Skip to content
marzo 25, 2005 / Climacter

Piccolo contributo per una esegesi (poco ragionata) di una poesia di Bufalino

Il fluido biancastro sgorga: nella piccola morte si compie la catarsi.
Ma questo orgasmo mai sazio non è forse un raschio di vita che rantolando, sempre incompiuto, si porta appresso, per un istante, quella macchia nera nel torace che dissimula la morte?
Bufalino verga un quaderno di carta da macero mentre sopporta la cattività della Rocca. La tubercolosi gli corrompe il corpo ed è solo per un capriccio che Moira manca la scaccata finale allo spirito, già corroso. Della partita è pedina essenziale la passione per Marta, donna dal passato turpe che il sanatorio dilava, perché chi abita la Rocca remiga da pricipiante che si è appena affacciato a una vita nuova. Una passione che non può o non potrà essere amorosa perché incistata in un sistema che pare rispondere ai meccanismi dell’apoptosi cellulare: il nucleo e il citoplasma si condensano, la cellula si frammenta in vescicole destinate ad essere fagocitate dai macrofagi per ordine stesso della cellula, che attiva un programma di autodistruzione; passione suicida, dunque, che si gioca tra condannati a morte.
Nel giovane scrittore, ogni forza che adrebbe incanalata per vincere il duello contro il morbo, è proiettata nella lotta febbricitante, condotta insieme a Marta, per secondare un desiderio inappagabile. Perché?
 
L’orgasmo non è una piccola morte. Il fine è apotropaico, lo sforzo titanico: si tratta di scongiurare, esorcizzare, sgretolare l’ombra della malattia mortale, quella macchia nera che ombreggia la bianca, fantasmagorica sindone delle lastre toraciche.

Versi lasciati sopra il cuscino
Ecco declina già l’anno di nuovo
ma l’ombra dietro i vetri che si stria
ancora sazi, ancora ingordi ci ritrova
del suo cibo di mala follia.

Diluvi corrono come coltelli
per ogni viottolo del sangue triste:
ah brama vana, perduti duelli,
tentazione di non esistere!

Possederti mi è dunque terrore,
e quando sudicia e dolce sul fianco
piangendo mi muori, nel cuore
un vento ascolto battere stanco.

Coi capelli avvinti e le bocche funeste
come non serve contro la sorte
ogni sera cercare questa celeste

catastrofe che simula la morte.

Come non serve affondare la faccia
sul tuo petto di tacita pietra,
ora che già il predone fiutò la nostra traccia
e sceglie il dardo dentro la faretra.

Gesualdo Bufalino, L’amaro miele (1982)

 
 
Il fluido biancastro sgorga: nella piccola, rorida vita si compie la catarsi.
 
Questo orgasmo mai sazio è un raschio di vitalità che rantolando, sempre incompiuto, si porta appresso, per un istante, la macchia nera che dissimula la morte.

 
Annunci

9 commenti

Lascia un commento
  1. tulipani / Mar 25 2005 4:19 pm

    Il fatto che mi sia accorta delle rime solo a una seconda lettura è una prova (mia personale e modestissima prova) dell’intensità con cui il contenuto si impone (e impressiona la mia personale e modestissima anima). Insomma, questa volta non ho avvertito quella sensazione di diffidenza che di solito mi tiene -ignorante e colpevole- lontana dai poeti.

  2. Climacus / Mar 25 2005 5:03 pm

    Bufalino è molto particolare: ad una prosa raffinatissima e a volte così ricercata da essere ai limiti dell’accessibile, contrappone (per quel poco di lui che ho letto) una poetica schietta ed elegantemente ingenua che ti schiude le sue porte con ammirabile semplicità. Va detto che questa è una delle poesie concepite inizialmente (il progetto sarà poi abbandonato) come introduzioni ai capitoli del romanzo “diceria dell’untore”: forse bisognerebbe considerarle alla stregua di didascalie che, in quanto tali, debbono di necessità presentarsi di facile lettura.
    Sono felice che ti abbia coinvolto. Io la trovo deliziosa.
    Ciao Tulipanessa :)

  3. fuoridaidenti / Mar 25 2005 5:03 pm

    clim, a me sembra (una lettura purtroppo frettolosa) che si ritorni al chiaro nello scuro (e viceversa) di yin e yang. Bufalino, in ogni caso, è uno dei miei preferiti (ma nn lo sapevo poeta). Tornerò con più calma promesso

  4. Climacus / Mar 25 2005 5:09 pm

    Ti aspetto :)

  5. Climacus / Mar 25 2005 5:25 pm

    Il racconto della settimana di Michele
    (leggetelo, è un ordine!)

  6. e.l.e.n.a. / Mar 25 2005 9:01 pm

    …un bacio, clim… :)

  7. ViperaVenerea / Mar 25 2005 10:02 pm

    Non conosco Bufalino. E questo mi fa imbufalire. (splendido viaggio, fra la taiga alla mia destra e la steppa alla mia sinistra. Credevo di essere sull’Orient Express e invece, quando è apparsa davanti a me la taiga, ho capito di essermi persa nell’Atlante Geografico De’ Agostini. La stazione di Settimo compariva tetramente all’orizzonte, nell’imbrunire precoce.)

  8. agrodolce / Mar 26 2005 12:04 am

    Clim, un saluto e un bacio; è da un po’ che te li devo.
    Agrodolce

  9. tulipani / Mar 26 2005 4:23 pm

    Com’è?

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: