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novembre 22, 2003 / Climacter

Thomas Mann (1875…

Thomas Mann (1875-1955)

LA MONTAGNA INCANTATA (Settembrini vs Naphta)

” – Vigliacco!- gridò Napta ammettendo così che ci vuol più coraggio a
sparare che a farsi sparare addosso; e alzata la pistola in un modo che non
aveva più nulla a che fare col conflitto, si sparò alla tempia.”

Mamma-mia-la-scena-del-suicidio-di-Naphta: tutto mi sarei aspettato tranne un atto ‘eroico’ dell’ignobile omiciattolo disonorato. Non che Settembrini mi sia molto più simpatico… Comunque, per me, è uno di quei momenti in cui chiudi il libro, ti alzi, ti metti a passeggiare per la tua cameretta di tre metri quadrati (praticamente giri su te stesso) grattandoti la testa con aria interrogativa, entri in bagno, ti osservi allo specchio, tiri fuori la lingua senza sapere il perché e, sempre senza una ragione precisa, pensi che sia troppo bianca, tiri lo sciacquone giusto per fare qualcosa e guardi l’acqua che viene risucchiata dal water, torni al lavandino, fai scorrere acqua fredda e ti lavi la faccia meccanicamente, fissi il tuo viso imperlato di goccioline, soprattutto il rivoletto che dal sopracciglio ti scende lungo il lato esterno dello zigomo e poi si diparte in due bracci, uno che, senza anse, finisce sgocciolando dal bordo spigoloso della mandibola, l’altro che devia verso l’angolo della bocca e, dove si apre la fossetta sotto il labbro inferiore si biforca a propria volta, un ramo confluendo nel primo braccio senza anse, il secondo proseguendo lentamente fino a lambirti il collo; ti asciughi energicamente, profondando il viso nell’asciugamano e cercando di cogliere ogni sfumatura olfattiva ch’esso promana, esci dal bagno, passeggi per il corridoio, entri in cucina dopo che ti sei lasciato alle spalle il soggiorno, controlli che nella caffettiera sia rimasto del caffè, ti gratti di nuovo la testa girando attorno al tavolo con la caffettiera in mano, apri lo sportello della lavastoviglie, ne estrai un bicchiere caldo di lavaggio, versi il millilitro di caffè freddo nel bicchiere, concludi il terzo giro di tavolo, butti giù il caffè che manco ti bagna la bocca ma che assapori lungamente facendo volteggiare la lingua come se stessi limonando da solo, ti accorgi d’essere lì, in piedi (sei scalzo e il pavimento è ghiacciato), la caffettiera in una mano, il bicchiere nell’altra, imbambolato, fai dietro front, dalla cucina passi in soggiorno, dal soggiorno passi, attraverso il corridoio, nella camera da letto dei tuoi, osservi l’armadio vecchio-imponente-laccato-stile veneziano, osservi la trapunta rossa a rombi, osservi i quadri alle pareti, il termosifone, il comodino con la statuetta in plastica della Madonna che, come una borraccia sagomata, contiene l’acqua benedetta di Lourdes, il comodino con l’abat jour che è un orribile putto di porcellana (l’aggettivo orribile, però, non ti sovviene al momento) che sostiene con entrambe le braccia una specie di bastone nodoso e tortile che sostiene la lampadina nascosta dal paralume di tela a forma di fez, osservi il telefono che è nero e ha tanti pulsanti che non si sa a cosa servano, esci, imbocchi di nuovo il corridoio, entri in bagno, indugi nuovamente di fronte allo specchio controllandoti la lingua che, nonostante il caffè, è ancora troppo bianca (cioè, tu pensi che sia troppo bianca), torni nella tua cameretta di tre metri quadrati, guardi il letto sfatto e il libro poggiato sul cuscino, ti siedi sul letto sfatto, ti pieghi e abbandoni bicchiere e caffettiera per terra, prendi il libro, ti sdrai, sfogli le pagine, ricominci la lettura.

” – Vigliacco!- gridò Napta ammettendo così che ci vuol più coraggio a
sparare che a farsi sparare addosso; e alzata la pistola in un modo che non
aveva più nulla a che fare col conflitto, si sparò alla tempia.”

(Grazie Giorgia, sei un tesoro)

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16 commenti

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  1. netta / Nov 23 2003 11:15 pm

    l’ho visto i piedi sul pavimento ghiacciato, un po rossi.. il bicchiere .. il letto sfatto.. la lingua bianca.. i dubbi.. la testa… .. la luce di quell’ora non importa quale.. ma la luce.. bravo Giovanotto!!

  2. Akin / Nov 24 2003 12:00 am

    Un libro sa emozionare tanto se è scritto da farti emozionare (nervoso…paura:è-paura, ansia di vederenonvederequel-no!loDEVOvedere=>queste emozioni mi ha trasmesso il tuo P(icc)O(lo)ST(libro)…(Buona notte, Climacus. O buongiorno. A seconda dei punti di vista)

  3. Akin / Nov 24 2003 12:01 am

    (speravo che, per un attimo, a quest’ora, splinder postasse il mio commento come 22 ancora…ma…le anomalie durano sempre troppo poco)

  4. netta / Nov 24 2003 7:32 am

    buon giorno Climacus!!

  5. tulipani / Nov 24 2003 8:49 am

    molto efficace, climmino

  6. Climacus / Nov 24 2003 9:22 am

    Bello l’aforisma: “le anomalie durano sempre troppo poco”. Mi ricorda una frase letta su DD: “quest’angoscia è insopportabile; speriamo che duri.” Ebbravo Akin e eggrazie. (ah, non ricordo più in quale cazzo di cartella ho salvato l’e-book fantascientifico: abbi un po’ di pazienza et non desperar.) Ciau

  7. Climacus / Nov 24 2003 9:26 am

    Grazie Nettina!! La roba che ho scritto è un invito un po’ sui generis alla lettura de “la montagna incantata” che occupa il secondo posto nella classifica dei miei libri preferiti. Vuoi sapere chi c’è al primo posto?

  8. Climacus / Nov 24 2003 9:31 am

    Ciao Tuly. Non vedo l’ora che tu riprenda a scrivere. Mi manchi, già-già. Grazie e ciao.

  9. netta / Nov 24 2003 12:58 pm

    spara..

  10. Climacus / Nov 24 2003 1:38 pm

    I Buddenbrook, del solito, grande, irraggiungibile Thommasino Mann

  11. Akin / Nov 25 2003 2:03 am

    No worries, aspetto trepido ma con calma :) DD=? (DylanDog? DareDevil? Drum’n’Dumb?) pardona la mia ignorantia…

  12. Climacus / Nov 25 2003 7:51 am

    Dylan Dog. Sono stato un suo fagocitatore finché non è arrivato il numero 100, una storia molto deludente. Però ogni tanto mi vien voglia di comprarlo.

  13. Ekatherine / Nov 26 2003 12:50 pm

    Il re torrismondo, tragedia del Tasso (ultimamente i tassi ritornano molto nella mia vita) a cui gli ultimi 10 anni di beautiful fanno un baffo. Torrismondo dovrebbe portare al suo amico re una principessa che non può sposare per farlo sposare lo stesso, ma naufragano e T. si fa la principessa. Non potendo più darla all’amico per questioni di discendenza la baratta con sua sorella, ma poi scopre che sua sorella non è la sua vera sorella. Sua sorella vera è ovviamente la principessa che si è sciroppato durante il naufragio, e si ammazzano tutti lasciando i sopravvissuti nell’ignoranza. Morale, mai naufragare nel mare del Nord.

  14. Climacus / Nov 26 2003 4:51 pm

    Che dolci ricordi: alla tenera età di tre anni, mio padre mi leggeva sempre la storia di Torrismondo per farmi dormire sonni tranquilli. (Promemoria: accennare al Dottor O. delle strane abitudini di mio padre nella scelta delle favolette della buonanotte) Ciao Eka e grazie.

  15. anonimo / Nov 29 2003 2:02 am

    Si anche io ho amato DD, ai suoi tempi (“La Morte!La Morte!(…)”), ma ahimè, perfino il buon vecchio Groucho m’è caduto in disgrazia…

  16. anonimo / Nov 29 2003 2:05 am

    (it was me,below, clearly -_-‘)

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