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marzo 13, 2005 / Climacter

CONTAMI O MUSA DELLA FIGURA RETORICA (paragrafi primo-terzo; supervisore Tulipani)

Un’isola oziosa che il tifone risparmia; un lento, capriccioso sfilare di cicale nel brulicame ossesso della metropoli: questo è il Parco Maiolica di M., la pagina bianca tra i capitoli del libro tumultuoso che narra l’umano peregrinaggio da un fianco all’altro della montagna, quel colosso che il tempo erode, giorno dopo giorno, affinché alla nostra scalata nulla si frapponga infine che sia più consistente di un cumulo innocuo di sassi.
Metafora: figura retorica che consiste nella sostituzione di una parola (o di un’espressione) tramite una parola (o espressione) analoga, in modo tale che, tra i termini della sostituzione, si costituisca un nesso di significati palese o intuitivo.

 

Un pomeriggio non lontano, mentre cammino con passo non frettoloso tra i viali solatii del parco, mi si avvicina un uomo non basso -se paragonato ad un giocatore di basket-, il cui aspetto non trascurato, noto subito, ha un che di poco rassicurante, quasi vi sia un alone non chiaro di calcolo e finzione in quelle persone dal comportamento non scortese ma neutro, dall’abbigliamento non elegante ma dignitoso, prive di charme e con un modo di parlare studiatamente non amichevole, scevro di inflessioni, sobrio, non sgraziato ma piatto: non intendo sembrare troppo drastico nel giudizio, ma non c’è dubbio che in loro io veda delle litoti ambulanti.
Litote: figura retorica che consiste nell’attenuare un concetto, un giudizio o un’affermazione mediante la negazione del concetto, giudizio o affermazione contrari. In taluni casi può avere funzione rafforzativa e valenza ironica. E’ un tipo particolare di perifrasi; alcuni studiosi trattano la litote insieme con l’iperbole. (fonti: Manuale di Retorica di Bice Mortara; Vocabolario della Lingua Italiana di Sabatini-Coletti gentilmente segnalatemi da Tulipani)

Come una pianta colma di fiori, nella canicola del meriggio, al primo refolo lascia scrosciare una pioggia di petali, sì che nell’aria tornata immobile un odore stagna che sembra funereo, così il lembo della giacca di quel figuro, scostandosi per una folata provvida di vento, lascia ch’io intraveda il calcio di una pistola e subito mi par di sentire il ghiaccio effluvio di morte pervadere il tempo che mi separa dal colpo fatale: -non si faccia prendere dal panico,- mi sibila tra i denti l’uomo con le braccia spalancate come a significarmi che non corro pericolo alcuno; ma, come il fabbro stringe la morsa per forgiare il duro metallo, così il terrore mi serra le mascelle intorno alla favella. Per farla breve (di similitudini invero ne ho piene le tasche), anche volendo non posso gridare.

Similitudine: "figura retorica fondata sulla somiglianza logica o fantastica di due eventi o successioni di pensiero. Si distingue in una protasi segnalata da come e in un’apodosi segnalata da così." (cit. da Vocabolario Illustrato della Lingua Italiana di Devoto-Oli)

continua

  

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38 commenti

Lascia un commento
  1. anonimo / Mar 13 2005 11:48 am

    ho risbagliato data del commento (vedi ieri)… è che il tuo sito, o climacus, è scivoloso, scorre sotto il mouse, non so perché

  2. Climacus / Mar 13 2005 12:38 pm

    ehehehe, michele, se tu potessi smontarmelo un altro po’, mi renderesti ancor più felice. Il motto dell’anonimo toscano, però, è favoloso. Paréa mota… Unn’era. Ciao :)

  3. Ekatherine / Mar 13 2005 1:17 pm

    fico.
    sul serio.

  4. Climacus / Mar 13 2005 1:32 pm

    Grazie Eka! Nel prossimo paragrafo voglio dedicarmi agli ossimori. Poi non saprei. Che figure retoriche (non troppo incasinate) mi consigli?

  5. Ekatherine / Mar 13 2005 3:10 pm

    la sinestesia.

    però se tu avessi buona volontà, pazienza e forza d’animo ti potresti dedicare anche all’anfibolia. solo che non so se è una figura retorica vera e propria.

  6. tulipani / Mar 13 2005 3:19 pm

    Ho aperto a caso il manuale di retorica e m’è uscita la copulatio. Che vorrà dire?

  7. tulipani / Mar 13 2005 3:24 pm

    Precisazione doverosa: quello bravo è lui. Io soltanto lo sfrutto per imparare come si diventa topos model della blogosfera.

  8. Climacus / Mar 13 2005 5:33 pm

    Ehi Tul, che dice la Bice dell’anfibolia-anfibologia? Mmmm, Eka, non voglio deluderti ma credo che mi occuperò più volentieri di copulatio. La sinestesia è un’ottima idea. E poi è semplice. Ce la farò, porcatroia! Sì, ce la farò!! Ditelo anche voi, così mi carico: ce la farai, porcatroia! Sì, ce la farai!!
    (grazie amici, ora posso tornarmene a letto)

  9. Ekatherine / Mar 13 2005 9:08 pm

    ce la farai, perdincibacco, ce la farai!

    (mi astengo dai commenti sulla copulatio perchè o faccio la figura della sprovveduta o della meretrice)

  10. junior / Mar 13 2005 10:36 pm

    a parte che l’ultima volta che ho sentito dire “canicola” stavo ascoltando bennato (e cioè, più o meno dieci giorni fa) ma la tua domanda al ekatherine “Che figure retoriche (non troppo incasinate) mi consigli?” era una domanda retorica?
    (no, sul serio. sono in piedi ad applaudire)

  11. Arthurcravan / Mar 14 2005 1:32 am

    Climacus: l’unico uomo dal quale accetto fiori (blu)!

  12. Climacus / Mar 14 2005 2:36 pm

    grazie junior, eka e Arthur. A risentirci :)

  13. Arthurcravan / Mar 14 2005 4:36 pm

    ringrazio onorato: ma se uno scrittore trovasse qualcosa di ispirantizzante nelle mie parole non potrei che esserne soddisfatto :)

  14. anonimo / Mar 14 2005 10:59 pm

    accetto la tua richiesta e cercherò di smontarti un altro po’ questo sifossifoco. vorrei fare considerazioni più sottili ma non c’è tempo né spazio… comunque… indubbiamente sifossifoco è piacevole da leggersi, gustoso, questo grillo parlante che si mantiene miracolosamente in equilibrio tra sarcasmo e ironia, con una scrittura al tempo stesso elegante e accessibile nella miglior tradizione toscana. ma che dice di nuovo? immibabbo, spirto polemico quant’altri mai, se sapesse scrivere bene potrebbe dire le stesse cose, e forse andrebbe anche più in là regalandoci il brivido del politically uncorrect. si sa che il mondo è corrotto, che da ogni parte spira il vento dell’insipienza, ed è bene che chi è sensibile a questi segni… o meglio a questi scarabocchi dei tempi, li indichi al viandante ignaro così che non si ritrovi a pesticciare ciò che “parea mota… unn’era”. è il compito ingrato del profeta. ma gli è che sifossifoco non mi pare un profeta (a cominciare dalla faccia). invece nel suo fluviale post apologetico che ci viene a dire? che la sua è una specie di missione, che i blog vanno salvaguardati perché son l’ultimo baluardo del libero pensiero. insomma commette l’errore di rivestirsi di un’aura sacerdotale: la scrittura, le idee come salvaguardia dell’umanità contro il grande fratello (orwelliano o televisivo che sia). è il discorso che fanno i bloggers quando vogliono contrapporsi alla scrittura “di sistema”, gli scrittori quando vogliono contrapporsi ai mass media, i mass media quando vogliono contrapporsi alla disinformazione, gli artisti quando vogliono contrapporsi alla scienza, gli scienziati quando vogliono contrapporsi all’ignoranza, gli ignoranti quando vogliono contrapporsi ai sapientoni e così via… ognuno porta la fiaccola della verità… e va a finire che con tutte queste fiaccole davanti agli occhi non si vede un cazzo.
    *
    ma come si fa a fidarsi di un dizionario che si chiama devoto-oli? il plurale di olio non è OLII?

  15. Climacus / Mar 15 2005 8:25 am

    Michele, tu sei il mio IDOLO!

    GRANDE-GRANDE-GRANDE
    La battuta finale è un capolavoro dell’ understatement, della gigioneria (non so cosa vuol dire: poniamo che significhi ‘scaltrezza divertente che guadagna a chi la possiede simpatia immediata e ammirazione) e della (ora la sparo grossa brutta e nuova) woodyallenietà casereccia.) :)

  16. Climacus / Mar 15 2005 8:26 am

    Ho chiuso una parentesi prima d’aprirla. Che pirla.

  17. lacontadina / Mar 15 2005 9:38 am

    intanto ho letto tutto una volta e due volte il primo brano.

  18. Arthurcravan / Mar 15 2005 9:39 am

    chiudere le parentesi è un vizio da sifossifoco:

    ;)

  19. lacontadina / Mar 15 2005 9:40 am

    ma sifossifoco che c’entra ? (lo chiedo perchè evito di leggere e sopratutto capire male i commenti che mi precedono)

  20. Climacus / Mar 15 2005 9:48 am

    Hai ragione Arthur :) Però il sifossifoco che ricordo io, più che lasciare faccine, scriveva messaggi insensati che, con la magia del copia incolla, sbatteva ovunque. L’unica volta che è passato di qui, mi ha scritto qualcosa che provo a citare a memoria:
    meglio du’ ova coh i’ prosciutto hotto
    (ecco, suonava più o meno così)

    Lacontadina: sono onorato dell’attenzione che mi riservi. D’altronde, penso di meritarmela (mi riferisco alla ricerca dell’isola 44 e non solo :))

  21. anonimo / Mar 15 2005 9:49 am

    lo so ti sarò sempre grata. A me (mk) sifossefoco una volta scrisse: Sifossefoco è stato anche qui

  22. anonimo / Mar 15 2005 9:49 am

    ero io

  23. Climacus / Mar 15 2005 9:50 am

    Nel post che precede ho scritto un’invettiva contro sifossifoco e il grande Michele si è prestato a smontare ulteriormente quel pallone gonfiato :)

  24. Climacus / Mar 15 2005 9:53 am

    ero io chi?

  25. Climacus / Mar 15 2005 9:54 am

    Ah, ciao MK!

  26. Ubikindred / Mar 15 2005 10:03 am

    MK ok?
    P.S.
    Clim, mica è colpa mia lo spunto di riflessione, sono testimone innocente di cotale aberrazione ;-)

  27. anonimo / Mar 15 2005 10:07 am

    Ciao UBI. Si. Qui poi da Clim mi sento in una botte di ferro

  28. anonimo / Mar 15 2005 10:07 am

    sempre io echecazzo

  29. Climacus / Mar 15 2005 10:21 am

    Hei, ubik, mi sono spiaggiato un altro po’ nel tuo blog per controcommentare.
    Come mai oggi ti aggiri di blog in blog restando anonima, Mk? (hai provato a cambiare password per risolvere il problema dei private message?)

  30. Ubikindred / Mar 15 2005 10:35 am

    Non ti dico cosa ha capito qualcuno di quel post :-D

  31. lacontadina / Mar 15 2005 10:38 am
  32. fuoridaidenti / Mar 15 2005 9:32 pm

    aspetto fremente il prosieguo retorico

  33. anonimo / Mar 15 2005 9:42 pm

    a volte mi solletica l’idea di mettere un blogghettino anch’io, una volta ci ho anche provato non ricordo se con clarence o con virgilio, ma i caratteri venivano microscopici e non c’era verso di andare a capo. comuqnue dev’essere faticoso tirare avanti assiduamente un blog, o no?

    michele

  34. tulipani / Mar 16 2005 10:02 am

    Ecco la Mortara Garavelli: “[…] anfibolia, “ambiguità di senso” (come errore o licenza), da cui l’anfibologia: discorso reso ambiguo dalla presenza di termini o costrutti grammaticali che si possono interpretare in modi diversi e contrastanti […] La frase ‘Una vecchia porta la sbarra’ ha due letture possibili […] Uno sfruttamento sistematico di questi tipo di equivocità si ha nei crittogrammi sinonimici; Da Manetti e Violi (1977) si prendono i seguenti esempi: ‘lacrimata salma’ = ‘pianta spoglia’; ‘redditi netti’ = ‘entrate pure’.
    Più comunemente l’anfibologia è intesa come collocazione equivoca di parole nelle frasi: ‘Ero allibito nel vedere come picchiavano quei ragazzi’ […]”

    ***fine della citazione***

    A me è venuto in mente quel “mezzo minuto di raccoglimento” = “cucchiaino” che non so più di chi è.

    (di’ a michele che mi sembra il tipo giusto da blog)

  35. Ekatherine / Mar 16 2005 2:26 pm

    grazie tulipani. credo dedicherò il resto della giornata non occupata dalla panoramica delle arcate dentarie alle crittografie sinonimiche.

  36. all / Mar 16 2005 9:32 pm

    a parte i denti, post e commenti
    di lusso sono. a continuar vi sprono.

  37. eddiemac / Mar 16 2005 10:10 pm

    gli ingredienti paiono ottimi.non è affatto male questo postcome un raggio di sole nell’aria gelida di marzo.

  38. Climacus / Mar 17 2005 12:36 pm

    Non so se ci sarà prosieguo, Calma. Faticherei volentieri di figura in figura se avessi un plot convincente. Purtroppo stento a trovarlo.
    Michele, aggiornare il mio blog in effetti mi costa sacrificio, vuoi perché sono in difetto di fantasia, vuoi perché la mia scrittura è laboriosa: purtroppo non ho il dono di certe persone per cui lo scrivere è naturale quanto il volo per gli uccelli; forse tendo a mitizzare, ma credo che a costoro basti uno spunto di riflessione per decollare. Uno di questi è Giulio Mozzi. Può piacere o meno, ma è incredibile la facilità con cui scrive di ogni argomento.
    Non lo dico per piaggeria, ma Nam e iggiannoni mi pare posseggano il dono. Splinder ti offre delle funzioni semplici da usare, basta avere un minimo di familiarità con word e usare internet explorer come browser. Per la veste grafica del blog, ti vengono messi a disposizione diversi template prefabbricati. Se poi vuoi modificarli, ti assicuro che basta un’infarinatura di html per farlo. Se ci sono riuscito io, perfetto analfabeta informatico, può riuscirci chiunque. Fidati. Io ti consiglio di provare. Se potessi obbligarti lo farei. Lasciati leggere, perdìo! :) E poi te lo dice anche tulipani, che ha un fiuto infallibile e, in seguito ad una capocciata apocalittica, ha acquisito poteri E.S.P., tra cui la capacità di distinguere i veri talenti dai millantatori in modo istantaneo :)
    Tul! Il mezzo minuto di raccoglimento è favoloso! A me è venuto in mente un altro esempio che risale ai tempi di un corso di logica medievale. Purtroppo è in latino e ho paura di sbagliare la citazione. Comunque era una frase scritta in modo tale che non si capiva se la Guerra di Troia l’avessero vinta i greci o i troiani.
    Eka, dammi una mano! Greci e Troiani sono entrambi accusativi: in quali costrutti il soggetto è declinato all’accusativo esattamente come il comp. ogg. e il verbo è all’infinito? Forse nelle proposizioni rette da tradunt? Cazzo quanto sono ignorante.
    All, mi dispiace per il tuo mal di denti, ma credimi, ‘sto cazzo di storiella non quaglia. :(
    Eddie, riguardo l’ultima frase del tuo commento, io e tulip ci stiamo scannando per venire a capo della questione: la similitudine divisa in protasi e apodosi è solo un caso particolare di similitudine oppure è la similitudine? Il tuo amico Perelmann, tanto per incasinare ulteriormente la faccenda, la chiama analogia (la cui struttura è a:b=c:d dove (a, b) sono la protasi, (c,d) l’apodosi). Casino. Grazie della visita :) (hai visto l’eddie tooltip?)

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