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novembre 17, 2003 / Climacter

FATTI UNA DORMITA e non rompere i coglioni

Sono perseguitato dalla debolezza. Vorrei invece che fossero le debolezze a perseguitarmi.

Sono circondato da exempla che non sanno catturarmi né parlarmi né consigliarmi palliativi contro la debolezza. Del resto, appare ridicolo cercare lenitivi che blandiscano il più forte tra i sedativi. Possono spingermi semmai a intrallazzarmi con cattivi propositi, ad allattare debolezze segaligne che non s’accontentano di fantasie dissolute ma, con terribili fameliche risate, cercano di spronarmi a tramutare i propositi in atti intenzionalmente inconsulti. I figli nati da semi attossicati, generati e non creati dalla stessa sostanza del padre, sanno fare distinzioni e separare la degenerazione passiva, il decadimento fisico e morale e mentale che sugge slancio vitale nel seno di una volontà rassegnatamente devitalizzata, dalla pratica esistenzialista del dissolvimento, la quale, destinata dalla volontà di natura ad adempiere ad un bisogno essenziale di attualizzarsi, esige per sé un adeguamento da parte del soggetto portatore (il padre) e affonda le radici nello humus sempre virulento e rorido di vitalismo autolesionista che è il precipitato delle contese che si compattano sul limitare di equorei campi di battaglia che l’io sbrigativamente abbandona in ritirata.

La debolezza, essendo sterile, non ha legami di parentela con le debolezze, e non rivendica su di esse la potestà putativa di una genesi nominalista. Le sue conquiste si intrecciano a quelle della noia, i suoi feudi si espandono senza spargimento di sangue, ma lo spleen è solo uno dei tanti insospettabili vassalli che una indagine fenomenologica post epoché potrebbe scalzare dalla comoda postazione d’anonimato da cui essi levano la bramosia a rimirare i margini degli orizzonti razziati.
La difficoltà sta nel riportare un ordine e una legge che, contrapponendosi alle consuetudini, accerchino i mercenari del nemico, imponendo limiti al reclutamento di truppe prezzolate e facendo vigere uno stato di innaturale pace coatta che tagli le vie di comunicazione e i supporti logistici che la monarchia pseudomerovingia ha installato per irrorarsi di energie che non le competono. La debolezza è infatti un groppo di catarro che si aggruma intorno alla matrice costituita dal senso del pudore stirato, dall’ emotività indurita, dall’ambizione rastremata, dalla libido glomerulare, dal rimorso cicatriziale, dall’ istinto di sopravvivenza orbato ma tonico e iperattivo e dalla cricca di imprecisate molecole psichiche (mi si lasci passare l’espressione, ché anch’io, come tutti, mi sento in dovere di vergognarmi) leste ad entrare in simbiosi mutualistica col monarca senza brache.
La debolezza è un cancro inetto, incapace di metastatizzare. Le debolezze sono cisti particolarmente vivaci: se non le tieni sotto osservazione la loro benignità è subito dissipata ed ecco che ti si presentano maloguizzanti come camole del legno. Tenerle sotto osservazione significa anche accontentarle, ma questo l’ho già detto e perciò posso concludere – è buona creanza farlo- con una citazione:

Molti muoiono troppo tardi, e alcuni muoiono troppo presto. Ancora suona strano l’insegnamento: ‘Muori al momento giusto!’.

Friedrich W. Nietzsche; Così parlò Zarathustra (BUR, 1994)

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20 commenti

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  1. netta / Nov 17 2003 1:35 pm
  2. netta / Nov 17 2003 2:38 pm

    tutto ok..

  3. tulipani / Nov 17 2003 3:14 pm

    Proprio ieri sera pensavo alla parola segaligno. Ci dovevo (devo) anche fare un post insieme ad altre parole. Ma oggi sono di corsa. Ritorno anche per leggerti con più calma.

  4. Akin / Nov 17 2003 4:59 pm

    FANTASTICO!!! “La debolezza è un cancro inetto, incapace di metastatizzare” Ah! Anche la debolezza va uccisa! (Ma è tosta…. Really tosta….) Comunque credo che la strada da perseguire sia proprio quella dei cattivi propositi da mettere in atto, sai? D’altronde, è l’unica che è rimasta, perdincibacco! ;) Almeno servirebbe a distrarre, se non a lenire (hai mai letto “Leviathan”, di Paul Auster? chissà perchè me lo hai fatto venire in mente…)

  5. Climacus / Nov 17 2003 6:33 pm

    Anch’io pensavo a segaligno e mi dicevo: -avanti, scrivi un post dove ci sia quella parola e attento a non confonderla con segaiolo.- Ieri sera, infatti, pensavo anche al ‘segaiuolo’ (non sto scherzando) che ho scoperto essere un venditore di candele di sego. E io che credevo… Vabbe’, ci sentiamo dopo, tuly./ Non ho mai letto Auster, Akin. Che dici, pensi che potrebbe piacermi?

  6. netta / Nov 17 2003 7:45 pm

    ti piacerebbe di più palahniuck .. secondo il mio modesto parere… ..ciao

  7. Climacus / Nov 17 2003 8:08 pm

    E’ quello di Fight Club?

  8. netta / Nov 17 2003 8:13 pm

    si .. sto leggendo soffocare e ogni volta che lo trovo strepitoso penso a te..

  9. Climacus / Nov 17 2003 8:28 pm

    uh uh oh uh (risata compiaciuta da vanaglorioso) suvvia, non esagerare che poi mi monto la testa, uh uh oh uh

  10. netta / Nov 17 2003 8:31 pm

    ho detto che ti piacerebbe…non esageriamo..;)..leggilo.. credo di avertelo gia suggerito… anche la storia è particolare..disperatamente divertente.. ora vado a cena..ciao climacus… grazie..

  11. Akin / Nov 17 2003 10:29 pm

    (Basta, dopo aver letto Fightclub e averlo apprezzato devo leggere anche Soffocare. Ne sento parlare da troppo tempo) Non so se Auster… Sicuramente “Trilogia di New York” ti potrebbe interessare. Provalo, se hai tempo (tanto lo vedi subito se ti piace oppure no). Io, però, credo che si, insomma, credo che ti potrebbe piacere. Però una nota: credo che dovresti leggerlo in lingue originale. So che magari è una palla, però credo che in italiano non renda… Se trovo una versione txt o pdf (si lo so è una bestemmia… io non ho mai letto un ebook: mi si sfaldano gli occhi e amo troppo la carta. Li uso solo come preview) te la mando, ok?

  12. netta / Nov 17 2003 11:55 pm

    la trilogia mi è piaciuta tanto ecco Akin anche io in effetti ci ho pensato..leggendo il qui presente Giovanotto.. credo che visto il personaggio a Climacus piacerebbe molto Timbuctu, sempre di Auster…
    buona notte Climacus

  13. tulipani / Nov 18 2003 12:02 am

    Clim, non ci ho carpito una mazza. (lascio l’errore perché è carino). Sono stanchissima. Buonanotte a tutti.

  14. Climacus / Nov 18 2003 12:30 am

    Buonanotte amici miei. Domani (cioè oggi) vi rispondo. Adesso vado a nanna.

  15. netta / Nov 18 2003 7:10 am

    buon giorno Climacus!!

  16. Climacus / Nov 18 2003 12:40 pm

    Hei, Akin, davvero faresti questo per me? Troppo troppo gentile. Troverò il modo di sdebitarmi. Il mio indirizzo di posta positronica è: JClimaco5@netscape.net oppure Climacus27@netscape.net

  17. Climacus / Nov 18 2003 12:44 pm

    Buongiorno labbra rosa. Es una bea iurnadina de sul. So minga felis del tut, ma quasi.

  18. Climacus / Nov 18 2003 12:53 pm

    Tuly, non te preocupa se la masa non podesti carpir: entanto ch’io scribeba el mio cerveo desegnava casette e uselin e fiurelin coi penarei profumatc. Sostanzialmente, nemmeno io ho carpito una mazza, salvo il titolo e la citazione finale.

  19. tulipani / Nov 18 2003 2:58 pm

    Guarda, mi sembrava or ora di aver capito tutto fino all’apertura della prima parentesi tonda. Però quella precisazione (il padre) mi costringe a riprovarci ancora per vedere se sarò più fortunata.

  20. Climacus / Nov 18 2003 5:02 pm

    il padre sono io (cioè, lo ero verso le 14:10, quando ho aggiornato il post)

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