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novembre 11, 2003 / Climacter

Marcel Proust (1871-1922)

 

Vuoi che ti racconti la storia del libro che non finirò mai? Non devo far altro che aggiungere il titolo e la storia finisce, senza colpi di scena né flashback, senza picchi né depressioni, una storia così ovvia da essere vera, quella del libro che mai finirò. Vuoi che te lo riveli? Il titolo è… Aspetta, forse tirandola per le lunghe questa novella che è ancora embrione, potrà incuriosirti oppure annoiarti, simboli di segno opposto dell’innescarsi del tuo interesse. La noia, mi chiedi, coinvolge? Be’, se ti interroghi su questa questione ho tutto il diritto di credere che la trappola architettata da chi vuol tirar per le lunghe una storia che nulla ha da dire sia scattata nel momento opportuno e che tu non l’abbia aggirata… Questo è un racconto o meglio un dialogo tra me e te committente, personaggio decaduto dal suo nobile rango, e te, lettore che mi sforzo d’ impazientire perché la noia avvolge ma non coinvolge e la domanda che io ho posto in tua assenza era un vezzo retorico di quelli che cadono in un punto qualunque del testo senza nulla pretendere dalla loro presenza. Non l’impossibilità, quanto l’ineluttabilità della risposta è la lacuna di condivisione… Eppure, ho provato, dilungandomi troppo, a suggerirtene una che suonasse incompiuta, un po’ come la storia che tiro per le lunghe quando potrei risolvere l’accordo che ti tiene in sospeso con il solo elemento, Ulisse, che la storia conclude. Ulisse, il libro che mai finirò, il libro che comincio ogni volta consapevole che abbandonerò la lettura sulla scena di un corteo funebre, dimenticando nella carrozza i tre o quattro amici intenti a tessere una beffarda, ridanciana conversazione. A quel punto sarò così sazio di nuove parole da sentirmi impoverito, persino incapace di rimediare all’ indigenza cui Joyce non vuole e non sa sopperire, limitandosi a rimarcare la penosa condizione dell’uomo cui non bastan le poche voci stivate per essere vivo quand’egli è lontano, disperso nel mondo degl’altri, pensiero fatto a brandelli.

Qualcosa di nuovo è successo, lo annuncio con freddo entusiasmo – la diffidenza non muore di certo per l’insorgere di un brivido caldo- ma un’emozione mi ha scosso, turbinando tra gli arzigogoli di un libro che sempre mi è parso impassibile e freddo. Voglio entrare insieme a te nell’Ulisse: accompagnami lettore.

“Se Pirro non fosse caduto ad Argo per mano di una vecchiaccia, o Giulio Cesare non fosse stato ucciso a coltellate. Cose che non si possono abolire col pensiero. Il tempo le ha segnate col suo marchio, e in ceppi dimorano nel luogo delle infinite possibilità che esse hanno estromesso. Ma possono essere state possibili dato che non furono mai? O fu possibile solo ciò che avvenne? Tessi, tessitor del vento.

(…)

Dev’essere un movimento, allora, un’attualità del possibile in quanto possibile. La frase di Aristotele si formò tra i versi barbugliati e andò alla deriva fino al silenzioso studioso della biblioteca di Sainte-Geneviève dove aveva letto, al riparo da una Parigi peccaminosa, per sere e sere. Gomito a gomito un esile siamese compulsava un manuale di strategia. Cervelli pasciuti e pascentisi intorno a me: sotto lampade a incandescenza, infilzati, con un tenue palpito delle antenne: e nel buio della mia mente un bradipo del mondo sotterraneo, riluttante, schivo di luce, che muove le sue squamose volute di drago. Pensiero è il pensiero del pensiero. Tranquilla luminosità. L’anima è in certo modo tutto ciò che è: l’anima è la forma delle forme. Tranquillità subitanea, vasta, incandescente: forma delle forme.”

James Joyce, Ulisse (Mondadori, 1993)

 

Jacques Emile Blanches, Portrait of Joyce (1935)

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22 commenti

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  1. netta / Nov 11 2003 2:03 pm

    pensavo non riuscissi a finire di scriverlo e non di leggerlo ..il libro.. ma netta ha uno stomaco nemico che obnubila i pensieri…

  2. Climacus / Nov 11 2003 2:12 pm

    Crampi per la fame o gastrite da stress?

  3. netta / Nov 11 2003 3:58 pm

    non lo so… sto così male… devo fare una gastroscopata.. scusa.. scopia.. ;) sono terrorizzata

  4. tulipani / Nov 11 2003 3:59 pm

    A me, tirata così per le lunghe, ha quell’effetto… come dire?… non so se è il prologo o la citazione… insomma: preparatorio. Adesso sono impaziente di assumere l’Ulisse, sebbene in modica quantità e secondo modalità propedeutiche. Perché non ci fai ogni giorno una pillolina ben confezionata?

  5. Climacus / Nov 11 2003 6:30 pm

    Ah, la gastroscopia… Son sempre riuscito a schivarla di tanto così. (in casa tiengo deçine y çentinaia de mediçinales deversi por la aflition de l’ingluvie: voe che te porgo achì el menù completo da la a a la heta?)

  6. Climacus / Nov 11 2003 6:53 pm

    Ecco, tulipanessa, speravo dicessi ‘effetto che stimola la diuresi’ oppure ‘effetto fluidificante che facilita l’espettorazione e libera i bronchi” o ancora “effetto ritardante per lui et stimolante per lei”… Comunque anche preparatorio va bene sicché proverò a confezionare altri presidi medico-chirurgici propedeutici alla lettura di libri che mai finirò (la ricerca del tempo perduto di Proust è uno dei tanti, forse quello più ostico)

  7. Climacus / Nov 11 2003 7:05 pm

    Controllando tra gli scaffali, ho notato che Proust non c’è più! Non so se esser contento o desperado.

  8. netta / Nov 11 2003 7:18 pm

    no.. querido… quiero que matar el dolor con mi palabras.. (il mio spagnolo è terribile.. desculpame)

  9. Akin / Nov 11 2003 7:19 pm

    Non l’impossibilità, quanto l’ineluttabilità della risposta è la lacuna di condivisione…!!
    Questa cosa della noia che avvolge e coinvolge mi ha colpito forte, e non è stata l’unica…
    Quanto devo pensare stanotte? Se ci penso bene…troppo. (Ciao Climacus!)

  10. Climacus / Nov 11 2003 7:32 pm

    Be’, Nettina, il mio più che spagnolo s’è venesian misto a mantvan, parmzan, piazentin, cremunes, un cincinin de milanes, ‘na scorsetina de brehà (quel de la val trompia che le tut haspirat), v’un cucianin de latinorum, ‘na brisina de tusco, tutto hondito con l’olio bono.

  11. Climacus / Nov 11 2003 7:35 pm

    Ciao Akin, pretendo che ogni tua riflessione notturna sia fedelmente riportata sul tuo blog. Mi raccomando :)

  12. Climacus / Nov 11 2003 7:40 pm

    Cristo quanto mi piace quel “tessi, tessitor del vento” !!

  13. netta / Nov 12 2003 7:28 am

    buon giorno Climacus

  14. tulipani / Nov 12 2003 8:49 am

    Niente pillola, ancora. Pazienza. Mi faccio bastare il commentino in dialetto. Sei bellissimo quando parli in dialetto!

  15. Climacus / Nov 12 2003 10:06 am

    Ciao Tuly, bela sceta oppure, sempre in brehàn, bela
    gnara o, in mantvàn, bela putleta (non è una parolaccia): habe problema muy vastissimo cum piloleta matutina. Mo’ mi esforso de sintetisar, imperocché non me piase enmuciar una sfilza di parolon che envece podria ‘rià subitissimamente al doca taleando la crapa al tor sine metere tropa caren al foec (c’è un bellissimo proverbio cremonese che dice: rosso di sera, dumàn piof): havvi poche et confuse eidos sur l’argument de tratà. Garés bizogn d’un suxerimento, s’il te piase. Egrazzie

  16. tulipani / Nov 12 2003 10:21 pm

    Ancora Joyce andrebbe benissimo. Ma anche Proust, se vuoi. (Davvero si può fare a richiesta?)

  17. netta / Nov 12 2003 11:51 pm

    nottte Climacus!!

  18. Akin / Nov 13 2003 9:01 am

    “havvi poche et confuse eidos” (!!!) Mi fai piegà dalle risate. Non preoccuparti che appena partorisco un’idiozia te lo faccio sapere! :) A presto!

  19. tulipani / Nov 13 2003 9:10 am

    Buon giorno, Clim

  20. Climacus / Nov 13 2003 10:22 am

    Buongiorno ragazzi e ragazze. Tuly, non vorrei che questo strabiliante blog si trasformi nell’antro di Stephen Dedalus: potrei avere seri guai con la giustizia, sia per questioni di copirait che per problemi legati alla difficoltà di procurarmi oppiacei indispensabili alla comprensione dell’ Ulisse… Proust! Chissà che fine ha fatto, poerello. Ricordo che, come ipnotico, era insostituibile: peccato che avessi il vizio di leggerlo durante le sedute (no, il dottor O. non c’entra). Mia madre deve averlo gettato nel pattume perché le ho sbreccato di testa vasca da bagno e bide’. Però ci sono altri libri che mai finirò: ne ho appena preso a prestito uno in biblioteca. Faulkner, luce d’agosto.

  21. Climacus / Nov 13 2003 10:28 am

    Akin, la mia testa è un brefotrofio di idiozie: se decidessi di disconoscere la partenità della neonata, alla custodia ci penso io.

  22. Climacus / Nov 13 2003 10:30 am

    Notte Netta (se non sei passata a darmi il buondì significa che è ancora notte)

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