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marzo 17, 2005 / Climacter

Il tempo si ingarbuglia (segnatevelo, ché altrimenti vi sfugge il mio genio) 

Falcidiata ogni mia forza dal barbaro lavoro di giardiniere (tutta mattina a raccoglier rami col tridente, disseminati nell’erba dopo la potatura, e ad accatastarli in una pira), metto alla prova la mia scrittura: risentirà anch’essa del soverchio sforzo?
(lunga pausa atta a raccoglier le idee più cospicue col forcone, quelle più minute col rastrello)
 
 
 
 
 
 
 
 
 
… lo sai che ho trovato un istrice nascosto sotto una fascina? Per poco lo infilo coi rebbi. Senza volerlo. E lui è così spaventato che sembrerebbe morto, se solo non gli tremassero gli aculei. E’ raccolto in se stesso come un bruco che stai per pestare. Una delle mie parole preferite è tanatosi. Penso a tanatosi e all’anfibolia delle soldatesse: una marcia lenta, l’altra fuori tempo. Ficcatevela bene in testa perché altrimenti non si capisce il resto.
 Ieri notte, dopo l’ingloriosa sconfitta del Milan (cui non ho assistito per l’Insomnia di Al Pacino e Attimo Fuggente), mi infilo sotto le coperte e quasi mi scotto. Mia madre, per coccolarmi, sapendo che ho sempre freddo, mi prepara la coperta elettrica accesa su max dalle tre del pomeriggio. La sbornia letargica, rinfocolata da un’intervista ad Ancellotti cui impotente assisto dopo il film, svanisce in una nuvola di vapore che ancora mi sovrasta, ma ormai sono in boxer e maglietta: troppo faticoso il rivestirmi. Brancolo. Vorrei accendere. Una sigaretta. Il pc. Altre azioni che avocano a sé uno sforzo in eccesso. Una parte di me sogna di tornare sotto le coperte e bruciare. L’altra parte di me continua a vagolare. Così indugio, tirato da una parte e dall’altra, e, con il tempo che mi pizzica le chiappe -la noia, moscone rostrato, al pedale,- mi applico ad una variazione della conta delle pecore, marcio con le soldatesse, d’improvviso mi fingo direttore d’orchestra -adagio: è un allegretto- e le soldatesse, sempre fuori ritmo, sono violiniste. Stuzzicato dalla metamorfosi e dalle fatiche anfiboliche, scartata l’ipotesi dell’asso nella manica che annega tentando la traversata (tutto per colpa d’una maiuscola), mi ritrovo come per magia a gemere di piacere autoerotico in bagno. Il fine giustifica lo sforzo. Non in questo caso. Avrei potuto uccidere un istrice, inforcandolo. Tutto per una pira che, visto come il vento tira (il tempo s’ingarbuglia), non abbiamo neppure acceso. Alle tre del pomeriggio mia madre accenderà lo scaldasonno. La tanatosi è un raccogliersi in sé quando l’istinto subodora morte.
Ho preso un badile, sollevato una zolla (basamento all’istrice impietrito), e condotto zolla e animaletto in un cantuccio riservato del giardino, assolutamente attagliato alla sua timidezza. L’ho scritto.
 
 

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26 commenti

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  1. Climacus / Mar 17 2005 11:28 am

    Ancellotti o Ancelotti?

  2. tulipani / Mar 17 2005 12:16 pm

    Accidenti. Oggi pomeriggio torno a rileggere. Anche a me l’anfibolia ha rovinato il sonno e incasinato i sogni (mi stavo dibattendo, mi pare di ricordare, tra scuri volti che fissavano scuri serrati come imposte, per tener fuori esattori delle tasse che si sarebbero abbattuti come asce sui conti del marchese, uomo invero più parsimonioso del Parco di Maiolica di M.)

  3. lacontadina / Mar 17 2005 12:26 pm

    potevi chiamarmi no? :)

  4. Climacus / Mar 17 2005 1:09 pm

    TUL, NON HO CAPITO UN CAZZO (mi daresti un aiutino?)

    E’ vero Mk :) Ti chiamo quando accendiamo il falò: tu porti la birra, io la chitarra, tul porta la sua famosa zuppa afrodisiaca, junior porta lo spinello, eddie porta il prodotto tipico della zona in cui vive (il vino della California, credo), ubik porta il frigorifero con tutti i suoi abitanti, netta porta il suo insuperabile caffè, debbie porta il suo carro allegorico di timidezza, insieme alle danzatrici di Samba, Elena porta il fuoco che ha dentro e la sabbia col caterpillar, Eka porta il mare di Parma, Calma porta la sua amica nuotatrice dalle chiappe michelangiolesche, Al porta il treno per salpare dopo la festa, Agrodolce porta la vela gonfia di vento salso ché altrimenti non si salpa, tirna porta le onde, Reme porta l’approdo, Andy porta l’orecchino al capezzolo.

  5. Andylarock / Mar 17 2005 1:50 pm

    Se vuoi te lo presto…il capezzolo! :)

  6. Fedelma / Mar 17 2005 2:09 pm

    Se porto una torta di carote (che mi viene tanto bene) mi fate fare un giro sul cat? Porto anche il digestivo per digerire tutto il menù se credete…
    Fed

  7. tulipani / Mar 17 2005 2:12 pm

    eggià, perché l’anfibolia delle soldatesse invece si capisce?. Proprio lì dove dici ficcatevela bene in testa perché altrimenti non si capisce il resto mi sono fatta prendere dall’ansia di prestazione e mi si è ingarbugliato altroché il tempo.
    Due cose però mi va di dirle. Uno, l’istrice è maschile dio solo sa il perché. Due, ho capito l’asso nella Manica.

  8. lacontadina / Mar 17 2005 2:21 pm

    (giusto per sporcare i commenti: 1) che è sta storia del grassetto che dai l’idea dell’urlare delirante ; Sarebbe bello si)

  9. Climacus / Mar 17 2005 3:25 pm

    Il pisello non gliel’ho visto, però son sicuro che l’istrice è maschio. Una marcia lenta. Una (soldatessa) marcia lenta. L’altra (soldatessa) fuori tempo. Avevi la soluzione sotto il naso, tul: il solo motivo per cui non l’hai capita è perché credevi fosse ingarbugliata. Te l’ho fatta, lallallero… ihihihihihih :) (la tua anfibologia è incasinatissima, giuro sul pisello dell’istrice che non l’ho capita) Ultimo indizio: controlla la consecutio. Io controllo la copulatio. Qualcuno controlli la privatio. La fellatio sarà una figura retorica? E non urlare con me! (ti adoro)

    Ma certo Fed! Porta la torta e si salpa col treno fattosi per l’occasione cat (amarano) (Amarone). :)

    Ho riflettuto mezz’ora su scuri, tasse, tassi zero, zero tassì, imposte, conti, marchesi parchi, parchi del Marchese, Parche col marchese ritrovandomi più ignorante di prima. Chiunque urlerebbe al posto mio. Ciao! :)

  10. Climacus / Mar 17 2005 3:27 pm

    Andy, non farmi dire maialate :))

  11. e.l.e.n.a. / Mar 17 2005 3:40 pm

    e io che pensavo che l’anfibolia fosse un’embolia causata dal costringimento forzoso del piede negli anfibi durante le marce forzate delle soldatesse…

  12. e.l.e.n.a. / Mar 17 2005 3:42 pm

    il falò… sarebbe bello sì…
    e io che porto il fuoco pur essendo un segno d’acqua…

  13. Ubikindred / Mar 17 2005 4:28 pm

    E se qualcuno la pensasse come te e decidesse di spararmi? Per poi scoprire che dirigo esclusivamente i m iei passi dall’ufficio alla macchinetta del caffè? Danno e beffa ;-)

  14. all / Mar 17 2005 5:59 pm

    il mio sogno: da grande fare il ferroviere.
    la realtà: ci giro intorno, tergiverso. nel mezzo del cammino trovo per terra pennini bianconeri, sono aculei di istrice. sembrano in cerca di calamaio. li raccolgo. li butto nel mare, dice che stanno là i calamari.

  15. e.l.e.n.a. / Mar 17 2005 8:35 pm

    ot: su cosa clim non sei d’accordo? “sulla stessa amarezza condita d’amore” o su altro?
    grazie.

  16. Arthurcravan / Mar 17 2005 11:11 pm

    E’ raccolto in se stesso come un bruco che stai per postare.

    così mi era sembrato di leggere!

  17. Flounder / Mar 18 2005 12:03 am

    mentre voi organizzate il falò posso io vagolare in un impeto di sano fancazzismo?
    oddio, quanto mi piace “vagolare”.
    mi ricorda un mio vecchio fidanzato, di nome alberto, professione avvocato. anch’egli molto freddoloso (ne so certa), anch’egli onanista (lo sospetto)

  18. junior / Mar 18 2005 1:35 am

    si potrebbero avere notizie più dettagliate sull’amica di Calma?

  19. lacontadina / Mar 18 2005 10:03 am

    io non la voglio portare la birra. Spenderei troppo. Compro la carbonella

  20. Climacus / Mar 18 2005 1:13 pm

    Elena: trovo che il tuo modo di scrivere sia molto diverso da quello di flounder, in questo dissento dal giudizio di verdad. Inoltre, in quel poco che ho letto di entrambe, l’amarezza o è assente oppure è troppo marginale per costituire un termine di raffronto. Naturalmente è solo un’opinione personale, valida ai miei occhi quanto quella di verdad e suscettibile di cambiamenti, rivolgimenti, abiure. :)
    Agli altri rispondo più tardi: ho fame.

  21. TirNanOg / Mar 18 2005 5:03 pm

    …ehi…mi posso accoccolare anche io intorno al vostro bel falò?
    …cosa potrei portare?…mumble mumble…
    Ti abbraccio forte!!!

  22. e.l.e.n.a. / Mar 18 2005 5:26 pm

    grazie clim, ora mi è chiaro.
    e io, pur rispettando l’opinione di verdad, la penso come te.

  23. anonimo / Mar 18 2005 11:25 pm

    Ancelotti. Ma il mio dubbio è un altro… Come sarebbe che accendi o ti fai accendere la coperta elettrica su max alle tre del pomeriggio? Cioè sta accesa sei-otto ore? Insomnia l’ho visto anch’io, di recente. E’ stato bello bloccare il film e scaricare i fotogrammi di certi dettagli: il film ne è pieno. Tra gli extra del dvd l’unico “commento del regista” che non mi abbia deluso. In genere i commenti del regista sembrano servire solo a smontare il film, a ridurlo a un giocattolo senza forma. Ma il regista di Insomnia era ancora capace di trepidare parlando degli attori e di certi particolari… è ancora giovane, ha tutto il tempo di corrompersi.

  24. Climacus / Mar 19 2005 9:23 am

    All: se un giorno guiderai il treno a vapore sulla linea nucleus rubrum- globo pallido (vd toponomastica del cervello che scriverò prima o poi), promettimi che mi farai fare il controllore. Compilerò multe col pennino d’istrice.
    Arthur: io adoro i lapsus di lettura. Ci sono periodi in cui gli articoli di fondo sui quotidiani si trasformano sotto i miei occhi in racconti erotici. Per farti contento posterò un lombrico :)
    Ju: l’amica di CalMa è androgina di tra i flutti, strafica nei ristoranti. Penso abbia tette picciole, però devo chiedere conferma a Calma che le remiga vicino.
    Flounder: vagola pure, sei la benvenuta. Se ti riesce, porta coralli, conchiglie e granchi. Agli ossi di seppia ci penso io. (non so il perché, ma avvocato onanista mi puzza di ossimoro. Anche avvocato freddoloso mi puzza d’ossimoro. Avvocato e basta puzza d’arringa.)
    Elena, prima di dedicarmi alle figure retoriche (per molti anni mi sono dedicato esclusivamente alle figure di merda, vd post sui sinonimi ecc.), pensavo che l’anfibolia fosse una specie di variante di infibulazione. Stamane ho chiesto lumi al Vocabolario e ho scoperto che la fibula è il perone. La cosa strana è che io confondo il perone con l’omero. Dove voglio arrivare? Giuro che non lo so.
    Mk, per la birra mettetevi d’accordo tu e junior: dato che ju è un gentiluomo, si offrirà certamente di pagare. Non compratene troppa, tanto eddie è specializzato nel miracolo della moltiplicazione degli alcolici. L’ha scritto persino nel curriculum. L’importante è che sia pilsner ceca.
    Tirna, tu dovresti portare le onde, così finalmente potrò ondivagare. Di più, ondivagolare!
    Michele, è capitato soltanto una volta che mia madre mi accendesse lo scaldasonno alle tre del pomeriggio, però il tempo si ingarbuglia e sembra che lo faccia tutti i giorni. Con le mani ruvide da giardiniere, tra l’altro, mi sarei già smerigliato l’obelisco a tal punto da renderlo traslucido. Hai letto la tiritera sul blog che ti ho scritto nei commenti di contami o musa ecc? Se decidi di bloggarti, avvertimi. (io di cinema non capisco una sega. La storia era interessante e il regista non l’ha rovinata per il troppo ossequio nei confronti di attori di grande spessore. Questa mi sembra già un’ottima credenziale di Insomnia. Quei dettagli di cui parli mi sono sfuggiti; forse ero troppo intento a godere di un Al Pacino oscillante tra sonno e angoscia.)

    Un saluto a tutti

  25. binariozeta / Mar 19 2005 11:41 pm

    sì, ho deciso di bloggarmi… stiamo lavorando per voi

  26. reme / Mar 21 2005 5:44 pm

    c’ho un sacco di approdi in cantina, non vedo l’ora di rispolverarli per portarli al falò. e poi ai falò ci si bacia con la lingua.

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