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febbraio 7, 2005 / Climacter

 

Minimalia
A) Freddo Pungente
 
Uscito dallo studio del Dottor O., compiaciuto d’aver affrontato e risolto in parte le perplessità nate dalle esortazioni dello psichiatra-psicoterapista a strutturare l’aggressività e più che mai deciso ad iscrivermi ad un corso di kick boxing, tra mille pensieri discendevo i 15-20 gradini del parcheggio underground dove la Golf decenne, paraurti diroccato, chiusura centralizzata sputtanata, attendeva che pagassi la sosta (durata 2euro/45) per catapultarmi nel traffico della polis leonessa. Qualche gradino più sotto, un donna piccina, capelli rossi, ingorda, ficcava gli occhi curiosanti sul mio pacco pubico. Occhiata fulminea impudica? No, mi rispondo. Cerco le parole mentre, salendo, mi incrocia (e il cappotto a stola sintetica fruscia al contatto col mio piumino da slitta): ella indagava come se il sipario aperto della patta introducesse al dietro le quinte. Mi passo un dito sulla cerniera del pantalone, l’unghia ticchetta, l’attore è sigillato, quindi? M’intrufolo la manina algida a ispezionare i genitalia. Indosso boxer di serie C-2, il bottone che chiude lo sfiato anteriore (non che ve ne sia uno posteriore, almeno nei boxer) s’è sfilato, la lumachina intirizzita alla finestra, inconsapevole oltre che incolpevole, si slancia al di là delle tendine, rigida come un sasso. Plausibile che l’impudica osservatrice, notata una gobbetta sul pacco, minuscola, s’interrogasse sulle dimensioni d’una erezione mignon.
Al corso di kick boxing non mi sono ancora iscritto.
 
B) Compleanno
La porta dell’appartamento è discosta di quel poco o tanto che basta perché intuisca d’essere arrivato a destinazione. Mio fratello D. e futura consorte, Vittoria, con quell’involto di bambagia roseo e birbesco che di nome fa Giulia, bambina spettacolo (come lei dice di ogni cosa che le piace) non ancora treenne, vivono in capo a un condominio alto e così adusto che per farci stare la tromba di scale s’è dovuto rinunciare all’ascensore. I gradini sono ammassati, i pianerottoli paventano di rastremarsi: in tale ristrettezza l’ascesa è così faticosa che superato il primo piano, ogni porta d’ingresso ti sembra quella giusta. Per evitare ch’io rompa i coglioni agli altri condòmini, D. e Vittoria, anzichè cambiare la targhetta che riporta il nome dei precedenti affittuari e mettere il loro (come sarebbe stato naturale e persino saggio), mi fanno trovare l’uscio semiaperto ogni volta che mi bevo i cento e più chilometri che ci separano per andare a fargli visita.
 
Sbircio discretamente all’interno; sul pavimento, adagiata contro il muro, c’è una damigiana da cui sbocca uno sbocciolìo di piume di pavone che fuga ogni mio residuato di dubbio.
-Signorina Giulia, sarebbe così gentile d’accompagnarmi nella sua dimora o preferisce lasciarmi qui, accucciato sullo zerbino?- dico io.
-Non poscio. Fa feddo. Ho pedini nudi.- dice Giulia.
Come al solito, non capisco nulla. E’ Vittoria, -entra pure!- a spiegarmi che Giulia  -sta saltellando sul lettone di mamma e papà,- che è scalza e il pavimento è gelido.
 
Sono in cucina e bevo il caffè. Il riscaldamento è spento, ma, dalla veranda, entra un sole che spella. Sto talmente bene che mi prendo la libertà di stiracchiarmi e sbadigliare leonino in faccia a Vittoria. Giulia gironzola, i piedini avvoltolati in pantofole con il muso e gli orecchi da bassotto. Mi ha appena mostrato la sua cameretta, indicandomi per nome ognuno dei balocchi che la assiepano: mi ha spiegato che Alex, un bambolotto pelato che strilla ‘Mamma, mamma’ quando gli togli il ciuccio di bocca, le piaceva quando era piccola, adesso non più. 
Mio fratello s’è appena staccato dal cellulare: Alessio, un amico di vecchia data, non ha mancato di fargli gli auguri per il suo quarantunesimo compleanno. Il suo sorriso non accenna a tramontare. Nemmeno il mio, a dire il vero. Mentre stava al telefono, in camera da letto, ha chiamato a sé Giulia, l’ha presa in braccio e ha detto:
-Perché non provi a dire ad Alessio quanti anni compie il tuo papi, eh Giulia?-
-Ventuno!- ha esclamato la bambina, ed è stata così convincente che, per un momento, D. compreso, abbiamo tutti creduto che fossero ventuno davvero.
   
 
  
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30 commenti

Lascia un commento
  1. tulipani / Feb 7 2005 5:06 pm

    Direi tonico e sfrontato au point. All’esistenza di adusto ci credo solo perché 1) dev’esserci un modo per descrivere una rampa di scale che s’intorciglia intorno a una vecchia e acida e arcigna e allampanata maestra di canto con chignon; 2) ti voglio bene.
    Per un attimo ho pensato che la frase “Per evitare ch’io rompa i coglioni agli altri condòmini, D. e Vittoria” continuasse così: “… li hanno convinti a sostituire le loro targhette con una che dice ‘vaffanculo: non è qui che abitano D. e Vittoria’”.
    Lo so che tu però vuoi altro da me! (no, non è come pensate: poi vi invio un messaggio privato e ve lo spiego)

  2. Climacus / Feb 7 2005 8:06 pm

    Questo commento è troppo bello! Posso postarlo e infilare i 2 minimalia nei commenti? Ciao Mirabolante :)

  3. netta / Feb 8 2005 8:37 am

    buon giorno climacus.. sono in ritardo stamane.. ti lascio un sorso di caffè e scappo.. poi ripasso e ti leggo.. bacio!!! (mi dava davvero del Voi)

  4. Climacus / Feb 8 2005 8:52 am

    Cazzo, la realtà supera la finzione non è un adagio: ora chiamo il 187 finché non becco l’operatore che mi dà del voi, poi lo ringrazio per averti ispirato la frase “lo pianse via da sé”, infine lo mando a fare in culo (storia vera) perché quei figli di puta della Telecom (rossoalice) mi hanno addebitato (2 euri e 50) una partita (milan-messina) che avrei (avrei ma non ho) acquistato alle 22 e 16 di mercoledì scorso (a partita finita). BASTARDI!

  5. TirNanOg / Feb 8 2005 9:38 am

    …che spettacolo!!!!
    Lo dico anch’io…buona giornata!

  6. Climacus / Feb 8 2005 9:48 am

    Sono iscritto al tuo blog ma mi sono dimenticato di linkarti, TirNanOg. Questa è demenza senile, nonostante debba ancora superare l’adolescenza (29 anni: adolescente senescente obsoleto).
    Troppo buona :)

  7. Ubikindred / Feb 8 2005 10:30 am

    Non ne sono certo….ho altresì la certezza incrollabile che, qualora vi infilassi un frutto acerbo alle 22….a mezzanotte sarebbe certamente marcio!
    Allegria !!! :-D

  8. Climacus / Feb 8 2005 10:55 am

    hehehehehe :D (ti prego ubik, parlami di Reme)

  9. Ubikindred / Feb 8 2005 12:52 pm

    Uh? E che vuoi sapere della nostra remicula (quando la chiamo così generalmente mi maledice….)?
    Temo di svegliarmi una mattina e scoprire, di essere sul letto rovesciato sul dorso e di essere stato trasformato nella D’Eusanio ;-P

  10. debitiecoccole / Feb 8 2005 7:09 pm

    scena 1
    ho cercato, ti giuro ho cercato davvero, di immedesimarmi nell’occhio indagatore di – diciamo – Edwige. non sono riuscita a scoprire nessun perché.
    Scena 2
    vergognati! solletichi bassi istinti con cinica precisione agopunturale. NESSUNO può non amare la bambina che dice non poscio, bastardo.

  11. Climacus / Feb 8 2005 7:44 pm

    Scena uno: c’era un perché, ma era talmente piccolo e infreddolito che Edwige, dimenticate le lenti a contatto, non l’avrebbe sicuramente notato. Carmilla, la rossa ingorda, doveva essere ipermetrope.
    Scena 2: lo ammetto, sono un bastardo :)
    Grazie Debbie, sei fantastica :)

  12. fuoridaidenti / Feb 9 2005 9:11 am

    Esistono boxer con sfiati posteriori Giovanni. Incredibile a dirsi, ma è così. Prova in un pornoshop.

  13. Magamanola / Feb 9 2005 12:48 pm

    Ottima padronanza della lingua. Belli i tuoi giochi di parole. Tornerò.

  14. lacontadina / Feb 9 2005 2:00 pm

    Sintetica perchè incapace. 1) racconto: dovresti anche raccontare l’imbarazzo della piccola signora ingorda 2) ad un certo punto ho temuto che tu potessi entrare da un’altra parte e ritrovarti a vivere sistuazioni paradossali e non quella tenera e affettuosa con la quale hai chiosato.

  15. anonimo / Feb 9 2005 3:12 pm

    Inedito Climacus, puoi per cortesia trasmettere a Giulia che suo zio ha regalato al mio volto un lungo sorriso dolce e divertito? Grazie, (a smiling) Agrodolce

  16. Climacus / Feb 9 2005 3:16 pm

    Mk, la piccola signora ingorda non era per niente imbarazzata: se ci ripenso, m’accorgo che stava reprimendo una risata perversa.
    A proposito della scena 2, dirò che era mia intenzione portare il lettore a immaginare che sarei finito nell’appartamento sbagliato. Dirò anche che non è assolutamente vero, ma che mi piace pensarlo. Grazie per avermici fatto pensare, Mk :) (ho chiosato?)
    …E sarai la benvenuta, magamanola (la mia lingua non è mai stata così veloce) :)
    Calma, non posso permettermi boxer di serie B, secondo te vado a spendere cencinquanta euro per uno sfiato posteriore? Dovessi trovarmi in un sexshop comprerei una coperta termica per il pisello.

  17. Climacus / Feb 9 2005 3:22 pm

    Se mi spedisci il sorriso, lo mostro a Giulia, Agrodolce. Sono certo che dirà: – … ma che pettàcolo!- (grazie :)

  18. agrodolce / Feb 9 2005 3:27 pm

    spedito!

  19. tulipani / Feb 9 2005 6:25 pm

    Ora leggo finalmente il Camposanto. Dove li vuoi i commenti?

  20. Climacus / Feb 9 2005 7:15 pm

    Olè! Dove vuoi tu, tulipanessa! Basta che non sia novembre 2003 :)

  21. Climacus / Feb 9 2005 7:26 pm

    (cazzarola, si è addormentata un’altra volta)

  22. tulipani / Feb 9 2005 8:17 pm

    Insomma, l’ho trovato un po’ artefatto e macchinoso. Si sente che c’è dell’empatia verso i personaggi, però questo narratore usa un linguaggio un po’ di maniera. Ora non chiedermi che maniera, che non lo so. Insomma, troppa mediazione, almeno secondo i gusti miei. Le cose arrivano in differita, chi legge (io) impegna troppo il cervello e perde il contatto con la storia. Anche l’irruzione del dialetto è gestita con guanti e pinzette sterili.
    Ok, ora cancellami pure dai tuoi link :)

  23. Climacus / Feb 9 2005 10:51 pm

    Apprezzo moltissimo la tua sincerità e concordo con la maggior parte delle tue opinioni: volevo un linguaggio raffinato, ricco e decoroso ma questo mi ha fatto perdere contatto con i personaggi. Anche la storia è debole. Il finale poi è buttato lì a caso. Nonostante la bocciatura , mi premio per l’impegno: un paio di boxer con sfiato posteriore :)
    Ciao Tulipanessa e grazie :)

  24. eddiemac / Feb 9 2005 11:37 pm

    tenero come il burro. il lato umano di giovanni climaco, i suppose.ti adoro sempre di più(PS: tu che puoi convinci tulipani a scrivere, va’)

  25. junior / Feb 10 2005 11:00 am

    il pacco pubico è previsto dal DM 1444/’68 tra gli standard urbanistici: 4.5mq di pacco pubico attrezzato per ogni abitante insediato.
    (certo che lasciare questo commento dopo la critica qui sotto la dice lunga sul mio spessore. vabbè)

  26. Climacus / Feb 10 2005 11:31 am

    :) Non preoccuparti, Junior: la critica riguardava un post vecchio e ormai fatiscente. Il mio pacco pubico è certamente attrezzato ma non credo rispetti le dimensioni previste dal DM 1444/68. Che cosa posso fare? Rivolgermi a Forum (presentandomi in boxer con sfiato posteriore)?

  27. Climacus / Feb 10 2005 11:35 am

    Ricorrerò alle mie conoscenze altolocate per convincere Tul a scrivere, Eddie. (sei il primo essere umano di genere maschile a farmi arrossire senza prendermi a schiaffi. Un grazie commosso :)

  28. netta / Feb 10 2005 1:47 pm

    smagliante Giovanotto!!!!!

  29. Arthurcravan / Feb 10 2005 10:32 pm

    Questo mi ricorda l’antica storia di un tale. Il rispettabile signor Eusebio Balotti rideva, rideva, rideva. Per questo la gente della città lo evitava. Quando si avvicinava sghignazzante, i suoi amici subito trovavano scuse: “Eusebio! Carissimo, perdonami ma proprio ora devo tornare a casa per dare da mangiare al Carlino” diceva Carlo. “Eusebio! Carissimo, perdonami ma mi hanno appena telefonato, devo andare a vedere se c’è un gatto nell’ascensore” gli diceva Ray Charles. “Eusebio! Carissimo, devo andare a fare un attentato!” gli dicevano tutti i suoi amici credenti. E lui ci credeva: ma i suoi amici non sapevano che proprio per questo lui rideva.

    “Eusebio! Carissimo, devo andare a tostare i parenti di mio fratello!”

    “Eusebio! Carissimo, devo andare a trovare una parola che faccia rima con lingua!”

    “Eusebio! Carissimo, devo gengive! devo tenere in mano molto: TUTTO!”

  30. Climacus / Feb 11 2005 12:56 pm

    Grazie Nettina, è proprio vero che mi sento in forma smagliata (tuli dice che la battuta è sua ma io ritengo di farle un buon servizio attribuendola a me istesso)
    Cravan, anche a me questo ha fatto venire in mente la storiella d’Eusebio (Benfica)

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