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novembre 24, 2003 / Climacter

Hieronymus Bosch,…

Hieronymus Bosch, The Ship of Fools

Ulisse navigatore

Me cacciai di dentro la testa de circumnavigar l’orbe terracque al tempo in cui Noè pendeva da una tetta poppava lappava belava mordeva il capezzoluto corbezzolo matrilineare, l’eco dei miei fausti infelici giorni gloriosi infami riverberandosi in fasci Toh, stringi l’occhio guarda il sole variopinto e cossa vedi? sgargianti gonfaloni scilinguagnoli schiok fa il vento portai con me racchiuse in un paniere grande grande
uova di struzzo salame di cinghiale vasetti de maionese lamponi melecotogne miele d’acacia fangoformaggio puzzadimerda generose procaci zolle aratroscappellate pappagorgie di porci eduli cappelle di funghi erba acque rotte ricomposte in gibbi per la loro purapurezza foglie ortiche dall’inesausto aroma di lumachebruco sckiok fa il vento nei gonfaloni a stento sckiok fraseggio buffo palline merdocaprine
e una scorta inesauribile di fiorenti donne stronze cui regalare il mio senno

esse diciamoci il vero il falso teniamolo in cambusa ancora non parlavano, cacavano morbili flatulenze da tre delle loro bocche invereconde skiokko di vento il gonfalone d’un raro tessuto sbracatonontroppostroppia
ma dalle mammele vaccaboia spremevano latte skizz fa il latte e mugghiavano imitando Oceano ruttopetante
origliavano ladre ai suoni scomposti
affascinate dal viziososensualemicatanto dlindlondlan delle inusitate consonanti mentre il qui presente eroe logorrava sine sosta
esse assistevano che beo! alle monomelodiche variazioni digitali sul flautoterracotto peee peee peee mica lo so suonare
quasi estasiate quasi come bestie selvatiche che dormivegliano eccole:squassando le gorgiere i gozzi i culirozzi ad ogni fraseggio sckiok fa il vento pee pee la pipasonante skizz il latte
ad ogni strombazzata di noticine che per caso fasevano tazer i rutti d’Oceano e cantar gli uzelli marini,
bramando e contendendo l’un l’altra il proprio melanconico amante se strappavano i cavei come strie e me saltavan drio sul piseo inverecondo incontinente marmoreo marbaltico marmolada (tutti posti che rimembava io tracollando sotto la furia delle vocali) skiokk fan le pacche sulle chiappe e il vento nei gonfaloni

svernarono crebbero invecchiarono insieme a me i muschi sotto la chiglia della mia astronavicella: vola rasente l’onda il rutto oceanico i pessiolini quelli che sbucan come stormi de pipistrei a l’incontrario e se rigetan deter il salso bestion verde
e madri e figlie e figliuole delle figlie se straccavano de viver e cadean morte senza farsi accorgere
e io minga le piangevo No, me chiedevo piuttosto perché non russavano come le fasea sempre e invece poi discopriva ch’era morte definitivamente ma alor l’era tarde per pianzer e poi un vecchio come me non l’è mica bravo a pianzer, non ci crede nessuno che el pianzer d’un vecio un l’è mica un pianzersi addosso
la terra,una sola manciata,che portai con me dalla mia Itàca tremava nelle mani dei miei figli senescenti e io disea loro
“Vedrai che s’arriva da qualche parte” “Vedrai che s’arriva da qualche parte”
la terra di quella patria di terra incanutiva con loro, la diventava bianchiccia come la merda secca de cane
piogge di sale e sabbia contaminarono l’acqua purissima ne la pancia grande grande di centomila ampolle grandi grandi
e i fasci multicolore che vidi nelle mie esperienze da abbaglianti ricordi furono in un lampo tetri baluginii uniformi e smorti

gettai ai coralli di porpora il mio flautopipa ammutolito/a
e le stelle che colsi si spensero tutte nell’arco d’una notte
rivolsi preghiere ai divi padri che i figli gementi non poterono capire
ciechi e sordi e bruciati dall’imperturbabile sole
ma i padri tacquero dopo aver sentenziato unanimemente
che il mio cuore sarebbe scoppiato e le mie ceneri
dai venti skiok il vento turgido vettore skiok fa il boia d’un vento, disperse sulle colline dove pascolano le vacche le muse drogate el mulo de commesichiama? El Sileno che brutto fa decollar le ninfe tutte e quel toro che se congiunge uccelluto a Europa, me par che sia lei, è lei, la bamboleta che non se muove manco respira da la paura de farse sentir

attraccai la mia nave dopo un viaggio che durò un giorno e una notte in meno
dell’eternità , “son ria’, finalmente, eco lo spiaggione de sasi fini che te morden i pe’ e i fan mal”,
attraccai e discesi sulla piaggia di pietruzze bige fameliche
con i piedi che mi sanguinavan e il cuore che burrascoso tronava nel petto e le chiappe stricade per la pora
e me gettai in un falò che brusiava al centro dell’orbe terracque e fui in un istante de piazer immenso grigia cenere
nera polvere che il vento disperse a volo d’useo su zolle appena smosse
su languide acque de stagni e paludi placide e gorgoglianti
appena sfiorate dal candido chiarore di un fascio di luce lunare.
Così continuo insieme al mondo a viaggiare.

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35 commenti

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  1. Climacus / Nov 24 2003 12:08 pm

    Non so. Il mare l’avrò visto tre o quattro volte in 28 anni de scarsa esperienza del mondo e del suo contorno, eppure continuo a vergar sciocchezze che parlan con la voce del mar. S’è una picola ossessione.

  2. agrodolce / Nov 24 2003 1:09 pm

    E direi che l’ossessione produce risultati a dir poco pregiati: complimenti, climacus, è divertente, un esperimento che fischietta e canta. Buon pomeriggio.

  3. Climacus / Nov 24 2003 1:44 pm

    Grazie Agrodolce. In effetti speravo che codesto Ulisse erotomane risultasse fantozzianamente divertente. (ecco, mi sarebbe piaciuto che fosse anche tragico e lievemente desperado, ma si vede che l’esperimento è riuscito a metà) Buon pomeriggio anche a te.

  4. tulipani / Nov 24 2003 5:48 pm

    Mi sono piaciute particolarmente le donne che cadean morte senza farsi accorgere e te Ulisse che attraccasti la tua nave dopo un viaggio che durò un giorno e una notte in meno dell’eternità.

    Mi viene in mente che il gran pregio della tua scrittura è la sensazione dello straripamento. Scrittura come argine premuto, forzato, crepato, superato dalla ricchezza di immagini. Scrittura come un bustino stretto su un corpo di donna procace.

  5. Climacus / Nov 24 2003 6:25 pm

    Io questo commento, Tuly, me lo faccio tatuare sul petto! :)) E poi è incredibile che una persona (altrettanto incredibile) riesca ad associare la scrittura a “un bustino stretto su un corpo di donna procace.” Sì, me lo faccio tatuare!

  6. netta / Nov 24 2003 7:03 pm

    complimento giovanotto… finalmente ho avuto il tempo e la calma per leggerlo…

  7. Climacus / Nov 24 2003 7:10 pm

    Come stai, Netta?

  8. netta / Nov 24 2003 7:11 pm

    così..

  9. Climacus / Nov 24 2003 7:17 pm

    Il non-sense mi ha stordito. E’ stato come tuffarsi in una vasca d’acqua ghiacciata…

  10. netta / Nov 24 2003 7:25 pm

    Climacus .. stamattina ho avuto su di te affetti prorompenti e stasera un vasca gelata….cosa vuoi di più ..

  11. tulipani / Nov 24 2003 8:23 pm

    “affetti prorompenti” è bellissimo, netta!

  12. netta / Nov 25 2003 12:04 am

    sarà un refuso o un lapsus.. tulipani?? chissà.. buona notte giovanotto!!

  13. Akin / Nov 25 2003 2:13 am

    Si, è molto divertente, ma sotto sotto a me lui sembra una persona che ride delle proprie disgrazie e maschera le sue amarezze colorando rassegnato le sue vicende per intrattenere: in fin dei conti è sopravvissuto. Ma ad un certo punto nel mezzo mi sembra divenga serissimo e molto profonda l’emozione – come lo squarcio di verità che sta a volte nello sguardo vivo del giullare: da “la terra, una sola manciata (…)” all’attimo prima dell’attracco, la paura dell’ignoto e dell’incerto traspare piena (“le stelle che colsi”(!)). E i suoni che stanno qui, sono tutti intorno. Grande.

  14. netta / Nov 25 2003 7:14 am

    buon giorno Climacus..

  15. tulipani / Nov 25 2003 10:41 am

    ciao caro

  16. Climacus / Nov 25 2003 11:01 am

    ciao Tuly. Adesso l’ Mk link funziona benissimo. Se hai tempo e voglia, potresti dargli una letta. E’ lunghetto ma molto interessante, ingenuo, profondo, ben scritto, tenero…

  17. tulipani / Nov 25 2003 12:22 pm

    oggi lo leggo

  18. tulipani / Nov 25 2003 12:45 pm

    Ho letto. E’ davvero dolce e delicato e tenero. Mi piace di più la prima parte, quando descrive l’anima. Sulla differenza tra anima e corpo nutro qualche sospetto e perplessità. Però ci tengo a dire che la MIA anima sta DENTRO di me, non alle mie spalle (quello lì che sta alle spalle è l’angelo custode, che io ho visto prima che Berlusconi dicesse ANCH’IO ho visto l’angelo custode – un giorno te lo racconto). La mia anima sta nelle parti molli, immagino nella pancia. Sta nelle parti molli perché su di lei possa agire senza troppi ostacoli ciò che tocca il corpo.

  19. tulipani / Nov 25 2003 5:03 pm

    (Ehi, ma stamattina non era Martedì Mattina?)

  20. Climacus / Nov 25 2003 6:16 pm

    Sì, ma ho spostato la seduta a venerdì mattina, per venire incontro alle esigenze del (ta-daaaa) Dottor O.

  21. Babaco / Nov 25 2003 6:52 pm

    La prima volta che passo di qui. La coincidenza è aver parlato del mio esame di maturità in questo pomeriggio e poi trovare sul tuo blog “La zattera della medusa” che quella mattina mi ha rovinato arte e abbassato il punteggio. Tutto qui volevo “parteciparti”.

  22. Akin / Nov 25 2003 7:03 pm

    (No, Clim…non mi è arrivato nulla °_°’)

  23. Climacus / Nov 25 2003 7:06 pm

    Mi dispiace che uno dei miei dipinti preferiti ti abbia sconvolto l’esame. Del resto anche Atrebor (belle arti)mi dice sempre che la zattera della Medusa non vale un franco bucato. Grazie d’essere passata.

  24. Akin / Nov 25 2003 7:07 pm

    (Ma lo sai che è solo adesso che vedo “Uomini e donne che obbligherei ad ubriacarmi con me” ^_^ Tranqui, non avrai bisogno di obbligarmi!! Basta non fare i mix vinobirragintequilabumbum che già ci sono passato e sono sopravvissuto ma porto ancora i segni ^_^ì )

  25. Akin / Nov 25 2003 7:09 pm

    (ti ho riscritto una mail…quando hai tempo, con calma, riprova a mandarmelo…Gracias!:)

  26. Climacus / Nov 25 2003 7:09 pm

    Adesso riprovo, Akin (ma porca di quella maiala computer di mmerda fanculo a me che manco so spedire un’emmail del cazzo) Scusa lo sfogo, ora sono calmissimo.

  27. Akin / Nov 25 2003 7:11 pm

    ah! Ah! Ah! Tranqui, siamo in due a soccombere alle angherie informatiche di ‘ste macchine. E io che ho anche studiato, per non capirci un cazzo (informatica, sai com’è)

  28. Climacus / Nov 25 2003 7:33 pm

    Se ti arriva la mail di un certo nazzacar non la gettare, mi raccomando :))

  29. tulipani / Nov 25 2003 9:26 pm

    Babaco, questo posto è un agglomerato di coincidenze. Se lo frequenterai con assiduità ti capiterà di poi di rimanere stupefatta quell’unica volta in cui nulla coinciderà. Ma poi ti accorgerai che è solo uno scherzo di splinder, che magari ha spostato le date, o mescolato le parole a sua discrezione.

  30. Ekatherine / Nov 25 2003 10:30 pm

    Anch’io avevo la zattera della medusa in tesina, per via della muscolatura resa classicamente, in realtà non è vero ma lo stesso, glup, non mi sento bene…

  31. netta / Nov 25 2003 11:11 pm

    buona notte!! climacus

  32. Akin / Nov 26 2003 3:15 am

    Ah! Tulip, il caso non esiste! Non voglio dire che tutto sia prederminato, ma….son fermamente convinto…. il caso non esiste! E qui, è vero, ancor più vero!

  33. Akin / Nov 26 2003 3:16 am

    (Buonanotte Climacus. Anzi…buongiorno!:)

  34. tulipani / Nov 26 2003 9:10 am

    ciao Clim

  35. Climacus / Nov 26 2003 10:03 am

    Buongiorno Eka Akin Netta Tuly. Da qualche parte dovrei avere il celeberrimo saggio di Monod “il caso e la necessità” dove si asserisce che (non lo so, ho provato a leggerlo ma mi son rotto le palle di non capire una mazza e poi sono tesi ormai superate, almeno spero).

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