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marzo 29, 2005 / Climacter

UN DRAMMA DEL CAZZO (nuova versione, completamente riscritta)

Climaco e Anticlimaco sorseggiano un caffè nel soggiorno della villetta di quest’ultimo, arredata in stile Max Ernst. Anticlimaco strimpella una chitarra di Braque. Climaco è pallido e si passa continuamente una mano sulla fronte incandescente.
 
C: -Deggio revelarti un secreto che tu terrai per te. Sei pronto ad auscultare?
A: -Lestissimo!
C: -Prometti che sarai custode acqua in bocca taciturnito?
A: -Zitto e mosca!
C: -Neppure la signora colendissima tua dovrà sapere quel che t’isvelo ora e quivi.
A: -Neppure!
C: -Bene. Che si proceda, adunque.
 
Climaco si cala i pantaloni. La chitarra di Braque chioccia un accordo di La settima nona poi bercia una quinta aumentata. D’ora in avanti, per tutto l’atto primo, un chitarrista, seduto in disparte su uno scranno ma ben visibile, suonerà ad libitum le Variazioni sul Tema della Follia di Spagna di Mauro Giuliani.
 
A: -Oh my Godde! Non est passibile de dimostrazione ciò che me mostri. I miei occhi se ribellano: osserva. Vedi com’essi sbalengano?
C: -Riderei a tanto sfruscicolìo di palpebre e pupille se ‘l riso mio non me sgamasse de dietro per significarme "ohibò, quale animalo si è così scalcinato da sganassarsi del malo suo? Tiè! Che te vegna un singhiozzo al culo, cialtrone!"
A: -Minchia che fetore!
C: -Turati le froge!
A: -Ci ho il freddore. Ma codesto lezzo carcassoso mi divarica i sensi tutti.
C: -Como te capisco. Prevarica i miei pure…
A: -Ma dimmi, se non ti affanna il dire: quale immondo sortilegume te ridusse il casso a un suffumigio de putriditia? Che è che te strozza il bestio sì como a impiccato il gozzo, però che ‘l sangue non irrobora…
C: -Irrora? Corrobora?
A: -Azzittiscite! Che è ch’et cetera ceterisque, però che il sangue non vermiglia né più ne la capocchia?
C: -Ah, se solo ‘l sospettassi, non crederesti che ‘l cerusico avria edotto?
A: -Spiegate: qual si fu la diagnosi del cerusico?
C: -"Cancarena. Ignoramus causam, agnoscamus remedium. Hic haec hoc: non potendo salvare la parte, si è statuito de sacrificare al tutto la parte, affinché ‘l tutto, senza la parte, se conservi per lo meno in parte. "
A: -Vale a dicere?
C: -O se espunge o se defunge.
A: -Tagliare ‘l casso? Ma… Ma… Es una muy grande bastardata, per la cotenna de Belzebobo! Grande, immensa iniquitate!
C: -Concordo.
A: -Puoto tastare?
C: -Prego?
A: -Gratia.
 
Anticlimaco tocca la zona ammorbata.
 
C: -Prego gli era una dimanda, como a dire ‘repetita giovano’, non ‘prego s’accomoda, me piase quando che me lo tocano!’
A: -Chiedo sorry. Ma la tentazione de l’incognito me guidò la mano como un Ulisse che plebìscita li barcaroli compari sua: ‘Fatti no foste…
C: -Ok, no veggio la bisogna de giustificarse posteriormente.
A: -A-ehm, meo signore, habemus le sgraffe appiccicatonzole…
C: -Va’, vatti a lavare, che ‘l cerusico non seppe pronunziarsi su la contaminosità del morbo. Sii lesto.
A: -Lestissimo!
C: -Posso revestirme o v’è qualche altra curiosità che te baluccica in groppa?
A: -Me reputo soddisfacto quanto basta: il sapore lo serberò tra i soporosi desii del cassettone.
C: -Sa di piscem di cloaca, se proprio vuoi esser conto.
 
Anticlimaco corre a forbirsi le mani. Climaco si aggiusta i pantaloni e claudica girando in tondo la stanza.
 
C (tra sé e colà): -Misuro el soggiorno a passi tardi e lenti… Un piede devanti a l’altro io marcio e ‘ntanto marciscemi ‘l batacchio. Ma ‘l dolor che me costrigne l’augello in un serraglio troppo stretto è poca cosa, pochissima cosa a cospetto de la colpa che me macera dal di dentro le ossa. Qual fia ristoro confessar l’inaudito travaglio a chi accostò l’origlio ammoroso al primogenito esizial effetto che la mia esecrabil condotta accudì in fasce poscia che ‘l misfatto di già s’era compiuto di sotto ‘l naso del confessore? Ah, mai potrò saperlo, imperocché il senso de le mie stesse parole m’è oscuro.
 
Entra Anticlimaco
 
A: -A giudicar dal tuo aggrondato sembiante, una silloge de pensamenti ti sberlotta in grembo. V’è qualcossa ch’i’ non sospetto che suggerir sapresti se sol non fosse che di seguirti scelsi sì d’appresso che, come scorgi, solidale sòppico io anco?
C: -Nulla che io possa dichiarare sine imbarasso. E smetti di zoppicare, che ‘l casso tuo non t’impedisce l’inceder retto.
A (continuando a claudicare e girare in tondo dietro Climaco): -frena, cagnolino, frena! Sembra che tu abbia in animo di sannarti  ‘l codazzo.
Sollazziamoce insieme come ai bei tempi che fuoro (rammenti?), allor che giovinezza ce attissava le bragie ai sederi, imperoché (rimembri)?, con beffe maiale e scherzacci putàni, fasèndo svoltolar ne la cacàglia megere e messeri, di poi ce toccava correr a crapòn basso per schivar li forconi (ti
sovvien la crapula che festeggiar soléa le nostre gesta?)! 
C: -E come?
A: -Eccome se ti sovviene! Non ne dubitavo, per lo splenio di Satanasso!
C: -No, per la pappagorgia di Belfagòrre, tu scambi fulva per vulva! Chiedevoti il come: in che modo rinverdir i fasti del moccio… Squadriamoci: non lo vedi che se’ scrofàgnuolo? E non t’accorge che io so’ pendulo?
A: -Ritengomi offeso.
C: -Pe’ lo scrofagnuolo?
A: -None. Tu dài abbastanza peso a la mia ventresca, su questo non diluvia e te ne do atto; d’altro canto, ho l’impressione asperrima che la mia argutia tu l’abbia gittata nella pattona insieme a le garze del pennacchio.    
C: -Dimmi, se ‘l merito, como posso fàcere per spilluzzicarti l’ego te absolvo…
A: -Sei compunto?
C: -Compuntissimo!
A: -Sussiegoso?
C: -Giammai!
A: -Bene! Allora ascolta e pruovati a tàcere.
 
Anticlimaco bisboccia… bisbiglia qualche cosa all’orecchio di Climaco. Climaco è così felice che non riesce a trattenersi.
 
-Oh, tripudio! Oh paradosso del gaudente spacciato: beato sono a un dipresso dal cipresso per concession gentil del fato! 
 
Escono di casa.
 
C: -Dimmi che non dormo!
A: -Perché?
C: -Perché sogno. Sogno l’allegro cazzeggiar di femmine aulenti como ciligie, leggiadre como cigni, eteree como cipria e tuttavia di aspetto egro.
A: -Non dormi né sogni, amico mio.
C: -Allor la muerte non avea impegni, non un filo d’erba da falciare, sicché solerte portasi avante col laboro e, anticipando i tempi, già me rintruona de delirii per poi venimmi a prenne, quanno sarò sì citrùlo d’abbandonarme a la roncola sua sine rinculo?
A: -Nay, non stai delirando. Ma smetti de torturarti e observa ‘l paisaggio: quelle che avanzan fasendo ballottolar el bacino como gallinellule e quelle che se adunan in capannelli como paperottule, son le Ninfe.
C: -E quelle laggiù in fondo, che scapano che sembran forsennate?
A: -Sempre Ninfe sono, inseguite dal dio Pan.
C: -Hanno tema de lo sùfolo?
A: -Lo capirai tu istesso. Le tre che se vicinano, sarà meglio schivarle. Hanno sghemba l’indole siccome l’ossatura: chiamansi Cifosi, Lordosi, Scoliosi; caratteracci d’alfabeto cirillico.
C: -Vade retro!
A: -Quella sì che me lusinga: è Sifilide. Tu preparati a la sopresa intanto che l’arringo.
Oh Ninfa da l’incarnato lattiginoso e le gote purpurescenti, tu che svendi le tue bocche ai poeti che acquistan rubri luminamenti, non affretta il passo e costì per un poco sosta: l’amico mio non ha talleri né talenti, ma un dono egli ha che non guasta…
C (tra sé e sibi sibilando): -Che concione striminzata, che oratione bassifondara, che metrica bacata, che retorica  caciara!
A: (sibilando al compare)- Orsù, è il tuo turno!
 
Climaco si cala le brache
 
C: – Codesto botulum incancrenito te gusta, Ninfa Sifilide? Soppesarlo con il guardo es insufficiente: non sarìa più conveniente il saggiare con mano?
Ninfa Sifilide: -Tu se’ matto! Io mi fuggo dal gran vermo. Tu non puoi, se non isbaglio. O forse sbaglio e, come un caco maturo poi che ha mollato ‘l ramo se spiaccica per terra, così el casso tuo si spalmerà sul marciapiede: all’occorrer di simil evenienza, non ti scordare la paletta.
A: -Paletta?
C: -Paletta?
Ninfa Stomatite: -Gli è quella pe’ raccattare escrementa.
C: -Mi caschino gli zibaldoni se Sifilide non ci ha la lingua forcaiola! Io a questo giuoco ci rinuncio.
A: -Suvvia, quella ne ha visti di cotti e malcotti, di conci e disacconci, di grami e sublimi, nani e asinini: non se puote pescar due volte ‘l luccio colla stessa esca.
C: -Che significa?
A: -Non lo so. Ma visto che l’esca non si cambia a meno de immolar la vecchia per una nuova…
C: -Ah, taci scellerabile!
A: -… noi si va a pescar un altro piscem. Fortunati siamo: la Ninfetta che cammina tutta solinga co li occhi che fissan el sentiero de sua timidessa, è Vaginite. Vuoi che l’adeschi?
C: -Hai cuore e fegato bastantiter grandi per cotanta impresa?  
A: -A bene cogitare, cederotti l’avanguardia…
C: -Ninfa Vaginite, gratiosa puledra!
A: (sibilando) -Stai andando benissimo!
C: -L’etate tua risponde a la primmavera de lo spirto: i fiori tutti se schiudono e l’animali sen vanno pe’ i calli colla coda dritta. Non pensi che ‘l momento sia propitio per farse impallinare?
A: (sibilando) -Che hai detto?
C: -…per farse impollinare? Solleva dunque il guardo verecondo inverso questa pertica!
A: (sibilando) -Che bel idillio bucolico…
Ninfa Vaginite: -Per il carretto di Febo, il primo gli è che vedo e già priego che sia l’ultimo!
 
Vaginite scappa coprendosi gli occhi con una mano. Climaco e Anticlimaco ridono saporosamente e si congratulano l’un
l’altro.
 
A: -qua la mano, brother!
C: -eccoti ‘l cinque, compare!
 
Scema la musica.
 
ATTO SECONDO ET CONCLUSIVO
 
L’Autore balza sul proscenio per spiegare all’auditorio tutto come ‘l finale da lui previsto non si regga in piedi.
Il pubblico, che per tutta la messinscena avea taciuto scettico, ora borbotta sconcezze, finché el portavoce dell’utenza non si alza in piedi, ottiene el silenzio et chiede cosa renda l’atto secondo sì imbelle da inciampare.
L’Autore se confida e, tra un atto de contrizione e un gesto de iscusa, afferma che, ‘sendo l’ingegno suo lasso, non poteva che concepire un dramma più lasso ancora. El colpo di scena che cala el sipario, a suo giudizio, non se giustifica e non coglie niuno impreparato. Climaco, secondo ‘l suo piano, dovea raccontare all’Anticlimaco che fu la moglie de quest’ultimo a tacargli el canchero al pistacchio con un sortilegio, poi che se l’era strombata e di ritrombarsela non volea saperne. Ma Anticlimaco non è in niente sorpreso e, svestendo i calzoni, mostra un casso quasi del tutto decomposto all’amico: la megera gli avea mandato lo stesso canchero giacché se strombava un’altra. -Perché,- chiede Climaco, -hai voluto che ci divertissimo insieme a spaventare le ninfe con euforia goliarda?- -Perché desideravo umiliarti in punto di morte, come tu svergognasti me col tradimento.- risponde Anticlimaco. E aggiunge: -ma in nome dell’amicizia che ci unisce e del morbo che ci affratella, mia moglie, ti ho perdonato e ora voglio morir con te facendo bagordi per l’ultima volta.- Sicché i due se slanciano tra le braccia de Meningite, Cirrosi, Poliomelite, Orchite, Colera, Leucemia, Leptospirosi e muoiono orgiasticamente. L’Autore scoppia in lacrime e maledice la sua Musa. Il sipario cala.
Il pubblico non si trattiene, è indignato e chiede la testa dell’Autore. Qualcuno, salendo sul palco per farsi giustizia, urta un riflettore che cadendo incedia il sipario. Tutto il teatro brucia. Il sipario cala. Il pubblico è sempre più indignato, vuole la testa dell’Autore. Qualcuno, salendo sul palco per farsi giustizia, urta un riflettore che, cadendo, incendia il sipario. Tutto il teatro brucia. Cala il sipario.
Il pubblico non si trattiene, è sempre più indignato, vuole la testa de l’Autore. Qualcuno, salendo sul palco per farse giustizia, urta un riflettore che, cadendo, incendia il sipario. Tutto il teatro brucia. Cala il sipario.
Il pubblico non se trattiene
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54 commenti

Lascia un commento
  1. Flounder / Mar 29 2005 1:34 pm

    geniale. è divertentissimo.

  2. Climacus / Mar 29 2005 1:47 pm

    Grazie Flo’ :) Un bacione!

  3. lamiamerica / Mar 29 2005 1:59 pm

    Estroso e divertente, anche faticoso comunque.

  4. Climacus / Mar 29 2005 2:03 pm

    Ammetto che è faticoso, lamiamerica. Molte battute arrivano in differita, me ne sono accorto rileggendolo una dozzina di volte. Grazie mille per la critica educata e giusta e per l’estroso :)

  5. Climacus / Mar 29 2005 2:34 pm

    (grazie anche di non esservi fatti intimorire dalla lunghezza ;)

  6. Flounder / Mar 29 2005 2:38 pm

    ma guarda, all’inizio si fa un po’ fatica. poi si acquista il ritmo. per facilitarmelo sentivo climaco che parlava come un mio amico un bel po’ goliardico di ancona, con quell’accento marchigiano bello marcato. e allora ho cominciato a ridere davvero.

  7. fuoridaidenti / Mar 29 2005 4:08 pm

    bel lavoro, clim. Niente affatto facile e molto originale. Ma dimmi: perchè nuova versione?

  8. binariozeta / Mar 29 2005 5:19 pm

    Ih! Ih! Ih! Gustoso, fantasioso… Mi pare d’averlo già letto non so dove…
    Di’ a tulipani che non riesco a mettere i commenti nel suo blog. E che comunque quella volta che ha battuto il capo deve aver subito un trauma piuttosto grave, perché non ha postato più nulla…

  9. Climacus / Mar 29 2005 6:26 pm

    Flo’: bella idea quella di far parlare Climaco con la voce di un amico. Ad Ancona, correggimi se sbaglio, non hanno una cadenza favolosa che è un ibrido tra romagnolo e toscano?
    CalMa: grazie :) Questo dramma l’ho scritto tre volte: la prima versione risale a 3 anni fa (pare un eternità) e l’avevo postata in un forum letterario (è quella che binariozeta ricorda); la seconda, riveduta e ampliata, l’avevo postata nel primo blog di Climacus, quello che cancellai una sera che mi giravano gli zibaldoni; questa versione riprende l’idea originaria ma è riscritta da zero.
    Michele, grazie :) Sto aspettando anch’io il nuovo post di Tulipani: forse il bernoccolo che le è spuntato all’indentro non si è ancora riassorbito completamente.

  10. TirNanOg / Mar 29 2005 7:07 pm

    Troppo bbbravo Clim!!!
    Baci.

  11. fuoridaidenti / Mar 29 2005 7:41 pm

    vieni a leggerti come si leggono i profili dei materassi clim

  12. Flounder / Mar 29 2005 7:47 pm

    clim, ad ancona secondo me si sente molto anche l’abruzzo. ma io con i dialetti mi ci perdo, non sono tanto brava a riconoscerli.

  13. tulipani / Mar 29 2005 10:10 pm

    Il lettore non se trattiene e vuole rivedere l’incendo del teatro e pigia stop e rewind e play e pigia stop e rewind e play e pigia stop e rewind e play e pigia stop e rewind e play finché tutto il nastro brucia.

  14. tulipani / Mar 29 2005 10:13 pm

    (questo fatto che binariozeta dice di non poter commentare sul mio blog mi pare un po’ una scusa del pettine)

  15. tulipani / Mar 29 2005 10:24 pm

    Sei stato molto molto molto bravo, Clim. Ci tenevo a puntualizzarlo.

  16. binariozeta / Mar 29 2005 10:30 pm

    Di’ a tulipani che a malapena riesco a mettere i commenti nel tuo, di blogghi. Non ho mica l’AIDS, io, ho un 56 k che mi fa 1,3 k effettivi nei giorni più lieti. Se si ingolfa un momento la linea bonanotte!

  17. binariozeta / Mar 29 2005 10:32 pm

    E già che ci sei chiedile che cazzo è una scusa del pettine.

  18. lacontadina / Mar 29 2005 10:33 pm

    io non lo so chi sei in effetti. Ma quelloc he scrivi recita altrove:impegno. Io, per indole caratteriale per impegno scarso causa disistima avrei detto quasi le tue stesse cose non dicendole. Cazzo io non ritengo di essere all’altezza della question. Bello quello che hai scritto. Che vorrà poi dire bello? Insomma se avessi avuto un coso puzzolente e quasi morto si sarebbe ravvivato. Saluto Tulipani .

  19. lacontadina / Mar 29 2005 10:34 pm

    ho fatto e scritto tanti di quei refusi che solo a rileggere quello che ho scritto vomito. Io comincio a vergognarmi. Chiedio venia ai lettori

  20. Climacus / Mar 30 2005 10:17 am

    Minchia, quanti complimenti!
    Tirna, come faccio a ringraziarti bastantiter? :)
    CalMa, dammi un minuto e sarò da te
    Tulip: mi sa che così si brucia pure il videoregistratore! Io vivo ancora nell’era del vhs, sono felice di non essere solo. Apologia di michele: mi sa che un modem 56cacca (sì, sono bastardo) faccia più fatica ad aprire il tuo blog rispetto al mio: a me, per esempio, la superpagina tulipanica, srotolandosi, dà sempre un errore di visualizzazione. Sarà per questo che mick non riesce a commentare? Boh. Cazzo, 3 volte molto è quasi una standing ovulation: ciò mi inorgoglisce (inorgoglisce: un verbo che usano solo i calciatori, Totti primo fra tutti. Mi vengono in mente le interviste al grande Franz Baresi che cominciavano sempre con “è una grande soddisfazione…” anche dopo una sconfitta. Che ficata!).
    Mick! Veditela un po’ tu con tul. Non lo sai che i pacieri finiscono sempre ammazzati? (questa, a mio sindacabile giudizio, è una frase storica. Cazzo ne so, potrebbe averla pronunciata Churchill in punto di morte)
    Mk: non farmi dire tio porco! La tua empatia ha raggiunto livelli da orgasmo sincrono a distanza. Sei andata oltre la comicità, hai scavato così a fondo da decifrare la figura di Anticlimaco, ne hai persino avuto paura. Giuro su mia madre che ieri sera, leggendo il tuo pvt msg, stavo per mettermi a piangere. Poi mi son ricordato di essere un Vero Uomo e mi son scartavetrato i denti, quindi sono andato a letto :)

  21. tulipani / Mar 30 2005 12:10 pm

    Di’ a michele che ho falcidiato il mio blog apposta per i suoi 56 k (io ne avevo 28 e 8 fino a ieri ma mica facevo tante storie, eh)

  22. Andylarock / Mar 30 2005 12:17 pm

    Mi complimento per il dramma e sarebbe stato per me un vero dramma sapere che mai avresti scritto un dramma simile(????).
    Se per puro caso un giorno qualche regista volesse farne un film ti ci vedrei perfettamente sia nel ruolo di Climaco che in quello di Anticlimaco. (&))

  23. junior / Mar 30 2005 1:32 pm

    faticosissimo, ma ne vale la pena.
    ribadisco: arancia meccanica

  24. binariozeta / Mar 30 2005 10:28 pm

    ma nell’ultima frase del dramma c’è un refuso?

  25. junior / Mar 30 2005 10:28 pm

    ok, l’ho riletto con calma e mi spello le mani, diamine.
    poi ho letto pure i commenti che non avevo letto e affermo che l’anconetano è fichissimo.

  26. Climacus / Mar 31 2005 10:14 am

    Ju, tu e Calma vi conoscete? (ok ok, è la battuta peggiore dell’anno)
    Hei, grazie mille per la rilettura! Capita veramente di rado che qualcuno si prenda la briga di rileggere un post: mi spello le mani io anco :)
    Andy! Io pensavo, nella mia straordinaria umiltà, di far recitare il dramma a Al Pacino e De Niro. A me rimarrebbe la particina dell’Autore. Tu potresti fare il portavoce dell’Utenza. A Tizio, facciam fare il chitarrista in disparte. (senti, non è che riesci a trovarmi una ventina di Ninfe? Bulgare vanno benissimo :)) Grazie Canaglia! :)
    Mick, ti riferisci al se? L’ho messo lì per dimostrare che non ho usato il copia-incolla per il triplice finale. Ne so una più di Belzebobo! :) (o cazzo, ho usato troppi punti esclamativi. Vado a candeggiarmi per penitenza)

  27. junior / Mar 31 2005 11:37 am

    io ci vedrei meglio al pacino e pino quartullo, comunque

  28. Climacus / Mar 31 2005 12:24 pm

    Mi sembrano perfetti, Jù

  29. Andylarock / Mar 31 2005 12:30 pm

    Lusingato per la parte che mi offri. :) Va bene il coro delle voci bulgare?

  30. Climacus / Mar 31 2005 12:33 pm

    Ora ti fo vedere la Ninfa Sifilide

  31. Climacus / Mar 31 2005 12:36 pm

    Il coro delle voci bulgare? Chi, quello del pippero? Naaaaaaa. Ho cambiato idea: le voglio tutte ungheresi :))

  32. Flounder / Mar 31 2005 12:44 pm

    un paio di mesi fa ho partecipato a un coro di voci similbulgare (ma molto poco simil). si prendono certe tonalità che ti portano quasi in trance. dopo venti minuti sembrava avessimo appena cominciato. molto bello.

  33. junior / Mar 31 2005 1:32 pm

    che coppia!
    massimo rispetto per Ninfa Sifilide

  34. Climacus / Mar 31 2005 1:37 pm

    Che bello! Non sapevo che cantassi, flo’. Sei soprano, mezzosoprano, contralto? Il discorso sull’estasi della tonalità mi ricorda alcune pagine del Doctor Faustus di Mann: mi pare che il rapimento, stando a quanto diceva Serenus Zeitblom, sia prerogativa dell’omofonia o comunque di quegli spezzoni di monodia che anche un brano polifonico può contenere. Mi pare di sentire cromatismi che non raggiungono il semitono vibrare di tensione angelica. O demoniaca.

  35. Climacus / Mar 31 2005 1:42 pm

    (ne scrivo di cazzate, però)
    Ero indeciso tra Eva e Ilona, Jù. Poi ho messo a confronto i loro curricula e mi sono persino vergognato della mia indecisione, cazzo!

  36. Flounder / Mar 31 2005 3:05 pm

    non canto clim. è un laboratorio di improvvisazione teatrale dove capita anche di cantare. comunque è come hai scritto: è la displasia monosodica a indurre quella lieve catatonia prosodica e melodica.
    più o meno.

  37. Climacus / Mar 31 2005 3:10 pm

    EUREKA!

  38. Climacus / Mar 31 2005 3:10 pm

    Da cui deriva l’esclamazione nostrana URCA!

  39. Andylarock / Mar 31 2005 3:38 pm

    Mi ispirerebbero molto più 20 ninfe Lettoni…

  40. lacontadina / Mar 31 2005 4:28 pm

    io ci vedrei pizzul e tosatti

  41. lacontadina / Mar 31 2005 4:36 pm
  42. Climacus / Mar 31 2005 5:00 pm

    Perché, Andy?

    Mk, Ninfa Sifilide va bene o preferisci la tipa di controcampo? :)

  43. anonimo / Mar 31 2005 5:07 pm

    Ha raggione, mister climacus. Ho una grave colpa: ho copiato da me stessa. Non si dovrebbe fare, quasi mai. Grazie per la segnalazione.
    la signora Franca

  44. anonimo / Mar 31 2005 5:10 pm

    Nella furia di darle ragione gliene ho data un po’ troppa, con troppe g. Vale per il futuro.
    ragionevolmente, la signora Franca

  45. Climacus / Mar 31 2005 5:16 pm

    A questo punto, visto l’imbarazzante (per me) equivoco, anziché appiopparle una nota sul registro, mi vedo obbligato ad offrirle come minimo un caffè. Come dolcificante, le offro volentieri le mie scuse.

  46. anonimo / Mar 31 2005 5:36 pm

    L’ego te absolvo risolve il mio ego, non lo nego. Ma il dolcificante no, la prego. Il Satiro Diabete non sarebbe d’accordo, né la Ninfa Insulina…
    (ma la testa dell’Autore, dipoi…?)
    la signora Franca

  47. Climacus / Mar 31 2005 5:43 pm

    Cadde, e scoprendosi senza appendici, nel fumo non potè soffocare. Il sipario dalle braci la venne a salvare, ma pare che la scena abbia a ripetersi e che alla funzione non vi sia soluzione.
    Grazie per la lettura

  48. Ubikindred / Mar 31 2005 6:59 pm

    Amico Clim, ma se non lo sono ora, alla mia veneranda età….quando mai lo diventerò ;-) ?

  49. lacontadina / Mar 31 2005 9:21 pm

    (ma perchè ubi tu sei tanto grande? Io al massimo te ne davo 28). Clim caro ti devi abituare a queste mie invadenze che per fortuna nostra sono sporadiche. Mi viene spontaneo chiedere o affermare alcune cose e al atempo stesso vomitevole ritirtarle. Mi fondo in pratica nella non riflessione dell’istante. Ubi è una persona estremamnete intelligernte che io facevo estremamente giovane. Clim per me tu non porti gli occhiali, sei alto e non hai gomme e hai l’uccello di anticlimacus. Passo e chiudo.

  50. e.l.e.n.a. / Mar 31 2005 9:33 pm

    …e io non mi trattengo casso d’un satanasso!!! ma fammi prima uscire dal teatro…

    (però cifosi lordosi e scoliosi più che schivarle era meglio schienarle…)

    un bacio a te… eccomi qua… scusa la latitanza ma oggi ero distratta dalla poderosa messe di frasario che parla di inappetenza ma sforna manicaretti ad ogni ora del giorno e come fare a non piluccare qua e là?

    (a proposito mklc ma perché il nostro clim dovrebbe averlcelo quasi del tutto decomposto?..o sono io che ho inteso male?!?)

  51. lacontadina / Mar 31 2005 9:37 pm

    ma no elena quello che non ci ha un coso putrefatto e puzzolento e Climacus. Credo. Secondo me Clim è andato a lavrasi identi, ma secondo meclim non è uno che si lava i denti insiemme ai terrorizzati della prevenzione dentistica. Elena la tua presenza mi protegge ovunque non proprio ovunque ma diciamo sommariamente ovunque.

  52. lacontadina / Mar 31 2005 9:38 pm

    io ci avrei tra l’altro tutte quelle cose alla schiena. Significa qualcosa?

  53. e.l.e.n.a. / Mar 31 2005 9:59 pm

    eh, ma quando anticlimacus apre il sacello compare la salma in semidecomposizione… (cito l’autore)…

    no, no, concordo… clim sarà maniaco ma non della pulizia (inteso come ossessione vessatoria inibente e terrorizzante, appunto)

  54. Climacus / Apr 1 2005 1:29 pm

    Scusate Amici. Non sono credente ma, per rispetto nei confronti di un grande uomo che va spegnendosi, ho deciso di restare in silenzio.
    A risentirci presto.
    Carlo

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