbene sì, clim, è così.
    il famoso orgasmo in differita. poi rivedo il fallo alla moviola e decido se far scattare le squalifiche.

  23. Climacus / Apr 30 2005 6:06 pm

    Debbie (sto ululando)! Grazie della visitaaaa! Sai una cosa? La stanchezza, almendo secondo Climaco, non scongiura gli incubi. L’ho scoperto giovedì notte. Tutto il giorno a lavorare come una bestia e poi, alle dieci di sera, già russavo più forte di un ubriaco di centocinquanta chili, tifoso del Manchester, iperteso, setto nasale sfracellato da bambino. Insomma, vedevo nel sogno una bella coppa di gelato con un cucchiaino piantato nel centro di una sfera perfetta di vaniglia con isole felici di cacao che girava lentamente su se stessa, e una voce fuori campo, fai pure Piero Angela, che spiegava in che modo distinguere (senza dover assaggiare) il cacao dalla cacca. Sì, perché alcune isole felici erano di cacao, altre di cacca. Finiva naturalmente che mangiavo merda. Tra l’altro pure cacao e vaniglia mi fanno schifo. Mica balle, l’ho raccontato al dottor O.

    Se se se, Flo’. Un cartellino giallo per simulazione non te lo leva nessuno.

  24. Andylarock / Apr 30 2005 9:21 pm

    () ()
    …/\…
    ___

  25. junior / Mag 2 2005 3:24 pm

    allora, il tenente è il più importante perchè è quello che tiene, il generale non conta un cazzo perchè non ha un’importanza particolare ma così, solo generale. il sergente non ho mai capito a che serva, perchè sèrgere è un’azione che non capisco, ma che secondo me è riconducibile a un detergente o a un deterrente.
    però io i tre giorni l’ho fatti due volte (veramente, me l’hanno fatti rifare. cazzo pure ai tre giorni m’hanno bocciato) e ho fatto il servizio civile quindi posso non sapere

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