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giugno 29, 2004 / Climacter

APOLOGIA
 
La madre notò il rigonfiamento all’altezza dell’addome, poco sotto lo sterno, mentre lui si ravviava i capelli con una  di quelle spazzole che si usano per togliere i pelucchi dai vestiti, standosene in piedi e a torso nudo di fronte allo specchio dell’armadio. Da quanto tempo sapeva di averlo? Era forse il caso di lasciare all’apprensione il potere di tradursi in collera per trascinarlo in un interrogatorio brutale, come se portarsi appresso un carcinoma (come più avanti avrebbero scoperto) fosse stata una sua colpa?
Bisognava correre dal medico, che avrebbe tastato il punto in cui sorgeva quella specie di bernoccolo e consigliato gli esami clinici del caso, raccomandandosi di non perdere tempo e di non farsi cogliere dal panico, che poteva benissimo trattarsi di un’innocua seppur tracotante ciste: questo fu giustappunto quello che i tre (compreso il medico) non esitarono a fare. 
Non ci volle molto perché incominciassero i trattamenti che la scienza medica mette a disposizione dei malati dopo lunghe sperimentazioni e altalenanti vicende, progressi indiscutibili non sempre suffragati da risultati positivi ma pur sempre corroborati da autentiche, incoraggianti speranze.
Se è vero che riusciva a sopportare non senza una punta di stoico orgoglio la chemioterapia, è anche vero che le irradiazioni ottennero l’effetto di prostrarlo. E non c’è da meravigliarsi se quel fisico così debilitato non poté, nonostante la buona volontà, superare la seconda notte da che si ricorse (estrema ratio? No, non lo si dica neppure per scherzo) ad un delicato intervento.
Forse che lei, perché è di lei che parliamo, si fosse data pervinta nell’assistere al declino del figlio? Pensate che il suo coraggio, perché è del suo coraggio che parliamo, indietreggiasse anche di un solo passo nel realizzare giorno per giorno che l’unica speranza ammissibile era quella di una risoluzione ultima che lo strappasse alla vita cogliendolo nella feccia di un sonno imbelle, senza fondo?
Siamo fermamente convinti che ad ambedue le domande vada opposto uno strenuo ‘no’; che, a chi le rimprovera un affrettato, persino disinvolto ritorno alla vita una volta smessi i paramenti del lutto, si debba anzitutto mostrare che la sofferenza sta, per così dire, nello spirito di chi assiste al doloroso estinguersi di un corpo e che tra sofferenza e dolore, l’una coinvolgendo l’anima, l’altro rivolgendosi alla carne, la prima sovrasti qualitativamente il secondo e sia dunque ben più deleteria, diremmo addirittura letale, e più difficile da eradicare. Posta la questione in questi termini, non abbiamo dubbi nel rilevare quanto debba essere stato forte, quanto probo, quanto elevato, lo spirito di quella madre che, a soli tre mesi dal trapasso del figlio, decise di sposare e nel sacro vincolo matrimoniale, godere di chi scrive. 
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15 commenti

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  1. tulipani / Giu 29 2004 5:02 pm

    ora lo rileggo, eh?

  2. Climacus / Giu 29 2004 5:08 pm
  3. tulipani / Giu 29 2004 5:11 pm

    Ma quanto mi sei diventato cartesiano? (che poi ci ha i suoi bei vantaggi).

    Mi piacciono parecchie cose, e soprattutto “dopo lunghe sperimentazioni e altalenanti vicende, progressi indiscutibili non sempre suffragati da risultati positivi ma pur sempre corroborati da autentiche, incoraggianti speranze”

  4. Climacus / Giu 29 2004 5:15 pm

    ehi, chi scrive non sono io (mica sono sposato!). L’apologia è un atto di accusa (me l’ha detto Platone). Però Cartesio mi è simpatico perché scrive in un latino comprensibile persino a/per me. Grassie Tulipanessa :)

  5. Climacus / Giu 29 2004 5:20 pm

    se non l’ho scritto io, voglio sapere chi cazzo è stato!

  6. tulipani / Giu 29 2004 7:04 pm

    Mentre stiravo sono stata fulminata dalla rivelazione: so chi è, il bastardo. Ora te lo scrivo in mail.

  7. malraed / Giu 30 2004 1:01 am

    ci penso su, dubito che mi verrà rivelata la risposta, ma sono comunque felice di rileggerti.

  8. eddiemac / Giu 30 2004 10:02 am

    io proverei a chiedere a carlo emilio gadda. hai visto mai… (che bello che sei tornato, clim)

  9. Climacus / Giu 30 2004 2:54 pm

    Grazzie con due zzeta, malraed ‘n eddie. (aho’ eddie, così me fai arrossì) (come mai citi Gadda?)

  10. Climacus / Giu 30 2004 2:55 pm

    Comunque non state lì a spremervi le meningi: la risposta di Tulipani è quella giusta. (smack)

  11. eddiemac / Giu 30 2004 2:57 pm

    uffa, tulipani ha sempre ragione… (questa cosa mi ispirava gadda, arrossisci pure)

  12. Climacus / Giu 30 2004 3:11 pm

    Sto arrossendo e arrostendo simultaneamente (ci vorrebbe una birra gelata o un gelato alla birra)

  13. Climacus / Giu 30 2004 3:13 pm

    Beh, sarebbe davvero un peccato se tulipani perdesse la ragione

  14. tulipani / Giu 30 2004 3:41 pm

    Il gelatobirra non so, ma il conopizza si può (grazie a eddie).

    (volevo fare un commento criptico: spero sia sufficientemente pruriginoso e inquietante)

  15. Climacus / Giu 30 2004 3:51 pm

    non riesco a smettere di grattarmi e inquietarmi…

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